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Tutte le fiabe che parlano di "freddo"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "freddo", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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I tre giorni della Merla

Il vento sputa ancor aria gelida e sui rami secchi  nessuna foglia sopravvissuta tra ghiaccio e neve  il freddo impavida e offusca il sole Strapazzato gennaio ombroso pungente ingannevole beffardo tirò un tiro mancino alla… I tre giorni della Merla

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I giorni della Merla

Nasce in tempi assai lontani, quando Gennaio non aveva ancora 31 giorni ma solo 28. Si narra che Gennaio fosse particolarmente scherzoso e un po’ invidioso, in particolar modo con una Merla, molto ammirata per il… I giorni della Merla

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Freddy, il pupazzo di neve

Candidi fiocchi stavano scendendo sul paesino di Arcobaldo. I bambini non attendevano altro, tanta neve per poter finalmente giocarci.

Caterina e Lorenzo, avevano passato tutto il pomeriggio al parco, dopo un’abbondante nevicata, per costruire con cura il loro pupazzo di neve: due tappi di bottiglia per gli occhi, una carota per il naso, un pezzo di stoffa rosso per la bocca.

Sulla testa un vecchio cappello nero e una sciarpa scolorita al collo, al corpo cicciotto avevano applicato una fila di bottoni marroni e una fibbia di metallo come cintura.

Freddy, il pupazzo di neve

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L’Inverno e lo Stregone

Cominciavano ad alzarsi le prime luci, e Grande Capo Orso-Lucente era uscito dalla tenda.

Lentamente, aveva abbracciato con lo sguardo l’orizzonte, passandosi una mano sul braccio, e aveva aspirato l’odore dell’aria: diceva pioggia e vento.

«Sì», disse fra sé, «l’inverno è alle porte. E sarà un inverno freddo».

Diede un ordine secco: «Subito 50 indiani a fare legna nel bosco».

Poi, chiamò Penna Bianca, uno dei bambini del campo a cui era più affezionato e del quale più si fidava.

L’Inverno e lo Stregone

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Freddy il pettirosso

Freddy è un pettirosso forte e vivace;
sfida il gelido vento e vola tenace.
Le sue piume sono di un caldo rosso colorate;
ha il becco fine e le ali frastagliate.
Quando nevica si riposa sui rami di alberi imbiancati;
noi bambini lo osserviamo dalle finestre incantati.

Freddy è sempre in cerca di cibo per poter mangiare;
quanto sono duri il freddo e la fame da sopportare!
Cinguetta nel silenzioso inverno per farsi coraggio ed

Freddy il pettirosso

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Chi insegnò a correre alle renne

Nella tundra non c’è nessuno che corra più veloce della renna. Quando le renne corrono, la tundra rimbomba al rumore degli zoccoli e gli uccelli volano alti nel cielo.

Le renne possono correre un giorno, due giorni, anche tre giorni di fila e il vento fischia tra le corna. Nessuno riesce a raggiungere una renna.

I vecchi raccontano che una volta le renne non erano così veloci, anzi nei tempi antichi non sapevano nemmeno correre. Se ne andavano a spasso per la tundra, mangiando il lichene sotto la neve e patendo il gran freddo invernale.

Chi insegnò a correre alle renne

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I dodici mesi

C’era una volta un vedovo con una figlia, di nome Marouckla, che si era risposato e, dalla seconda moglie, aveva avuto un’altra figlia, Helen. Presto egli morì e la vedova mostrò di odiare Marouckla, che era più graziosa di sua figlia.

Marouckla non capiva questo odio, non comprendeva perché la matrigna fosse sempre arrabbiata con lei, ma sopportava in silenzio i lavori più pesanti che le venivano ordinati: pulire le stanze, cucinare, lavare, cucire, filare, tessere, portare il fieno, mungere la mucca…

Helen, invece, non faceva niente, era sempre ben vestita e passava da un divertimento all’altro.

I dodici mesi

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La neve in cortile

Il cortile per Caterina è una seconda casa, lì trova i suoi animali, i suoi giochi anche per la neve.

Durante le nevicate la bimba esce per portare i cibo ai suoi ospiti. Con il freddo lei ritrova il merlo, la ballerina bianca e altri piccoli amici.

Non la spaventano i fiocchi di neve vuole salvare gli ospiti invernali. Sono infreddoliti ormai poiché la neve non si ferma; si posa rende le loro abitudini difficili.

La neve in cortile

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Fiaba dello Zar Saltan

In una graziosa casetta dalle finestre fiorite vivevano una volta tre sorelle. Un giorno esse stavano filando nel giardino davanti alla casa e chiacchieravano tra loro.

– Se fossi zarina, – disse la prima – cucinerei con le mie mani un banchetto squisito per tutte le genti del reame.

– Se fossi zarina, – disse la seconda – tesserei un abito meraviglioso per ogni abitante della terra.

– Se fossi zarina, – disse la terza dolcemente – regalerei allo zar un figlio eroe.

Fiaba dello Zar Saltan

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Fiaba dello Zar Saltan // Versione di Bel’skij

Tanti tanti anni fa, durante un freddo inverno, la neve era caduta abbondante su un lontano villaggio sperduto nella steppa russa. Dentro le isbe quasi sepolte sotto la coltre bianca, la gente ingannava il tempo chiacchierando; le donne filavano e tessevano accanto alla stufa.

In una di queste casette costruite con tronchi d’albero, tre sorelle in compagnia di una vecchia parente di nome Barbaricha, parlavano del più e del meno: facevano progetti, sognavano, spettegolavano…

– Se un giorno sposassi lo zar, che felicità! – sospirò la maggiore che aveva l’hobby della cucina – Darei grandi feste, cucinerei piatti squisiti per tutti i sudditi dell’impero.

Fiaba dello Zar Saltan // Versione di Bel’skij

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Una notte

Era una  notte come tante altre quella notte.

Anche quella notte era nata la Luna , che brillava con il suo viso luminoso.

Ma, a ben guardare , nei suoi occhi c’era qualcosa di nuovo , una luce diversa , quasi magica come se stesse per accadere qualcosa  di speciale.

Eppure era una notte come tante altre, quella notte. Ma a ben sentire regnava un silenzio  diverso, come se fosse preparato apposta per ascoltare qualcosa di speciale. 

Una notte