19Feb
2014
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Il gatto Piombino e la luna : storia di una amicizia

Fiaba di: Rosa Rita

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La fiaba

Che luna tonda, bella e rubiconda”, pensò gatto Piombino 

Era un ammasso di peli grigio fumo da cui uscivano due orecchie grandi e un muso piccolo a punta, con una spruzzata di neve bianca.

Piombino era un cucciolo di gatto sopravvissuto alla volpe che affamata si aggirava, in quei giorni, nel bosco fitto, vicino alla casa di sassi. I suoi fratellini erano partiti, portati via da una auto rossa rombante dentro una cesta di vimini al seguito di una signora non molto simpatica.

Si erano salutati con malinconia e ora, il gattino solo, osservava la luna.

Il mico le chiese con un miagolio:“Perchè sei cosi triste?”

“Illumino la notte degli uomini, ma la mia luce non è molto intensa. Un tempo tutti mi portavano rispetto, ma ora, le luci della città, il video dei computer sono diventati più rassicuranti. Che devo dire? Mi sento inutile.” rispose il satellite luna con una lacrima di pioggia.

“Cosa dici? Tu accarezzi i sogni dei bambini, e fai dormire dolcemente, noi gattini. A me sei simpatica,” fece eco il felino con aria perplessa e dubbiosa.

“Già ,è cosi, a volte capita di sentirsi soli e inutili ….”replicò lei soffiandosi il naso con una nuvola bianca.

“ Io penso che le streghe e i maghi trovino vantaggiosa la tua luce e la tua penombra” disse il gattino.

“Certo! Hai ragione.Il Mago Baluf che non ha la corrente elettrica nella sua torre,  sposta le tendine dalle finestre piccole e fa entrare i mie raggi, per confezionare le sue pozioni. L’ho visto l’altra sera. E’ un tipo simpatico!” sorrise la luna ormai non più triste.

Quando il cuore è chiuso a chiave, parlare con un amico, fa scattare una speciale serratura.

Ci hai mai fatto caso?

Così accadde in quella notte magica di stelle. Piombino proseguì il suo dialogo con l’amica luna

“ Che dire poi, delle civette? Come farebbero senza di te? Glaucopis, la civetta saggia con i suoi occhi grandi, l’altra notte ha avuto un incidente ed è entrata in collisione con il tronco della vecchia quercia, rovinandosi il becco. Questo perchè tu eri spenta e il cielo era buio, Eri luna vecchia, ricordi? Non c’eri proprio! La civetta non aveva portato con sé lumini e, ora si trova sul tronco ferma che pigola. Sembra un pulcino sconsolato più che un rapace .Da due notti non vola e non canta a squarciagola la sua lugubre melodia. Ne sono felice! Le mie orecchie non ne potevano più” Ricordò Piombino lisciandosi i baffi e grattandosi le orecchie di pelo.

“ Poverina, non sapevo di questo incidente nel bosco” aggiunse la luna stupita di questa notizia

Il gatto proseguì sicuro del suo racconto.

 

“ E i fantasmi???? Li vedi? Svolazzano nella notte, con il lenzuolo, bianco latte . Il loro abito è di un colore speciale riflettente che si illumina solo con la tua luce. Cercano di spaventare i bambini, ma in fondo sono dei grandi fifoni, perchè sotto al telo ampio, ognuno nasconde ancora l’orsetto del cuore o il ciuccio di caramella. Me lo ha detto l’orso del bosco che conosce il loro mondo” raccontò Piombino

“Capisco” rispose pensierosa la luna che iniziava a rendersi conto della sua importanza, pian piano….

Ci fu un rumore forte…..ma  il  nostro micio color fumo,  proseguì senza paura 

 

“ E le streghe? Come farebbero le streghe a pilotare la loro scopa turbo se non fossero illuminate dalla tua grandiosa palla?

“Già come farebbero?”fece eco la luna.

“ Farebbero come ha fatto la strega Greppia che per recarsi veloce al veglione dell’inverno tra scheletri e vampiri si è rotta in tanti pezzi! Tu eri molto luminosa, come quando sei luna piena, ed è rimasta abbagliata dalla tua luce e avendo dimenticato i suoi occhiali da luna, si è schiantata sul muro durissimo della torre Mozza.In quell’ incidente, ha rotto il manico della sua scopa turbo e si è fratturata una gamba.”

“Quanti imprevisti senza la mia presenza” pensò la luna “ Sono quasi un vigile del cielo in mezzo al traffico !”

Intanto tra Piombino e la Luna si creava una bella amicizia che scaldava quella notte

“E I lupi del bosco, quelli delle fiabe? Parliamo dei lupi! Essi non possono diventare cattivi senza la tua luce, non ululano come sirene e le mamme non possono cosi consolare i loro bambini. Pensa che situazione drammatica sarebbe. Giorni fa, sulla gazzetta della foresta, si scriveva che Berta la lupa si è incantata, come un disco inceppato e non riusciva a smettere di ululare perchè tu non c’eri, perchè ti eri nascosta tra le nuvole, e lei, vecchia come è,  e ci vede pochissimo …. ti ha scambiato per un lampione della strada. Fino a che non l’hanno spento, lei credeva fossi tu e cantavaaaaaaaaaa….Uffa!.”

La luna scoppiò a ridere.

Le stelle vicino si voltarono e brillarono ancora di più. Si sa che la felicità è contagiosa! Nel cielo, le costellazioni parevano chiare e visibili: il Carro piccolo, Grande, l’Orsa Maggiore, Orsa minore , etc

Piombino guardò tutto questo prato di fiori accesi e disse: “Sai luna, anche le stelle, tue sorelle, sarebbero meno brillanti senza la tua presenza silenziosa. Rischierebbero di risultare meno vanitose di quanto lo sono, ma non indicherebbero la via ai navigatori e la strada agli angeli, per farli giungere sino alle culle dei bambini , portando loro consiglio e protezione.”

“Hai ragione, caro amico Piombino, mi hai convinta e allora ti dico che anche tu sei importante per tutti bambini che incontri. Il tuo caldo pelo li rassicura e la tua simpatia li fa divertire. Non essere triste, vai ora, la bimba del fattore ti sta aspettando! I tuoi fratellini incontreranno altri amici e verranno amati quanto te”.

“ Grazie, cara amica, Luna, tu mi hai donato parole di fiducia ed io a te e rimarremo per sempre grandi amici ”

Cosi dicendo, fece un balzo e scese dalla staccionata di legno. Un raggio di luce illuminò il suo cammino… quasi a volerlo accarezzare, una scia di brillanti puntini fosforescenti, coriandoli di cielo amorevoli.

Nella notte, alla luna parve un principe che camminava su di un tappeto di stelle, un principe dal cuore buono.

Ora, Piombino e il dono della sua preziosa amicizia, è una luce  che scalda dentro di me.

***

L’illustrazione è di Carlotta Abrami.

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