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Tutte le fiabe che parlano di "amicizia"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "amicizia", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Il pupazzo di neve

Si avvicinava il Natale Desirè e Lusy due piccole sorelle, non stavano più nella pelle. Abitavano in una piccola casa di campagna alle porte della città, nell’aria si respirava già il profumo della festa, felici dalla finestra osservavano il piccolo giardino ricoperto da una coltre di neve.

“Cosa ne pensi se al centro creassimo un bel pupazzo di neve?” chiese Desirè alla sorella.

“Sarebbe meraviglioso, ammise entusiasta Lusy, potremo così festeggiare il Natale in compagnia”.

Così poco dopo, le due sorelle cominciarono a costruire il pupazzo, formarono prima la base poi posarono la testa e con dei piccoli bottoni realizzarono gli occhi, con una carota il naso, e per definire la bocca usarono le bucce d’una mela.

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Un regalo bellissimo

Alla scuola primaria “Arcobaleno” si respirava aria di festa.

Pochi giorni oramai separavano dalle vacanze di Natale, i bambini e le maestre erano intenti a ricreare quel clima festoso e di gioia, con canti e racconti a tema.

Ogni classe aveva addobbato un alberello con palline e fili di tanti colori, costruito un piccolo presepe con al centro una culla fatta di paglia intrecciata e sopra il Bambino Gesù. L’emozione si poteva toccare con mano, tra poco i bimbi si sarebbero scambiati gli auguri e piccoli doni come consuetudine natalizia.

Anche nella classe 3° B fervevano i preparativi. Martina, riposto nella tasca dello zaino color rosa, aveva il suo dono.

Si guardò intorno, per sincerarsi che la persona a cui doveva consegnare il regalo fosse nelle vicinanze. Vide Carola in fondo all’aula, seduta su una sedia. Carola era una bimba arrivata da poco in Italia. Le avevano raccontato che veniva da un paese molto freddo, ai confini con il Polo Nord.

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Huga Ramona e i colori del mare

Huga la tartaruga è appena uscita dall’uovo. Zampetta sui ciottoli bianchi e si tuffa nell’acqua trasparente del mare. Un giorno, mentre nuota nell’acqua cristallina insieme ad altre tartarughe e tanti pesciolini, vede sulla riva una strana, grande lucertola tutta colorata.

«Non è una lucertola!» le dice una pesciolina saputella. «È una camaleonta?»

«Ah sì?» fa Huga un po’ indispettita. «Certo, lo sapevo!»

«Una camaleonta? Che cosa sarà mai?» si chiede Huga rimasta sola.

Ramona, la camaleonta se ne sta beatamente sulla spiaggia a prendere il sole con i suoi occhialoni e una grande bibita ghiacciata che beve con la cannuccia da una noce di cocco, quando vede Huga fare capriole nell’acqua.

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Elena

C’era una volta una bambina di nome Elena che viveva in una casetta piccola insieme ai suoi genitori.

Un giorno Elena dovette traslocare e andare via da lì.

Era molto dispiaciuta di dover lasciare quella casetta così bella, ma d’altra parte andava a vivere in una più grande.

Arrivati alla sua nuova casetta elena si meravigliò di una casa così magnifica e siccome non era mai stata lì si fece un giro nel paese per vedere cosa c’era di bello,e infatti trovò un bimbo di nome Tommaso che anche lui era lì da poco cosi fecero amicizia e stettero tutto il tempo insieme.

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Una strana amicizia

In un bosco, non tanto lontano da quì, un orso bruno usciva dalla sua tana per andare, come ogni mattina, a pesca di salmoni.

Non sapendo che quella mattina sarebbe stata diversa dalle altre, avvicinandosi alla riva del fiume  nel punto dove le rapide sono molto forti e rumorose, l’orso udì un lamento.

“Aiutatemi, vi prego, sono bloccato quì tra le rocce e se non torno subito nell’acqua, morirò”.

E poi ancora “aiuto …..aiuto….aiuto”.

Mentre l’orso aveva già l’acquolina in bocca dalla mattina appena sveglio, vide una coda agitarsi da dietro un grosso sasso ed avvicinatosi meglio notò che la coda apparteneva ad un grosso salmone; forse il salmone più grande che avesse mai visto nella sua vita.

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Il Fiore Farfalla

Non esistono brutti fiori, ma lui era un piccolo fiore insignificante, di un pallido colore violaceo, non abbastanza viola da attirare l’attenzione, né abbastanza elegante nella forma perché qualcuno si fermasse ad ammirarlo.

Questo suo aspetto lo aveva reso timido e introverso, ma nonostante questo non riusciva ad essere invidioso dei suoi fratelli più belli di lui.

Perfino le piccole margherite avevano ai suoi occhi uno splendore ed una bellezza unica col cuore giallo e le splendide candide corolle.

Cercava di nascondersi dietro ogni stelo d’erba che gli capitava perché si vergognava di essere così com’era ed aveva sempre la corolla china verso terra perché non voleva incontrare lo sguardo pietoso degli altri fiori che si pavoneggiavano nei loro colori e nelle loro splendide forme o profumi.

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Le fatine dei cuccioli

Quando Pallina arrivò nella famiglia di Luca ci fu una grande festa.

Un giorno il papà si ritirò dal lavoro tutto elettrizzato con una scatola di scarpe ben stretta sotto il braccio.

Appena entrò in casa chiamò con tono concitato la moglie e il figlio che subito corsero da lui preoccupati che fosse successo qualcosa. Invece lui rideva allegro, mise la scatola sul tavolo e tolse il coperchio ed ecco apparire sul fondo un batuffolo bianco, un musino nero e due occhi brillanti. Non si può descrivere la gioia di Luca e l’amore che unì da quel momento in poi il bimbo di cinque anni e il cagnolino di appena quaranta giorni.

Crebbero insieme, non si lasciavano mai se non quando era proprio impossibile stare insieme, a scuola per esempio. Il momento più bello era quando andavano al parco ed entrambi incontravano i propri amici.

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Il gigante e il piccolo popolo

Scese la sera sulla foresta ai piedi della grande montagna.

Le ombre si fecero spazio tra gli alberi nascondendo i sentieri e costringendo i fiori a chiudere le loro corolle. Gli insetti ritornarono nelle loro casette, imitati da scoiattoli passerotti e altri animali del bosco.

Solo due abitanti del piccolo popolo si attardarono, presi com’erano dalla raccolta di succose bacche e piccoli ramoscelli che servivano per il fuoco dei loro camini.

Essi appartenevano alla grande famiglia degli gnomi e vivevano da sempre nella foresta.

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La farfalla e la coccinella

C’era una volta una giovane farfalla che svolazzava allegra in un giardino fiorito, era così orgogliosa della sua bellezza che se ne faceva un gran vanto. Ad ogni piccolo insetto che incontrava si compiaceva per quel dono che la natura gli aveva concesso. Come una regina volava di fiore in fiore, facendo bella mostra di sé.

L’estate presto lasciò il posto all’autunno, così in un giorno freddo e piovoso la vanitosa farfalla si trovò in seria difficoltà, una forte folata di vento la scaraventò  con forza in un punto lontano, fece appena in tempo ad aggrapparsi  su d’una foglia  di un vecchio albero, cercando di tenersi ben stretta per non cadere giù.

In quel mentre s’avvide d’una piccola coccinella posata anch’essa sulla stessa foglia.

 La farfalla infastidita e con fare arrogante esclamò:

“Fatti da parte, non vedi che le mie ali sono grandi e non c’è posto per due ?”

La coccinella la osservò intimidita e un po’ perplessa rispose:

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Gino il pesce palla

Stanco del mare e dei suoi squali Gino il Pesce Pallaprese poche cose insieme a due alghe e si affittò una stalla. La cosa che più apprezzò è stare al calduccio grazie alla paglia,senza pensar… 

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Il sogno di Marco

Marco è un bambino di nove anni che abita a Roma nel quartiere trasteverino.

E’ un bambino molto silenzioso e introverso. E’ raro vederlo giocare con altri bambini o fare chiasso o ridere.

Ma non è stato sempre così.

Qualche anno fa era sereno, giocava e rideva con tutti. Quando usciva da scuola scherzava con i compagni in attesa della mamma.

Ora le cose sono cambiate.

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La Storia di una Carota annoiata

C’era una volta una Carota che era stanca di stare sempre sotto terra, così un giorno mentre si lamentava le venne un’idea.

“Ohi ohi ohi povera me che vita noiosa, sempre sotto terra, io voglio vedere posti nuovi, sono stufa del buio! Ecco cosa farò, andrò a vivere in cielo, magari sulla Luna!

Così prese le sue cose e partì.

Un Avvoltoio che volava da quelle parti vide la Carota. “Toh, cosa ci fa una Carota fuori dalla terra??? Andiamo un po’ a parlarci.”

“Ciao Carota”

“Ciao Condor”

“Io non sono un Condor, sono un Avvoltoio … comunque, cosa stai facendo?”