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Tutte le fiabe che parlano di "amicizia"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "amicizia", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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La zanzara e il leone // Audio fiaba

Tratto dalla omonima fiaba di Esopo.

 C’era una piccola zanzara assai furba e spavalda.

Stanca di giocare con le solite amiche, decise un giorno, di lanciare una sfida al Re della foresta.

Si presentò così davanti al sovrano che era il leone e lo salutò con un rispettoso inchino. Il grande Re che era intento a schiacciare uno dei suoi pisolini più belli lungo la riva di un fiume, lanciò una distratta occhiata all’insetto. “Oh! Buongiorno”.

Rispose Sua Maestà spalancando la bocca in un possente sbadiglio.

La zanzara disse: “Sire, sono giunta davanti a Voi per lanciarvi una sfida!” Il leone, un po’ più interessato, si risvegliò completamente e si mise ad ascoltare.

 Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare al fiaba.

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Una curiosa amicizia

La signorina Pappagallo è molto preoccupata….

Tutte le mattine, quando il tempo è bello, la padrona la porta in giardino per farle prendere un pò d’aria buona.

Essa appende la gabbia al ramo di un albero e poichè la porta è sempre aperta, la signorina Pappagallo può svolazzare di ramo in ramo.

Di questa situazione approfitta un passero per introdursi nella gabbia e divorare tutti i buoni semi che vi si trovano in abbondanza, con una sfrontatezza incredibile.

Quando la signorina Pappagallo lo sorprende sul fatto e tenta, per spaventarlo, di assumere un’aria severa, il piccolo ladruncolo esce dalla gabbia saltellando e vola via senza dire nemmeno grazie!

E le visite si susseguono, giorno dopo giorno, a scapito della signorina Pappagallo.

E’ abbastanza strano, del resto, ma quest’ultima, senza volerlo ammette, trova che il passerotto è molto simpatico e grazioso, e finisce con l’abituarsi alla sua presenza .

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La bambina che visse due volte

Berenice era una dolce e fragile bambina dai lunghi capelli biondi.

I suoi occhi chiari e vispi osservavano il mondo, colorato e sempre mutevole, dall’enorme finestra della sua camera grigia.

La poveretta, infatti, era costretta a rimanere chiusa in casa per via della madre, la signora Fearful, ossessiva e iperprotettiva che temeva costantemente per la salute della figlia.

Berenice, fin dalla nascita, non era mai uscita dalla sua casa.

Viveva in una villa coloniale costruita sulla grande rupe a picco sul mare nelle vicinanze di Sand – Dunes, piccolo paesino di campagna.

Alla povera bambina non era concesso nemmeno di giocare nell’immenso giardino circostante la casa.

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La leonessa riconoscente

La leonessa è una temibile cacciatrice quando è alla ricerca di cibo per i suoi piccoli affamati.

Eppure, fin dal XVI secolo, si racconta un episodio edificante.

Accadde in una città africana, assediata da una folta schiera di nemici armati di tutto punto.

Il capo della città aveva rigorosamente proibito agli abitanti di uscirne. Dopo molti giorni, i viveri scarseggiarono e la popolazione cominciò a soffrire la fame.

Una donna, che aveva una famiglia molto numerosa da sfamare, sgattaiolò una sera fuori dalle mura per andare a cogliere frutti e bacche selvatiche nei boschi circostanti.

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Celestino Mingherlino e il mago Barbabè

L’incontro di Celestino Mingherlino col mago Barbabè fu simpatico e curioso.

Celestino era malaticcio, si era beccato da poco uno di quei fastidiosi virus parainfluenzali, cioè che non sono ancora influenza vera e propria, ma poco ci manca.

Il povero Celestino, che per tutta la sua lunga vita non si era mai buscato più di un raffreddore, si sentiva proprio giù.

Sembrava che il suo proverbiale ottimismo l’avesse abbandonato.

Era a letto con un febbrone da cavallo, il naso tappato e gocciolante, gli occhi cisposi e lacrimanti, e un tossone da far invidia al tuono.

La gente del paese lo aiutava sollecita, poiché Celestino era benvoluto da tutti.

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Pilla la bambola

Sono solo un inutile pezzo di plastica, continuavo a dirmi, sono solo un inutile pezzo di plastica. Mi chiamo Pilla e sono una bambolina. La mia padroncina, Kelly, era molto simpatica e fino a 11 anni giocava sempre con me. All’età di 11 anni andò alla scuola media dove conobbe delle ragazze speciali e usciva di pomeriggio con loro. Mi sentivo inutile, perchè non giocava più con me.

Inutile, un inutile pezzo di plastica, continuavo a ripetermi. Sua sorella Maria aveva 8 anni. Però non era simpatica, a tutte le bambole che Kelly aveva, tagliava la testa.

Rimanevamo solo io e la mia amica Soffia (da piccola non riusciva a pronunciare una sola effe quindi la chiamo Sofia con due effe) e speravamo che risparmiasse almeno noi.

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La giraffa vanitosa // Audio fiaba

Tratta da una fiaba popolare africana.

Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra.

Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva.

Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo:

– Guardatemi, io sono la più bella. –

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare la fiaba.

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L’orso buono

Era il tempo delle fragole, delle ciliegie e dei fiori sbocciati in primavera. Il sole splendeva come non mai e nel Bosco di Rugiada tutti gli animali erano felici. Ah, che bella la primavera, ricca dei suoi mille colori e dei suoni che echeggiano nell’aria. Tutto era perfetto nel bosco, tanto da attirare l’attenzione di una famiglia di Orsi trasferitasi da un paese lontano per sfuggire alla furia dell’uomo e della sua caccia.

Luckas, detto Luck, era l’unico figlio rimasto della famiglia Robbins, costituita dalla mamma Gelda, attenta e premurosa e dal papà Bartolo, severo ma comprensivo. Le grandi, a volte esagerate attenzioni nei confronti di Luck da parte dei suoi genitori, derivavano a causa della perdita improvvisa dei suoi fratelli, morti durante una combutta contro gli uomini di caccia.

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pensieri di una foglia

“ Ehi …pss…psss.. sono qui.. vi va di ascoltarmi?”

Vi sembra strano che possa parlare ? Che possa avere dei pensieri ? E invece anche io ho un cuore e provo dei sentimenti  come voi.

So che cosa pensate  di me, che assomiglio a una stella, lo dite sempre .

Vi sento quando parlate di me, mi fate sentire la più bella delle foglie. Mi piace  quando vi avvicinate a guardarmi e quando posso regalarvi un po’ della mia ombra e del mio riparo.Mi vedete attaccata al ramo dell’albero del giardino della vostra scuola e pensate che io sia qui solo per bellezza, invece sono viva, eccome se sono viva! Almeno per ora, perché so che l’autunno si sta avvicinando.

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Un amico tra gli abissi

Di luce qui ne arriva poca, giusto il tanto che serve ad illuminare il contorno delle cose: alghe, spugne e coralli che si lasciano accarezzare dal soffio della corrente. Dietro una roccia , dopo una pinna triangolare, appuntita ecco spuntare una bocca grande , immensa che contiene due file di denti aguzzi, affilati come spade e apparire un corpo affusolato, allungato che taglia l’acqua con il suo muso appuntito.

Fa paura a guardarlo e solo a pronunciare il suo nome vengono i brividi: squalo. Il suo aspetto così minaccioso incute timore, ma non è quello che vuole lo squaletto che nuota nelle acque profonde di questo mare.  Il suo branco lo ha lasciato andare , perché uno squalo che non vuole mangiare gli altri pesci che squalo è?

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La bambina di nome Carina

Carina è una bella bambina 

è un pò birichina, ogni tanto

combina guai, ma con lei

non ti stanchi mai……

Se le chiedo un favore

lei mi dona il cuore.

Se la sua mamma fa un dolcetto

amore-filu

L’amore è …

Dolcezza che arriva dal cuore

quando è pieno d’ amore.

L’ amore è amicizia:

fare pace, dividere le cose,amarsi e coccolarsi.

L’ amore è curiosità,

dire sempre la verità,