Tutte le fiabe che parlano di "rispetto"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "rispetto", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
La quercia e il girasole
Tanto tempo fa, nella vallata delle orchidee, i giorni si susseguivano uno dopo l’altro tra la gioia dei piccoli animaletti.Tutto era bello e regnavano pace e serenità. I maestosi alberi si divertivano a scuotere le… La quercia e il girasole
Il palloncino celeste-azzurrino
Grida spensierate, allegre, chiassose grida di bambini, grida festose regali, festoni e palloncini fanno la gioia di grandi e piccini. Si ride, si canta e si balla si mangia, si beve e si gioca a… Il palloncino celeste-azzurrino
Gino il gattino
Ciao piccolo lettore eccoci nuovamente insieme a viaggiare in mare aperto, a visitare città a te sconosciute o quant’altro; stavolta io e te andremo insieme a conoscere un piccolo gatto di nome Gino, un gattino… Gino il gattino
La storia di Mamma Natura
La scuola dell’infanzia MilleColori si trovava in un paesino ai piedi della montagna. L’edificio sorgeva in un meraviglioso parco, pieno di fiori colorati e tanti maestosi alberi verdi. Accanto, passava un piccolo ruscello, dove scorrevano… La storia di Mamma Natura
Il bosco di Connemara
Era un autunno di tanto tempo fa, un autunno come tanti, quando i colori delle foglie si tinteggiavano dei colori più caldi come per prepararsi al rigido inverno.
L’aria fresca del pomeriggio era solita formare una nebbiolina che si diradava tra i vecchi rami degli alberi nel fitto bosco di Connemara, in Irlanda.
Popolato da una grande varietà di essere viventi, Connemara non era un bosco come gli altri, aveva qualcosa di speciale che nemmeno gli abitanti della contea sapevano spiegare.
Una piccola palla
Adri è una piccola palla, forse è rossa, forse è gialla, forse blu, oppure di tutti questi colori insieme e anche di più!
Adri sa che può rotolare, rimbalzare, correre, far dei saltelli, volare in alto su nel cielo e ridiscendere giù per terra.
Tante volte è successo, purtroppo, e tante altre succederà ancora, che delle mani grandi pensino di dare dei colpi alla povera Adri, per farla andare proprio nella direzione che decidono per lei, senca neanche chiederle cosa ne pensa.
Un colpo oggi, uno domani, “E’ proprio così che devi procedere!”, “Forza! Devi fare così!”.
Tanti colpi obbligano Adri a procedere nel modo che le mani grandi decidono, senza rispetto per la piccola palla.
Così Adri, che era una palla libera di scegliere, viene addestrata ad andare dove altri hanno deciso, per di più battendola, perchè, dandole dei colpi, si fa prima a farla rotolare dove si è deciso.
Arbor e l’albero della vita
In un piccolo boschetto di latifoglie, vicino a un misero ruscello, vi era un fiorente villaggio di gnomi. Arbor, come tutte le mattine si stava attrezzando per la raccolta delle mele mature che attendevano pazientemente di essere mangiate.
Il giovane gnomo aveva appena 110 anni, possedeva dei lunghi capelli rosso fuoco che svolazzavano leggeri attorno a un viso dai lineamenti sottili e delicati, nascosti dalla folta capigliatura si intravedevano due occhi blu come il mare che quando venivano contemplati erano capaci di far ritornare in mente vecchi ricordi felici.
Dopo aver controllato attentamente l’equipaggiamento composto da cestello, coltellino, bomboletta di insetticida biologico e un magro pranzo al sacco; si avviò lentamente lungo lo stretto sentiero che conduce alle verdi colline coltivate al di là del bosco.
La cacchina della gazza
C’era una volta una piccola capretta
ogni mattina andava nei prati a pascolare, in compagnia delle sue sorelline caprette
era una capretta molto vanitosa, voleva essere sempre elegante
e ben vestita.
Quando usciva, metteva un cappellino da sole, fatto di paglia e fieno
una magliettina ricamata a fiorellini
e per non sporcarsi le zampette, metteva delle scarpette da tennis, di colore rosa
Quando camminava si pavoneggiava tutta,
era molto bella e tutti l’ammiravano
Paperetta, l’erbetta fresca, del prato la mangiava con forchetta e coltello
per questo la chiamavano La Capretta Paperetta
Il mare
Il Mare era di buon animo. Era calmo. Rideva. Giocava con la misteriosa luna tirandosi su e lasciandosi cadere giù. Il sole lo colorava di cento colori e delle fasce d’argento lo facevano prezioso; ed ora il mare voleva che tutti gli entrassero dentro… .che giocassero con lui. Ormai erano giorni che non era più arrabbiato. Accarezzava all’ancora le barche abbandonate. Voleva essere amato. Capito. Rispettato.
Voleva essere capito innanzitutto! Rispettato quand’era arrabbiato! Lo aveva sempre detto, raccomandandosi al buon senso. Quel giorno aveva pianto a lungo. Per un’ intera notte! e poi ancora altre notti.
Il canto dei negri
Lungo le rive del fiume Mississippì si stendono vastissime pianure dove cresce il cotone, una piantina che quando fiorisce, regala ad ogni suo fiore un batuffolo di bambagia, candido, morbido, delicato.
Quando i campi di cotone sono in fioritura sembrano coperti di neve e non se ne vede la fine, tanto sono estesi.
Donne e uomini dalla pelle nera vanno tra quelle piantine sotto il sole ardente, dalla mattina alla sera. Staccano un batuffolo per volta e riempiono sacchi e sacchi, mentre la loro fronte si bagna di sudore.
Quanta fatica!
La giraffa vanitosa // Audio fiaba
Tratta da una fiaba popolare africana.
Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra.
Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva.
Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo:
– Guardatemi, io sono la più bella. –
Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare la fiaba.












