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Tutte le fiabe che parlano di "colore"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "colore", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

scuola cuore

A scuola

Un giorno la maestra chiese ai bambini di disegnare le persone sulla spiaggia d’estate. Tutti disegnarono e colorarono ogni immagine, tranne uno, che colorò tutto meno che le persone, sulle quali disegnò il cuore con… 

capretta viola

La capretta viola

Grande agitazione alla fattoria dei “Caci” per l’arrivo di un nuovo ospite. “Arriverà una capretta nuova qui da noi, disse Lorvenzo il Caprone, e non mi   sembra una buona idea visto che siamo già stretti”.… 

giardino azzurrino

Il Giardino Di Azzurrino

La fiaba “Il giardino di Azzurrino” apre le danze del mio piccolo libro “Fiocchi Fantasma e altre meraviglie“. “Pianta tanti fior , e lascia ogni timor … Della poesia unico fior la vita è bocciolo d’amor .”… 

fata papavero

La fata papavero

Quando  all’inizio dei tempi tutto era in fase di trasformazione avvenne che il Sole, nel suo percorrere la volta celeste, in un giorno d’estate, guardò alla Terra, e disse sconsolato: “ Oh! In questi giorni… 

gufo tintore

Il gufo tintore

C ‘era una volta in un bosco un gufo e siccome tutti gli uccelli andavano da lui a farsi tingere le penne si fece chiamare GUFO TINTORE Un giorno un corvo decise di andare da… 

lello pipistrello

Lello il pipistrello

Lello era un simpatico pipistrello che viveva con la sua famiglia in una grotta buia. Di giorno dormiva profondamente ma appena arrivava la notte si precipitava fuori per divertirsi con i suoi amici tuffandosi nelle… 

fantasia

Fantasia

Pioveva quel giorno. Le gocce  si lasciavano cadere stancamente sulla strada del piccolo paese , alcune si posavano sulle foglie e da li, scivolavano dolcemente sull’erba , come da un trampolino. Altre invece , si… 

matite-colorate

Matite colorate

Guardate bimbi
alzate gli occhi
tenetevi tutti le mani

bianchi neri
gialli verdi blu
saranno i colori 

piccola-palla

Una piccola palla

Adri è una piccola palla, forse è rossa, forse è gialla, forse blu, oppure di tutti questi colori insieme e anche di più!

Adri sa che può rotolare, rimbalzare, correre, far dei saltelli, volare in alto su nel cielo e ridiscendere giù per terra.

Tante volte è successo, purtroppo, e tante altre succederà ancora, che delle mani grandi pensino di dare dei colpi alla povera Adri, per farla andare proprio nella direzione che decidono per lei, senca neanche chiederle cosa ne pensa.

Un colpo oggi, uno domani, “E’ proprio così che devi procedere!”, “Forza! Devi fare così!”.

Tanti colpi obbligano Adri a procedere nel modo che le mani grandi decidono, senza rispetto per la piccola palla.

Così Adri, che era una palla libera di scegliere, viene addestrata ad andare dove altri hanno deciso, per di più battendola, perchè, dandole dei colpi, si fa prima a farla rotolare dove si è deciso.

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I colori dell’arte

Appare in sogno al giovane erudito, dell’arte un imponente mito.

Tratti confusi, ricordi vaghi Doriano non riesce a mettere a fuoco questo personaggio a lui ben noto.

Al suo risveglio interpella Eletta: «Cara amica – dice il ragazzo – mi sono imbattuto durante la notte nella visione di un uomo barbuto; tanti gli schizzi, molti i colori, marmi stupendi solo abbozzati ed una cappella dai mille splendori fungeva da icona alla sua persona.

Ora sai dirmi tu chi può essere questo gigante della pittura?».

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Celestino Mingherlino e il cocobì

Che caldo.

Un’afa così a Roccabretella non si è mai sentita. Le strade sono deserte. La gente si precipita fuori casa la mattina presto per fare la spesa con l’arietta mattutina, e poi si rinchiude a godere del refrigerio del condizionatore, o del ventilatore.

Nel tardo pomeriggio, poco prima dell’ora di cena, qualcuno fa capolino per portare a spasso il cane.

A Boscofiorito gli enormi alberi tengono imprigionato il fresco, scacciando i raggi di un sole inferocito. Il sottobosco pullula di tavoli da picnic, sdraio, lettini. Tutti si riversano all’ombra per rilassarsi e difendersi dalla calura estiva.

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Celestino Mingherlino e la marmellata di alchechenge

Ortensia la Fata della Lana era un’instancabile lavoratrice.

Viveva assieme alla figlia Betulla in un grande Castello al di là del Monte Alto.

All’interno del Castello, Ortensia dirigeva un grosso centro di produzione della lana a livello artigianale, che esportava in tutto il mondo.

Migliaia di fate erano impegnate nella realizzazione di splendidi capi di lana pregiata accuratamente selezionata dalla stessa Ortensia, che si recava personalmente a visionare capre e pecore presso un allevamento specializzato, piuttosto lontano, oltre le colline diametralmente opposte al paese, e al Monte Alto.