24Lug
2014
origami-amore

Una strana amicizia

Fiaba di: romano

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La fiaba

In un bosco, non tanto lontano da quì, un orso bruno usciva dalla sua tana per andare, come ogni mattina, a pesca di salmoni.

Non sapendo che quella mattina sarebbe stata diversa dalle altre, avvicinandosi alla riva del fiume  nel punto dove le rapide sono molto forti e rumorose, l’orso udì un lamento.

“Aiutatemi, vi prego, sono bloccato quì tra le rocce e se non torno subito nell’acqua, morirò”.

E poi ancora “aiuto …..aiuto….aiuto”.

Mentre l’orso aveva già l’acquolina in bocca dalla mattina appena sveglio, vide una coda agitarsi da dietro un grosso sasso ed avvicinatosi meglio notò che la coda apparteneva ad un grosso salmone; forse il salmone più grande che avesse mai visto nella sua vita.

Inutile dire quanto misurò la bocca spalancata dell’orso sul quel povero malcapitato, si sentiva davvero il più fortunato del mondo: un enorme salmone servito su un piatto d’argento.

“Non farlo ti prego….devo deporre le mie uova…prima di morire”.

A quell’implorazione l’orso si fermò, a bocca aperta, sulla sua facile preda.  

“Non farlo mio grande amico, saprò ricompensarti a dovere, appena avrò deposto le uova tra i flutti di queste gelide acque, mi darò in pasto a te! Te lo prometto, ma ora lasciami vivere solo il tempo di portare a termine ciò che devo fare”.

L’orso, a quell’implorazione accorata chiuse la bocca,  si sedette accanto al salmone e disse fra se e se: Il salmone, vedendo l’idecisione dell’orso caricò la dose: “ti puoi fidare di me, io mantengo sempre le promesse….Fidati. Appena le mie uova saranno in salvo tu mi mangerai. Questo non accadrà che tra un paio di giorni. Ti prego orso ributtami in acqua nel frattempo io ti mostrerò dove puoi trovare delle buonissime more e del miele davvero speciale!”.

Più convinto dalla promessa del miele che delle more, l’orso pigliò il salmone per la coda e lo scaraventò tra i flutti. Non vedendolo riaffiorare pensò a quanto era stato stupido, al fatto che fosse stato giocato da un pesce e peggio ancora al fatto che quel giorno rischiava di rimanere a digiuno. Ma il salmone si avvicinò alla riva e disse: “vieni con me”.

L’orso lo seguì lungo il fiume ed il salmone lo condusse accanto ad un enorme cespuglio di more giganti. L’orso fece una scorpacciata, tanto da non desiderare altro per  quel giorno.

L’indomani il salmone condusse l’orso all’alveare lungo la riva del fiume, quel giorno potè sfamarsi con un miele dolcissimo.

Arrivò il giorno nel quale il salmone depose le uova. Si avvicinò alla riva e disse all’orso “ora puoi mangiarmi, ho portato a termine quanto dovevo, fallo in fretta ti prego”.

Strinse gli occhi emise una lacrima e……. “Non ti mangerò. Sei mio amico, ed io non mangio mai i miei amici. Mi hai insegnato che le more ed il miele sono più gustosi dei salmoni”.

Da quel giorno l’orso e il salmone rimasero amici. 

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