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Tutte le fiabe che parlano di "amicizia"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "amicizia", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Un nuovo amico

Un giorno il piccolo pulcino giallo allegro disse alla sua mamma orsa:

– “ Mamma, ho deciso.Vado a cercare il tesoro!Non so quanto ci metterò a trovarlo, so solo che devo farlo.”

– “ Tesoro? Quale tesoro?” chiese la mamma.

Il pulcino non la sentì, ormai era già sul sentiero perso nei suoi pensieri.

– “ Chi sa come sarà il mio tesoro? Brillerà come la luna? Peserà come una roccia?”

Il pulcino camminava..camminava..

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Storia di un maggiolino e di un bruco

Una mattina il maggiolino si svegliò particolarmente allegro.

Era giorno di mercato e sarebbe andato presto per poter scegliere tutto ciò che più gli piaceva. Voleva cucinare un delizioso pranzetto e trascorrere quel pomeriggio di ottobre al calduccio in poltrona davanti al focolare, che l’avrebbe protetto dai primi rigori dell’inverno.

Dopo un’abbondante colazione uscì di casa con sciarpa, cappello e ombrello, e si diresse verso la Grande Quercia, attorno alla quale ogni sabato veniva allestito il più grande mercato del bosco.

Già a quell’ora del mattino numerosi animaletti si erano radunati per potersi accaparrare le brioches e i croissants appena sfornati, con o senza marmellata, con o senza crema, con o senza cioccolata.

Alcune donnole si erano riunite a crocchio attorno al banco dei pizzi e dei merletti, per scegliere stoffe di qualità sopraffina con le quali confezionare camicette e vestiti per figlie e nipoti.

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Lo stanzino segreto

Michelino era un bambino di sette anni, proprio come ce ne sono tanti. Biondo e allegro, frequentava la scuola elementare e aveva una stanza dei giochi tutta per sé. La stanza era grande, grandissima. Che dico? Grandissimissimissima! E in più, conteneva giocattoli di ogni tipo e misura. Dal cavallino a dondolo ai trenini di legno, dagli orsacchiotti di pezza ai peluches di ogni specie, la stanza era talmente piena che Michelino ci entrava a malapena. Anche se non si poteva più muovere, vi trascorreva tutti i pomeriggi di tutti i giorni dell’anno.

 
Gioca oggi e gioca domani, il tempo passava e i mille e più giocattoli erano stati giocati tutti, fino alla noia. Un bel giorno Michelino si stancò. “Ufffff … basta! Non ne posso più di questi giocattoli! Sono vecchi e rotti. Li ho usati mille volte! E questa stanza? Non mi posso muovere” disse, un po’ seccato. Da un pezzettino di finestra, quasi ostruito da peluches e marionette, si vedeva la finestra della casa di fronte, dove un bambino si era appena affacciato. Michelino gli fece ciao con la mano e il bimbo, di pelle scura e coi capelli neri, gli rispose amichevolmente.

 
Michelino allora lasciò la stanza e scese in giardino, dove lo raggiunse il suo nuovo compagno. “Come ti chiami?” gli chiese, un po’ sulle sue.

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L’ultimo giorno di quinta

Domani finisce la scuola, che voglia di vacanze,
ma non ho voglia di perdere le fantastiche amicizie e le splendide insegnanti
con cui ho passato 5 lunghi anni…
sono in quinta, con le lacrime agli occhi,
solo al pensiero che domani la 5^A si scioglie,
nella mia testa avviene il diluvio universale.

Voglio bene ai miei compagni, infatti scrivo questo
per liberare la mente dalla tristezza;

Il baratto matto

Una filastrocca che insegna il valore della condivisione che ha il sapore di ecologia! L’ecologia a scuola. Scuola dell’Infanzia di Boltiere. Testo e video di Elide Fumagalli. Musica offerta dal canale youtube amicodiverte

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Pontecorvo e lo scoiattolo

C’era una volta un grosso corvo soprannominato da tutti gli animali Pontecorvo. Il perché di tale nome derivava dal fatto che permetteva di realizzare una sorta di ponte con le fronde degli alberi; egli, infatti, posandosi su un ramo lo faceva abbassare, grazie al suo peso, tanto quanto bastava per farlo avvicinare a un altro posto dall’altra parte del fiume. In questo modo creava così un passaggio che era molto comodo a tanti scoiattoli del bosco che lo usavano come scorciatoia; così ogni volta che dovevano oltrepassare il corso d’acqua non facevano altro che chiamare il corvo.

Un giorno, come accaduto tante altre volte, si sentì urlare «Pooontecooorvo mi faresti passare?» e poco dopo si vide il corvo uscire dal suo nido per vedere chi si permetteva di convocarlo, e scocciato rispose «Chi è che disturba il mio riposo?».

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La storia delle due amiche

C’erano una volta due ballerine, che si chiamavano Giulia e Camilla.

Loro erano migliori amiche, vivevano a Parigi ed erano molto famose.

Abitavano in una casa molto grande e bella, con la piscina, il giardino, ecc…    

Loro avevano un mezzo magico: un cane di nome Snooppy che quando capiva che c’èra bisogno di aiuto, si trasformava in un drago. Un bel giorno stavano andando alle prove per il prossimo saggio e all’entrata comparve una strega che non le fece entrare. Giulia e Camilla gli chiesero dolcemente.

La strega allora rispose:, e allora preso lo scetro e disse che le avrebbe trasformate in topi brutti e puzzolenti.   Il loro cane Snooppy allora come un fulmine andò dalle due ballerine per salvarle, però arrivò troppo tardi e anche lui divenne un topo.  

Ad un tratto apparve il ballerino Erik  che con gesto amirevole assalì la strega Amelia, le prese lo scetro e lo ruppe. Così l’ incatesimo svanì e sia le ballerine che Snooppy tornarono normali.

La bambina prepotente

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Dal fumetto al racconto: “ La bambina prepotente “
di Francesca, Vincenzo,Giulia, Francesco. Classe 3  scuola primaria Nicola Stigliani -I. C. Potenza Settimo.

In estate, in un giardino, c’erano due bambine che discutevano di una loro amica, Lucy, che voleva imporre il suo volere a tutti i costi, su di loro. 

Lucy e Oriana si sentivano schiavizzate e avvilite dalla loro amica prepotente che si comportava sempre come un capo.
Per questo Giusy la più decisa delle due disse alla sua compagna:-Andiamo a dirglielo

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Il coraggio dell’amicizia

Si narra che nella foresta di Akima, vivesse un branco di lupi guidato da una giovane femmina. Il suo nome era Redrose. Aveva il manto bianco  ed occhi di fuoco. Per cercare  cibo,  erano costretti a spostarsi, poiché con la crescita della città, la vegetazione era diminuita e di prede  ne erano rimaste poche. Redrose era buon capobranco e tutti, anche i lupi più anziani ubbidivano ai suoi comandi.

Nella cittadina vicino, si era da poco trasferita una famiglia che possedeva un  batuffolo di nome Nuvola. Era un dolce gattino bianco di pochi mesi. Curioso ed intraprendente. Data la sua giovane età, non conosceva nulla del mondo, neanche la paura.