Le vostre fiabe

I gesti di gentilezza

Mattia apre una scatola azzurra illuminata da due scintille, ricordo dei gesti gentili compiuti al parco
Mattia apre una scatola azzurra illuminata da due scintille, ricordo dei gesti gentili compiuti al parco

Mattia, un simpatico bambino di otto anni, aveva una grandissima passione: collezionare cose strane. Nella sua cameretta nascondeva scatole piene di sassi a forma di cuore, tappi di bottiglie colorati e foglie dalle sfumature bizzarre. Ma la sua scatola preferita, di legno azzurro con la chiusura dorata, era ancora completamente vuota. «Voglio riempirla con qualcosa di davvero speciale», diceva, ma non sapeva ancora cosa.

Un pomeriggio di primavera, Mattia andò al parco con la sua bicicletta rossa. Mentre correva lungo il sentiero, vide il signor Bruno, l’anziano giardiniere del parco, che cercava di raccogliere da terra un mucchio di rami secchi e ingialliti. Il signor Bruno aveva la schiena curva e due occhi profondi come l’abisso e, ogni volta che si piegava, faceva una piccola smorfia di dolore.

Mattia frenò di colpo. Sentì un calore strano al petto, come se il cuore gli stesse suggerendo di fare qualcosa. Improvvisamente scese dalla bici, corse verso il giardiniere e gli disse con un grande sorriso: «Signor Bruno, la aiuto io! Lei mi dica dove metterli».

Il giardiniere lo guardò sorpreso, poi i suoi occhi si riempirono di profonda dolcezza. «Grazie, piccolo mio! Sei davvero molto gentile».

In quel preciso istante accadde una magia che solo Mattia poteva vedere. Dalle mani del signor Bruno si sprigionò una minuscola scintilla dorata, leggera come una piuma. Volò nell’aria e si posò delicatamente sul palmo della mano del piccolo Mattia. Non scottava, anzi, era fresca e sapeva di fragole e menta. Senza farsi notare, il bambino la mise in tasca.

Più tardi, mentre tornava a casa, vide la sua compagna di classe Sofia seduta su una panchina. Aveva i capelli spettinati e gli occhi lucidi di pianto. Sul ginocchio sbucciato aveva un grande cerotto.

Il piccolo Mattia si avvicinò e si sedette accanto a lei. Non disse nulla per un minuto, poi aprì il suo zaino e tirò fuori una merenda: una ciambella al cioccolato ancora intera. La divise a metà e le porse la parte più grande.

«Il cioccolato fa passare ogni dolore», disse, strizzando l’occhio.

Sofia smise di piangere. Prese la ciambella e accennò un sorriso. «Grazie, Mattia, mi hai fatto ritrovare il buonumore».

Ed ecco di nuovo la magia: dal sorriso di Sofia nacque una seconda scintilla, questa volta di un bellissimo colore azzurro cielo, che volò dritta nella tasca di Mattia, accanto a quella dorata.

Tornato a casa, il fanciullo corse in camera sua. Aprì la scatola di legno azzurro e vi svuotò il contenuto della tasca. Con sua grande meraviglia, le due scintille non svanirono. Cominciarono a girare in tondo, illuminando l’interno della scatola con una luce calda e accogliente.

In quel momento il piccolo Mattia capì. La sua scatola non avrebbe ospitato sassi o foglie, ma qualcosa di molto prezioso: i gesti di gentilezza.

Da quel giorno cercò sempre un modo per aiutare gli altri: teneva la porta aperta a chi aveva le mani occupate, regalava un complimento a chi era triste o semplicemente ascoltava un amico in difficoltà. E ogni volta una nuova scintilla colorata — verde come l’erba, rosa come i fiori, gialla come il sole — andava a riempire la sua scatola.

La cosa incredibile, però, era un’altra. Più Mattia regalava gentilezza agli altri, più si sentiva felice e forte. La gentilezza non era un superpotere segreto: non costava nulla, ma ogni piccolo gesto rendeva il mondo un posto migliore.

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