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Tutte le fiabe che parlano di "fata"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "fata", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Bambina e la fatina computerina

Era una fanciullina e, per Diritto di Nascita, viveva in un Bel

Palazzo Imperiale.

Era la figlia della Coppia Imperiale…

Era la figlia della Coppia Imperiale… e viveva in un vero e

proprio Impero sconfinato, florido e prospero.

E un giorno, da grande, sempre per il suddetto Diritto di

Nascita, lo avrebbe ereditato.

Il Bel Palazzo Imperiale in cui Bambina, questo il nome della

fanciullina, viveva era una costruzione imponente. C’era da

perdersi.

Ampie scalinate ovunque. Pareti tappezzate di quadri raffiguranti

Avi Imperiali, Sala del Trono, Immensa cucina, Salone

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Magia “Manda via la puzza”

C’era una volta, tanto tempo fa, un bambino che sapeva fare la cacca nel pannolino; la sua cacca faceva tanta puzza.

Il bambino provò a mandare via la puzza:
provò portando vicino a sè un vaso di fiori profumati, ma niente da fare, la puzza non andava via;
provò a spruzzare del profumo, ma niente da fare, la puzza non andava via;
provò ad accendere il ventilatore, ma niente da fare, la puzza non andava via.

Finchè un bel giorno, una buona fatina volle aiutarlo.

La buona fatina gli rivelò un segreto: “Io ho la magia per mandar via la puzza, vuoi farla anche tu questa magia?

Proprio perchè tu sei un bambino forte e capace di mandare via la puzza ti rivelerò  la mia magia.

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Fiore e la regina luna (terza parte)

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Una dolce melodia invase la camera fiorita di Fiore. La bambina fatata si alzo e guardò al di là della balaustra, e lo spettacolo che la colse fu incantevole, le fate dei fiori danzavano da un fiore all’atro le farfalle volavano al ritmo della dolce musica, guardo le nuvole tinte un delicato oro, e i fiori dai colori sgargianti, Fiore ricordò cosa aveva detto la regina Luna aveva detto “Ciò che è nascosto si mostri, che la porta del mondo fiorito appaia, e che la fata dei fiori possa entrarvi per dargli nuova vita”; Fiore si chiese cosa la regina intendesse con nuova vita, sembrava tutto così perfetto, poi guardò meglio e noto che solo i fiori appena nati erano belli, quelli che avevano qualche ora erano già scoloriti e stavano perdendo i petali, sentì nel cuore un intensa tristezza, lei era la fata dei fiori, al meno era quello che lei aveva capito, dalla formula pronunciata dalla regina.

Stava ancora riflettendo su quelle parole quando una delle piccole fatine le si avvicinò e le sussurrò:«Vieni a ballare con noi», poi con la sua piccola manina prese un dito tirandola, subito altre fatine seguirono il suo esempio, Fiore le segui docilmente e non appena fu in mezzo al loro i suoi piedi cominciarono a muoversi sotto l’incantesimo della musica del dolce flauto.

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Il comodino solitario

C’era una volta un vecchio comodino di legno, giustamente orgoglioso della posizione che da tempo immemorabile occupava in quella cameretta piena di fiori, che la tenue luce delle candele rischiarava e le più esotiche fragranze profumavano.

Nulla sembrava mancare perché lenta e tranquilla scorresse la sua vita ma, ahimè, la sua pace era scomparsa il giorno in cui la Dama della cameretta gli aveva imposto, senza nemmeno chiedergli cosa ne pensasse, di coabitare con una compagnia di statuine e pupazzetti a cui sembrava,perché poi,santo Cielo? molto affezionata. Il comodino, che come tutti i vecchi mobili era piuttosto riservato e conformista, avvertì un’immediata fortissima antipatia per “la masnada”: eccentrici, chiassosi, svitati, incarnavano alla perfezione tutto ciò che per lui era assolutamente insopportabile; ma proviamo un po’ ad entrare nei suoi pensieri: “Come potrò mai dedicarmi alle mie predilette meditazioni sull’origine e le cause prime dell’universo mondo con questo strazio continuo ai miei timpani?

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Fiore e la regina luna (seconda parte)

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Le scarpette d’argento di Fiore si posarono sul morbido tappeto di trifoglio, la leggera brezza proveniente dal lago incantato fece fluttuare ancora gli abiti d’organza e seta della bambina; Fiore fece scorrere lo sguardo su ciò che la circondava, tutto era come le aveva raccontato Filù, i giunchi, i loti e le canne di bambù ondulavano dolcemente e le ninfee ondeggiavano placidamente sulle calme acque del lago, sentierini circondati da steccati ricoperte di campanule bianche portavano alle case degli gnomi, e degli elfi, al centro del lago un isola non tanto grande con una grande quercia, a Fiore sembrò immensa, il suo tronco era talmente grosso che ci sarebbe voluto tutto il suo villaggio e forse più per abbracciarlo, i suoi rami s’innalzavano verso il cielo immensi e maestosi, e da terra si potevano vedere solo i rami più bassi, le sue radici penetravano nella terra dell’isola imprigionandola interamente, ai piedi della grande quercia, proprio in mezzo a due grandi radici vi stava un castello, dunque era quella la dimora della regina luna, pensò Fiore, mentre con lo sguardo ammirava il castello.

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Fiore e la regina luna (prima parte)

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Fiore era una bambina assai graziosa , vispa e intelligente , dai grandi occhi azzurri, un po’ sognatori, e dai capelli ricciolini e dorati. Fiore abitava in un paese assai carino, dalle case dai tetti rossi, dai muri bianchi, e dalle persiane verdi, il paese si chiamava: “Non so”, questo nome era dovuto alla risposta ricorrente della gente, infatti, a ogni domanda rispondevano con un “non so”.

A Fiore questa risposta non piaceva, avrebbe voluto sapere il nome dei fiori e delle cose, ma di rado c’era una risposta diversa, sembrava che nessuno sapesse niente, la bambina aveva saputo che forse al di là del bosco “non so” c’era una donna che sapeva tutto, ma naturalmente nessuno ne conosceva il nome.

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La fatina Flora

Mentre scendevo giù per le scale, sai chi ti vedo, intanto che sale?
Una fata! Per davvero!
Proprio no, non ci credevo!
Era bionda e assai graziosa
col vestito tutto rosa,
un cappello con gran falda,
quattro trecce, ma tu guarda!
Quattro ali sulle spalle
come l’ hanno le farfalle.
Un gran fiocco sulla vita,
come mai qui era finita?
Lei mi guarda  sorridente
sussurrando dolcemente:
“sono Flora, una fatina,
mi son persa stamattina,
sai, andavo un po’ di fretta
e ho scordato la bacchetta,

Gianni il fedele

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