30Set
2013
mistero-baffi

Il mistero dei baffi

Fiaba di: louise

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La fiaba

“Ma perché non funzionano…aiuto!!!!”. Il gatto Alfredo corre come un matto da una parte all’altra della sua cameretta, si guarda allo specchio, tocca il muso con le zampette morbide. E intanto inciampa, capitombola, scivola.

I suoi amici, Flo’ l’uccellino, e Carlo il topolino, lo guardano stupiti: “Ma Alfredo, cosa succede? Perché ti disperi? Perché corri tanto?”

“I miei baffi sono tristi, mosci, senza vita. Hanno perso i loro poteri, non funzionano più! Guardate!” e concentrandosi prova a saltare dalla poltrona al letto, scivolando giù sul pavimento.

“Perché ti dai tanta pena? Sono solo baffi…”, chiede Flò stupito.

“Disastro! Tragedia!”, continua Alfredo, “Come farò? Non sapete che per un gatto i baffi sono fondamentali? Servono per misurare le distanze, prevedere ostacoli e pericoli, cacciare.”

“Sono così importanti?” chiede Carlo.

“Altroché…vitali!”, afferma solenne Alfredo.

“Ma cosa è successo?”, incalza Flò preoccupato.

“Non so, non capisco. Erano belli dritti e fieri ieri sera e stamattina invece….”

Per un attimo si dimentica dell’accaduto, fa un salto e…crash, bung, beng…cade su una lampada di vetro mandandola in frantumi.

“Visto?”

“Allora forza, al lavoro…abbiamo un caso da risolvere. Scopriremo cosa è successo ai tuoi baffi ed entro stasera ritroveranno i loro poteri magici!”, esclama Carlo con entusiasmo.

I tre amici escono dalla cameretta di Alfredo, che, per non andare a sbattere prende in prestito il bastone del suo vecchio padrone.

E’ una fredda e piovosa giornata di inizio marzo e si stringono l’uno all’altro per riscaldarsi. Intanto si guardano intorno alla ricerca di indizi o suggerimenti.

“E se fossero giù di morale?” chiede Flò, “Magari basta una battuta, uno scherzo e tutto tornerà come prima.”

“Va bene. Ci penso io!” Carlo guarda intensamente i baffi di Alfredo e recita: “Lo sai qual è il colmo per un gatto? Essere trattato come un cane! Ahahahahah!”.

“Niente di niente. Guardali, non si muovono…”, Alfredo è disperato.

Intanto Flò, approfittando della distrazione dei suoi amici, vola veloce sino ad un albero lì vicino e si nasconde.

“Buh!” grida non appena Alfredo e Carlo lo raggiungono.

“Ahhh!” urlano i due.

“Allora? Niente?” chiede Flò ansioso.

“Macché! Dovrò rassegnarmi a camminare con questo bastone per tutta la vita”, afferma Alfredo mesto.

Ma un piccolo miracolo sta per compiersi.

Il sole, ormai stanco di nascondersi, con i suoi raggi si fa largo fra le nuvole per raggiungere i tre amici.

Che tepore, che luce meravigliosa! Alfredo, Flò e Carlo lasciano per pochi istanti che il sole accarezzi i loro visi sconsolati. Ed ecco la magia! I baffi di Alfredo si sollevano felici. Di nuovo dritti, rinvigoriti e appuntiti, si mostrano fieri sul musetto del gattino che d’un tratto ricomincia a saltare, rotolarsi, camminare senza mai cadere, senza mai urtare.

“Ma certo!” esclamano in coro Flò e Carlo. “Alfredo, ti ricordi per caso se stanotte hai versato dell’acqua sui tuoi baffetti?”

“Mmmm…ora che mi ci fai pensare, sì! Stanotte sognavo di rincorrere un topolino succulento, con rispetto parlando caro Carlo, per sbaglio ho colpito il bicchiere che avevo sul comodino e tutta l’acqua si è versata sul mio muso.”

“Visto? Come abbiamo fatto a non pensarci prima. I tuoi baffi erano soltanto bagnati e per questo avevano perso i loro poteri. Ma il sole li ha asciugati e tu sei tornato il gatto di sempre: allegro, scattante e… un po’ birbone.”

Alfredo, ormai salvo, è in piena attività. Quatto, quatto entra nella pasticceria di Giulio e come sempre salta sul bancone, ruba un pezzo di torta di mele, la sua preferita, e scappa via seguito dal povero pasticcere.

“Che burlone, non imparerà mai!”. Flò e Alfredo scuotono la testa e si dirigono verso il parco, “Andiamo”, dice Flò, ” è ora di festeggiare con un bel giro in altalena!”

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