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Tutte le fiabe che parlano di "gelo"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "gelo", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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La moneta del diavolo

Lungo una via ghiacciata dal gelo, un giorno un vecchio mendicante ricevette una moneta da uno sconosciuto. Tintinnava dentro il barattolo vuoto, come a dire: “Ehi! sono qui, prendimi!” Il vecchio la raccolse. Avrebbe voluto… La moneta del diavolo

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Freddy, il pupazzo di neve

Candidi fiocchi stavano scendendo sul paesino di Arcobaldo. I bambini non attendevano altro, tanta neve per poter finalmente giocarci.

Caterina e Lorenzo, avevano passato tutto il pomeriggio al parco, dopo un’abbondante nevicata, per costruire con cura il loro pupazzo di neve: due tappi di bottiglia per gli occhi, una carota per il naso, un pezzo di stoffa rosso per la bocca.

Sulla testa un vecchio cappello nero e una sciarpa scolorita al collo, al corpo cicciotto avevano applicato una fila di bottoni marroni e una fibbia di metallo come cintura.

Freddy, il pupazzo di neve

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Chi insegnò a correre alle renne

Nella tundra non c’è nessuno che corra più veloce della renna. Quando le renne corrono, la tundra rimbomba al rumore degli zoccoli e gli uccelli volano alti nel cielo.

Le renne possono correre un giorno, due giorni, anche tre giorni di fila e il vento fischia tra le corna. Nessuno riesce a raggiungere una renna.

I vecchi raccontano che una volta le renne non erano così veloci, anzi nei tempi antichi non sapevano nemmeno correre. Se ne andavano a spasso per la tundra, mangiando il lichene sotto la neve e patendo il gran freddo invernale.

Chi insegnò a correre alle renne

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Chi ha rubato il bel tempo?

Era l’epoca in cui il cielo, ancora giovane e con poca esperienza, reagiva a violente esplosioni di collera e riversava quantità enormi di neve senza preoccuparsi di nulla, solo per mostrare al mondo quanto fosse potente.

Sul grande lago ai piedi della montagna nevicò dunque per giorni e giorni. Tutto era coperto da uno spesso tappeto bianco, fitto come una coltre di nuvole.

Per gli animali era sempre più difficile trovare un rifugio e tutti si chiedevano se il bel tempo sarebbe mai tornato.

Una notte, lo scoiattolo fece  un grande sogno. L’orso metteva in un sacco tutto ciò che trovava sul suo cammino: bacche selvatiche, funghi, muschi, miele. E il sole brillava alto su di lui, e come brillava!!

Chi ha rubato il bel tempo?

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Il bucaneve

C’era una volta in una foresta incantata degli alberi ricoperti di neve. La nebbia vorticava intorno ad essi e il gelo aveva ornato di cristalli tutto intorno dai rami più alti ai ciuffi d’erba. Un bianco chiarore si stendeva intorno.

Il Signore del Gelo passava su ogni ramo e su ogni stelo d’erba posandovi i suoi cristalli. Quando il sole brillava tutto si trasformava in luccichii come perle e diamanti messi alla luce.

In quella foresta vi era una collina e sotto di essa dormiva la Fata dei fiori. Un giorno vi era tanto sole ed i cristalli si stavano sciogliendo goccia a goccia ed il calore tenue che filtrava nella terra stava per risvegliare la Fata dei fiori.

Il Signore del Gelo disturbato da questo fece vorticare tanta nebbia che il tepore scomparve e un vento freddo ghiacciò tutte le gocce d’acqua sui rami e di perle il bosco fu ricoperto.

La Fata dei fiori tornò nel suo sonno profondo. Il Signore del gelo prese a spargere neve e freddo tutto intorno. Passarono giorni e giorni di freddo. In quella foresta vi erano pure Gnomi e Folletti.

Lo Gnomo che dormiva nel tronco del castagno fu svegliato dal freddo intenso e dagli ululati

del vento e si arrabbiò perché il Signore del Gelo non cessava la sua morsa.

Il bucaneve