30Apr
2014
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Il gigante e il piccolo popolo

Fiaba di: Chignola annalisa

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La fiaba

Scese la sera sulla foresta ai piedi della grande montagna.

Le ombre si fecero spazio tra gli alberi nascondendo i sentieri e costringendo i fiori a chiudere le loro corolle. Gli insetti ritornarono nelle loro casette, imitati da scoiattoli passerotti e altri animali del bosco.

Solo due abitanti del piccolo popolo si attardarono, presi com’erano dalla raccolta di succose bacche e piccoli ramoscelli che servivano per il fuoco dei loro camini.

Essi appartenevano alla grande famiglia degli gnomi e vivevano da sempre nella foresta.

-Dai sbrighiamoci – disse Dodi, rivolgendosi a Palù . che oltre ad essere suo amico era anche  il capo del villaggio .

Palù si vedeva appena, nascosto com’era dalle numerose foglie colorate cadute durante la giornata.

Egli scosse il suo cappello a punta e rapidamente raggiunse Dodi .

-Non mi ero accorto che fosse così tardi e tra poco il grande signore della montagna sarà qui ! –

. Già, scenderà dai monti e al solito combinerà un sacco di guai – gli fece eco Dodi,

Così dicendo i due nanetti raccolsero le loro gerle, se le issarono sulle spalle e velocemente presero la via di casa .

I due amici fecero appena in tempo ad aprire la porta del loro rifugio che già la terra incominciava a tremare….il gigante era arrivato !

Monti, così si chiamava l’uomo della montagna, come tutte le sere, scese il ripido sentiero che dalla sua grotta portava fino al centro della foresta.

Ogni volta però egli rimaneva stupito dal grande silenzio che calava tra gli alberi appena metteva piedi nel bosco.

Durante il giorno, infatti, il gigante dal suo rifugio poteva sentire il simpatico cinguettare degli uccellini, vedere i salti acrobatici degli scoiattoli e il frenetico lavorio di tutti gli altri animali del bosco.

Egli scendeva apposta dalla sua montagna, dove viveva tutto solo per incontrare qualcuno con cui giocare  e chiacchierare   ma purtroppo non incontrava mai nessuno.

Anche quella sera le cose non erano diverse e Monti vagò solo sconsolato e triste per tutta la notte finché l’alba rischiarò il cielo e lui fece nuovamente rientro alla sua grotta.

Testimone di queste sue solitarie escursioni, era solo il Gufo saggio, che con i suoi grandi occhi gialli lo osservava silenzioso.

Nel frattempo Palù e Dodi rifocillarono le loro famiglie e aiutarono le donne della piccola comunità a riordinare le stoviglie e  poi misero a letto i più piccoli che al solito facevano grandi capricci.

Tornata la quiete nel rifugio, fu la volta di preparare i turni di guardia per la notte.

Ad ore alterne  infatti due nanetti tra i più coraggiosi si alternavano tra le fronde del grande albero e nascosti dai rami sorvegliavano il gigante  .

Per lungo tempo le cose continuarono così ma una notte Monti prese la decisione di rimanere nel bosco anche dopo il sorgere del sole .

Voleva conoscere a tutti i costi, gli animali della foresta, cercò quindi un posticino tranquillo sull’argine del ruscello ed aspettò……

Il sole era già alto quando Monti si svegliò e stropicciandosi gli occhi si guardò attorno.

Si era addormentato nell’attesa e con un grande sbadiglio si alzò i piedi .

-ma come è possibile, ancora silenzio, qui attorno non c’è nessuno- esplose Monti sempre più  frustrato.

Il Gufo saggio che stava rientrando dal suo vagabondare notturno, senti d’improvviso la voce del gigante.

-Ma allora non è rientrato alla sua grotta questa notte – si disse .

Veloce allora volò di qua e di là lanciando il suo grido di allarme.

I nanetti sentinella, udito il grido, scesero nel cavo dell’albero e chiusero per bene la porta.

Per quel giorno, nessuno poté lasciare il rifugio e Palù e Dodi si ritirarono in un angolo  interrogandosi  sul perché il gigante si trovasse  ancora nel bosco, poi presero la decisione  di andare a vedere cosa era successo.

Insieme e con cautela lasciarono il rifugio ma fatti pochi passi si fermarono di colpo.

Un suono sommesso e grosse gocce di pioggia incominciarono a cadere, lasciando perplessi i due nanetti.

-Strano –disse Palù.  Piove ma il cielo è sereno –

Il terreno si stava inzuppando rapidamente, anche se, il sole  splendeva alto nel cielo.

-Vieni –disse Palù –andiamo avanti –

Riparandosi con le loro mantelline rosse s’incamminarono per il sentiero che conduceva al ruscello ma quando arrivarono nei pressi, grande fu il loro stupore vedendo che sulla sponda di fronte a loro, c’era Monti il gigante, che piangeva con così tanta forza da inondare tutto il prato attorno a lui.

Palù fece segno a Dodi di stare in silenzio e seguirlo. Lentamente si arrampicarono su una grande quercia a distanza di sicurezza dal  gigante, poi vedendo che Monti non dava cenno di smettere di piangere, Palù gridò :

-Ehi tu –  Smettila di piangere stai inondando tutto !-

Monti batté  le palpebre e con la manica si asciugò il viso  guardandosi  attorno .

-Finalmente – continuò Palù .

Monti allora alzò lo sguardo e scorse i due nanetti nascosti dalle fronde.

-Ma allora c’è qualcuno in questo bosco- disse il gigante con voce piagnucolosa .

-Certo che c’è qualcuno – gli rispose Dodi – e siamo anche in tanti !-

-io non vedo mai nessuno però . e quando scendo nella foresta, non sento altro che il silenzio!-

– Certo cosa ti aspettavi, tu scendi dalla montagna giri per il bosco,  calpesti tutto quello che trovi  e fai cadere i nidi, abbiamo tutti paura di te …-e quando arrivi ci nascondiamo – lo apostrofò Palù .

Monti si portò la sua grande mano al viso e ricominciò a piangere.

-Basta per carità – gridò Dodi,  piuttosto cerchiamo  una soluzione dai …-

Singhiozzando, Monti riprese a parlare .

-io non voglio fare del male a nessuno, scendo dalla montagna perché lassù mi sento tanto solo . Cerco compagnia, voglio giocare con qualcuno. – Palù a quelle parole si commosse  e lentamente scese dall’albero seguito da Dodi.

Piano piano i due si avvicinarono al gigante  e senza più paura si arrampicarono sulle sue grandi ginocchia.

A quel punto Monti allargò la mano e invitò i nanetti a salirvi sopra.

Quando i due furono ben saldi su quella grande mano Monti la alzò portandosela all’altezza dei suoi occhi.

-siete gentili voi – disse il gigante che ora non piangeva più .

.Si si, e ora mi è venuta un’idea – continuò Palù –chiederò al mio popolo di insegnarti a percorrere le vie del bosco senza distruggere nulla .

Loro ti  insegneranno anche a giocare con gli animaletti  senza far loro del male e inoltre se continuerai a comportarti bene ti faremo conoscere tutti i segreti che la foresta tiene celato.-

-Che bello che bello – gridò Monti  –

-ma anch’io voglio fare qualcosa per voi …-

Palù e Dodi si guardarono, poi Dodi, che era il più curioso dei due, disse  –

-Certo, potresti portarci su nelle tue montagne, noi non le conosciamo perché non riusciamo mai a raggiungerle  –

Monti, scoppiò a ridere facendo ondeggiare la sua grande mano e rischiando di far cadere i suoi due amici, che lesti si afferrarono alle dita.

Il Gufo saggio intanto li guardava sornione, poi batté le ali e si alzò in volo .

Un’altra grande amicizia era nata.

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