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Tutte le fiabe che parlano di "amicizia"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "amicizia", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Il gatto Piombino e la luna : storia di una amicizia

Che luna tonda, bella e rubiconda”, pensò gatto Piombino 

Era un ammasso di peli grigio fumo da cui uscivano due orecchie grandi e un muso piccolo a punta, con una spruzzata di neve bianca.

Piombino era un cucciolo di gatto sopravvissuto alla volpe che affamata si aggirava, in quei giorni, nel bosco fitto, vicino alla casa di sassi. I suoi fratellini erano partiti, portati via da una auto rossa rombante dentro una cesta di vimini al seguito di una signora non molto simpatica.

Si erano salutati con malinconia e ora, il gattino solo, osservava la luna.

Il mico le chiese con un miagolio:“Perchè sei cosi triste?”

“Illumino la notte degli uomini, ma la mia luce non è molto intensa. Un tempo tutti mi portavano rispetto, ma ora, le luci della città, il video dei computer sono diventati più rassicuranti. Che devo dire? Mi sento inutile.” rispose il satellite luna con una lacrima di pioggia.

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La barboncina di pezza

Dovevo avere cinque o sei anni. Non so che malattia presi, ma ricordo che dovevo sottopormi a una cura di punture. A me soltanto la vista dell’ago mi terrorizzava (adesso come allora). Né mia madre, né la sua amica, né la figlia della sua amica riuscivano a tenermi fermo per farmi la puntura. Era diventato davvero un bel problema!

Mia madre era disperata: ogni volta che mi trascinava in quella casa sembrava che portasse un agnello al macello. Finché un giorno la ragazza delle punture s’accorse che a me piaceva una cagnolina di pezza che se ne stava al centro del letto.

Era una barboncina nera, con una linguetta rossa, gli occhietti, anche se di plastica trasparente, erano vispi, vispi. Era fatta a grandezza naturale. Io non avevo mai avuto un cucciolo vero, e m’innamorai di quel cucciolo di pezza.

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L’unicorno Andromeda

L’Unicorno Andromeda amava galoppare nella foresta ricca di alberi dalle ricche fronde cariche di grandi foglie lucenti e dai fiori multicolore profumati e dalle più svariate speci.

Esso giovane e spavaldo di una bellezza incantevole passava le sue giornate a girovagare a curiosare sperando di imbattersi sempre in qualche nuova avventura. Nel suo gironzolare aveva trovato una serie di amici: Baffo il coniglietto, Geremia il topolino, Ben il cane, Rufus il gatto, Annabella la cerbiatta, Bianca la capretta, Carbone l’orsachiotto e Pasqualino il merlo.

Erano diventati amici inseparabili e passavano gran parte del tempo insieme dopo che,diligentemente avevano fatto tutti i compiti di scuola.

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una grande conchiglia portafortuna

Questa storia è ambientata nel futuro, più o meno nel 2100, e queste cose sono tratte dal diario segreto, tradizione delle ragazze ancora non persa, di Lilla, la protagonista, tradotte in italiano perchè in futuro si userà un’altra lingua. Ogni tanto c’è qualche parola la cui traduzione è scritta tra parentesi.

23 luglio 2100

Caro diario, abbiamo affittato una nuova casetta al mare, è incredibile ciò che sono riuciti a fare gli scienziati per far scomparire il sasso (è un falso amico, nel futuro sasso vuol dire inquinamento), mio nonno mi ha fatto vedere delle foto dei suoi tempi e il mare era ridotto davvero male. Con mia zia e la famiglia di Tea, la mia migliore amica, abbiamo affiato questa casa. Tea e io dormiamo in una stanza, il mio fratellino e i miei genitori in un’altra e i genitori di Tea in un’altra ancora. Abbiamo passato tutto il giorno a nuotare e mia madre mi ha comprato una maschera a raggi x, riesco a vedere i pesci nascosti tra le alghe, è davvero vuellare (termine del futuro per dire fantastico)!

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L’ultimo canto del gallo

C’era una volta una piccola casupola diroccata, abitata da tre animali: un cane, un gatto ed un gallo.

Un tempo quel rudere era la casa di un contadino, una persona per bene, che non aveva nessuno a cui lasciare i propri averi.

Così i tre animali, alla morte del padrone, avevano cercato di convivere dividendosi i compiti: il cane faceva la guardia, il gatto andava a caccia di topi e di selvaggina, e il gallo dava la sveglia, salutando il sole giorno dopo giorno.

Il cane e il gatto, dopo anni di lotta, erano riusciti a mantenere la pace, e il gallo, che se ne stava in disparte, era molto affezionato ad entrambi.

La tranquillità fu peró sconvolta dall’arrivo di una volpe, furba e maliziosa, che aveva chiesto ospitalità in cambio di un contributo alle provviste.

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Il mistero dei baffi

“Ma perché non funzionano…aiuto!!!!”. Il gatto Alfredo corre come un matto da una parte all’altra della sua cameretta, si guarda allo specchio, tocca il muso con le zampette morbide. E intanto inciampa, capitombola, scivola.

I suoi amici, Flo’ l’uccellino, e Carlo il topolino, lo guardano stupiti: “Ma Alfredo, cosa succede? Perché ti disperi? Perché corri tanto?”

“I miei baffi sono tristi, mosci, senza vita. Hanno perso i loro poteri, non funzionano più! Guardate!” e concentrandosi prova a saltare dalla poltrona al letto, scivolando giù sul pavimento.

“Perché ti dai tanta pena? Sono solo baffi…”, chiede Flò stupito.

“Disastro! Tragedia!”, continua Alfredo, “Come farò? Non sapete che per un gatto i baffi sono fondamentali? Servono per misurare le distanze, prevedere ostacoli e pericoli, cacciare.”

“Sono così importanti?” chiede Carlo.

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Lumachina birichina

C’era una volta, come tutte le favole, un paesino magico
dove vivevano tanti piccoli gnomi di colore verde

Avevano le casette costruite con la mollica
di pane  e si cibavano di fiori
e di rugiada fresca

Coltivavano tulipani e viole e
si ornavano le testoline di ghirlande di mentuccia profumata

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La famiglia e l’amicizia // Video fiaba

Il nostro percorso è partito dall’Autunno. Perché’ ? La natura è il grande libro della vita; l’essere umano fa parte della natura ed è “incastonato” nelle sue leggi: riuscire a coglierle significa comprendere il senso della vita. Così, il flusso ininterrotto delle stagioni, è la “Via” della natura e, l’autunno, è il momento in cui, questo flusso, sembra finire ma…

La seconda tappa è “Il mio rifugio”. La vita è relazione fra “me” e il mondo, se il mondo è la natura, “me”, è la mia coscienza, il luogo dove posso trovare le risposte alle “domande” che il vivere mi pone.

La terza tappa è la famiglia e l’amicizia. La famiglia è l’humus da cui inizia la vita del nostro albero. Si nasce dall’amore tra due persone e l’albero cresce fra tanti legami, ramificazioni, d’affetto.

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Le due gallinelle

“Buon giorno, signora Rosy”, disse la gallina Polly, alla sua vicina di pollaio, mentre portava a spasso i suoi pulcini.

” Si, bastasse augurare buon giorno perchè le cose vadano per il verso giusto!” rispose questa stizzita.

“Cosa le è successo signora mia!?

“Zitta zitta non me ne parlare! Ieri sera mentre tornavo nel pollaio con i miei piccoli, mi sono imbattuta in una farfalla che, poverina, aveva un’ala ferita e non riusciva più a volare, era disperata! 

Non poteva ritornare casa e non avrebbe potuto festeggiare il suo compleanno.

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I principi pesci

Oltre la Collina del Vento, sopra la Pianura dei Gelsomini, si ergeva un castello.

Le alte torri azzurrine toccavano le nuvole, le mura bianche arabescate di edere flessuose brillavano al sorgere del sole; le sale luminose e ampie profumavano di erbe fresche.

Qui viveva Pia, una deliziosa ragazza nata povera e destinata a essere per sempre la serva della principessa Rebecca. E Rebecca anche era bella, tanto quanto deve esserlo una principessa, e cortese, e giusta.

In un caldo giorno estivo la principessa Rebecca uscì dal castello per rinfrescarsi nelle acque di un vicino fiume; Pia era con lei per farle compagnia.

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Stellino e Stellina

In un tempo molto lontano
in un castello fatato
viveva un gattino bianco
chiamato Stellino

Era stato stregato da una strega cattiva
che lo teneva chiuso in soffitta
senza farlo uscire

Era sempre sorvegliato da un grosso cane cattivo
che lo mordicchiava e lo feriva
Il gattino, prima di essere stregato
era un bel bambino biondo, gli piaceva giocare
felice e libero con i suoi amici

Una strega cattiva è molto gelosa
 un giorno gli donò un gattino  bianco
stregato  in regalo 

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Il segreto del procione Poia

C’era una volta una bella casa, appena fuori città, circondata da tanti alberi e boschi.

Al suo interno c’erano tante stanze tra le quali primeggiava quella dei giochi: la casa infatti era abitata da due bei bambini che avevano moltissimi giocattoli.

Proprio qui viveva il procione Poia: era stato battezzato in questo modo dai bimbi che quando erano piccoli non riuscivano a pronunciare bene il suo nome.

Era un bel procione di peluche con una bella coda grande e morbida ed era di sicuro quello al quale i bambini erano più affezionati tanto da volerlo sempre con loro dovunque andassero.

Poia però non era solo un peluche morbido, lui aveva un segreto: gli piaceva uscire la notte, quando tutti dormivano, per andare nel bosco a raccogliere i rami secchi che poi portava nella sua tana e mangiava insieme ai suoi amici guarnendoli con della panna e della cioccolata!