Cosa credi tu, com’è grande questo mondo! Ci vivono uomini ricchi e uomini poveri, e c’è posto per tutti, e tutti protegge e giudica il Signore. Vivono i ricchi, e fan festa; vivono i poverelli, e lavorano; a ciascuno la sua sorte!
Nelle sale dello zar, negli appartamenti reali, nell’alto terem si pavoneggiava la principessa che non rideva mai. Che vita faceva, che abbondanza, che lusso! C’era d’ogni cosa gran quantità, tutto quel che si può desiderare; ma lei non sorrideva mai, né rideva, come se nulla potesse far contento il suo cuore.
A guardar quella figlia così triste lo zar suo padre s’amareggiava. A tutti apre i suoi saloni, a chiunque desideri esser suo ospite. – Che cerchino di rallegrare la principessa Senza Sorriso, dice. – Chi ci riuscirà l’avrà in moglie – Non appena ebbe detto questo, il popolo comincia a ribollire ai cancelli reali! Da ogni parte vengono e vanno figli di zar e di re, boiari e nobili, militari e borghesi; cominciarono i banchetti. il vino scorreva: ma la principessa seguitava a non sorridere!
Nell’altro estremo del paese, viveva nel suo angolino un onesto lavorante; al mattino scopava il cortile, la sera pascolava il bestiame, era in continuo movimento. Il suo padrone era un uomo ricco, leale, che non gli lesinava il pagamento. Non appena ebbe finito l’anno, mise sul tavolo un sacchetto di denaro: – Prendi quel che vuoi! – dice, e uscì dalla porta. Il lavorante s’avvicina al tavolo e pensa: «Come fare per non peccare di fronte a Dio, come sapere quel che mi spetta? » Scelse una monetina, la mise nel portamonete e pensò di bere un po’ d’acqua; si sporse sul pozzo e la monetina rotolò e andò a fondo.
La principessa senza sorriso