Buon Natale
Mentre la neve scende fitta, fitta,di regali è colma la slitta.Le renne sono un po’ emozionate,per questo viaggiotutto l’anno si sono allenate. In cielo le renne spiccano il volo,si va a casa di ogni figliolo.Nella… Buon Natale
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "gioia", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Mentre la neve scende fitta, fitta,di regali è colma la slitta.Le renne sono un po’ emozionate,per questo viaggiotutto l’anno si sono allenate. In cielo le renne spiccano il volo,si va a casa di ogni figliolo.Nella… Buon Natale
Nella bella Rovaniemi tutti lavoravano con impegno per il Natale, ma Babbo Natale ricordava quella vigilia che lo aveva fatto sorridere. Sandra, l’elfo che faceva i biscotti, era malata e Mina, volendo aiutare, ci provò,… Rovaniemi che confusione
Nel bosco innevato viveva un usignolo di nome Ugo, convinto di essere il miglior cantante del mondo. «Io non canto… incanto!» diceva, gonfiando il petto. Peccato che, quando apriva il becco,le note uscivano tutte storte:… L’ usignolo al coro natalizio
Zucca, zuccona, zuccaccia,che ci fai dipinta con una faccia? Cerco di far sorridere i bambini…i grandi e i più piccini! Io racconto di abbondanza e di raccolto,dell’autunno, dei suoi colori intensi e del suo volto;della… Filastrocca della zucca e dei colori dell’Autunno
Era la mattina del 27 dicembre. Mi svegliai tardi, ancora frastornata dai festeggiamenti dei giorni precedenti. Il salone era un incanto. Anche quest’anno avevo desiderato che tutte le cornici delle porte di casa fossero decorate… Un dono inaspettato
Accadde tanti anni fa in un paese che non saprei dire. Alle 24.00 in punto del 24 dicembre il Natale non era ancora arrivato. Provate solo a immaginare lo sgomento della gente; i bambini, soprattutto,… Natale è in ritardo
Sono finalmente arrivate Le due migliori amiche Già tra loro accoppiate Dalle popolazioni antiche. Sono perfette insieme Come crema e cioccolato, Come fiore e seme, Incontro combinato. Estate e primavera Le star dell’anno… Abbinamento perfetto
Nel paese della gioia non esistevano gli specchi e nessuno perciò sapeva quale fosse il proprio aspetto; il magro non sapeva che era affilato come un grissino, il grasso non sospettava di essere tondo come un bue appesantito, la bella si beava dello sguardo altrui, la brutta si compiaceva di passare per simpatica, ma nessuno conosceva i dettagli del proprio corpo.
A dire il vero, in questo paese, non essendoci termini di riferimento e paragone, mancavano tutte le parole che in genere si riferiscono alle qualità delle persone; non esisteva “bello” e neanche “brutto”, e tantomeno “alto” oppure “basso” e le persone, per capirsi, si accontentavano di fare gesti per indicare gli altri.
“Hai visto il..?” e si faceva un certo segno con le dita a significare alto, oppure si limitava il gesto della mano per dire basso; per indicare una bella ragazza si facevano circolare pollice e indice, per indicarne una bruttina quelle stesse dita dovevano ruotare al contrario. Esistevano, invece, tutte le parole che indicano le qualità morali, come simpatico, intelligente, gentile, perchè quelle non si vedevano con gli specchi, ma con gli occhi che si trovano dentro il cuore.
C’era una volta in un paese lontano un cavallo bianco con il corno dorato che cercava l’erba magica per mangiare, girava in lungo ed in largo perche l’erba magica voleva trovare camminando lungo la strada incontra tre fate e le fate gli domandono: “cosa cerchi?”
Il cavallo con il corno dorato gli dice: ” sto cercando l’erba dorata voi mi potete aiutare?”, e le fate rispondono:
(Ritornello cantato) “se tu l’erba dorata vuoi trovare giù dal sentiero devi andare … Do-Re-Mi-Fa …”
Ed il cavallo va verso il sentiero per trovare la sua erba da mangiare, ed arriva fino in fondo che lui sa non ce ritorno. Ed incontra sul suo cammino un ometto piccolino, e la domanda che gli fa: “Chi è lei, che fa qua? “.
Risponde l’ometto: “Sono uno gnomo dal cuore spezzato ed in questo bosco sono nato, cosa cercate qui da me, parlate ed io se potrò aiutare sarò felice di camminare.”
Un grande albero faccio a Natale
con tante luci e un lungo puntale.
E’ così alto che tocca il soffitto,
e per addobbi ci son gli orsacchiotti.
Proprio così…non ci sono palline
e a cercarle …..neanche stelline.
Ci metto sopra solo pupazzi,
di quando eran piccoli miei due ragazzi.
Me li ricordo tutti a memoria ,
Fra rami di brina.
Dondola di niente vestito.
Un fiocco di neve.
Su, giù, a piedi nudi.
Dalle tasche piene di freddogesso.
Il giovane artista.
Cesella e ricama.
Dei suoi cristalli, l’inverno.
“Solo questo so fare!”