Tutte le fiabe che parlano di "colore"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "colore", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Una piccola palla
Adri è una piccola palla, forse è rossa, forse è gialla, forse blu, oppure di tutti questi colori insieme e anche di più!
Adri sa che può rotolare, rimbalzare, correre, far dei saltelli, volare in alto su nel cielo e ridiscendere giù per terra.
Tante volte è successo, purtroppo, e tante altre succederà ancora, che delle mani grandi pensino di dare dei colpi alla povera Adri, per farla andare proprio nella direzione che decidono per lei, senca neanche chiederle cosa ne pensa.
Un colpo oggi, uno domani, “E’ proprio così che devi procedere!”, “Forza! Devi fare così!”.
Tanti colpi obbligano Adri a procedere nel modo che le mani grandi decidono, senza rispetto per la piccola palla.
Così Adri, che era una palla libera di scegliere, viene addestrata ad andare dove altri hanno deciso, per di più battendola, perchè, dandole dei colpi, si fa prima a farla rotolare dove si è deciso.
I colori dell’arte
Appare in sogno al giovane erudito, dell’arte un imponente mito.
Tratti confusi, ricordi vaghi Doriano non riesce a mettere a fuoco questo personaggio a lui ben noto.
Al suo risveglio interpella Eletta: «Cara amica – dice il ragazzo – mi sono imbattuto durante la notte nella visione di un uomo barbuto; tanti gli schizzi, molti i colori, marmi stupendi solo abbozzati ed una cappella dai mille splendori fungeva da icona alla sua persona.
Ora sai dirmi tu chi può essere questo gigante della pittura?».
Celestino Mingherlino e il cocobì
Che caldo.
Un’afa così a Roccabretella non si è mai sentita. Le strade sono deserte. La gente si precipita fuori casa la mattina presto per fare la spesa con l’arietta mattutina, e poi si rinchiude a godere del refrigerio del condizionatore, o del ventilatore.
Nel tardo pomeriggio, poco prima dell’ora di cena, qualcuno fa capolino per portare a spasso il cane.
A Boscofiorito gli enormi alberi tengono imprigionato il fresco, scacciando i raggi di un sole inferocito. Il sottobosco pullula di tavoli da picnic, sdraio, lettini. Tutti si riversano all’ombra per rilassarsi e difendersi dalla calura estiva.
Celestino Mingherlino e la marmellata di alchechenge
Ortensia la Fata della Lana era un’instancabile lavoratrice.
Viveva assieme alla figlia Betulla in un grande Castello al di là del Monte Alto.
All’interno del Castello, Ortensia dirigeva un grosso centro di produzione della lana a livello artigianale, che esportava in tutto il mondo.
Migliaia di fate erano impegnate nella realizzazione di splendidi capi di lana pregiata accuratamente selezionata dalla stessa Ortensia, che si recava personalmente a visionare capre e pecore presso un allevamento specializzato, piuttosto lontano, oltre le colline diametralmente opposte al paese, e al Monte Alto.












