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Tutte le fiabe della categoria "Le vostre fiabe"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi appartenenti alla categoria "Le vostre fiabe", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Nasreddin e le sue avventure

Nasreddin stava tranquillamente leggendo, seduto in poltrona nel suo bel salotto, quando si accorse che un ladro, cauto cauto, stava penetrando in casa sua dalla parte del giardino.

– Adesso voglio dargli una di quelle lezioni che se la ricorderà per tutta la vita – mormorò tra sé.

Non era la prima volta che i ladri facevano man bassa in casa sua.

Il ladro, entrato che fu, si guardò in giro, adocchiò un grosso baule e, fatto esperto da imprese consimili, pensò:

– Sicuramente gli oggetti più preziosi stanno in questo baule.

Lo portò fuori con gran fatica, contento però che fosse così pesante. Giunto in un luogo appartato si riposò e sollevò il coperchio.

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Cappuccetto Rosso…buono o cattivo?

C’era una volta una bambina chiamata Cappuccetto Rosso per il mantellino rosso che portava sempre. Un giorno la mamma le chiese di portare la merenda alla nonna che abitava in fondo al bosco. Mentre Cappuccetto Rosso stava prendendo la via, la mamma si raccomandò:

“Stai attenta, non passare dal bosco e non fermarti con nessuno” così dicendo le dette il cestino con la focaccia calda e la spremuta d’arance.

Cappuccetto Rosso tranquillizzò la mamma e partì canticchiando.

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Come arrivò la luce

Quando il mondo era appena nato, molto tempo fa, c’era solo buio nella terra dove viveva il popolo degli Inuit. E gli Inuit pensarono che fosse buio in tutto il mondo fino a quando non si fermò da loro un vecchio corvo viaggiatore.

Più il corvo raccontava degli splendidi giorni pieni di luce che aveva visto girando il mondo, più gli Inuit desideravano la luce.

– Se avessimo la luce, – diceva uno, – potremmo cacciare più lontano e più a lungo.

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La creazione dei deserti

Molti secoli fa, che ci crediate o no, la terra era verde e fresca, migliaia di ruscelli la percorrevano, gli alberi erano ricchi d’ogni genere di frutta e gli uomini, che ignoravano il male, vivevano felici senza farsi la guerra.

Allah aveva detto agli uomini: “Questo bel giardino e vostro e vostri sono i suoi frutti, dovete però sempre agire con giustizia, altrimenti lascerò cadere un granello di sabbia sulla terra per ogni vostra azione malvagia e un giorno tutto questo verde e tutta questa frescura potrebbero anche sparire.

Per molto tempo tutti si ricordarono di questo monito, ma un brutto giorno due uomini litigarono per il possesso di un cammello e appena la prima parolaccia fu pronunziata Allah fece cadere sulla terra un granello di sabbia così minuscolo che nessuno se ne accorse.

Ben presto i due litiganti dopo le male parole vennero alle mani e gli uomini si accorsero che un mucchietto di sabbia stava crescendo lentamente. Chiesero allora ad Allah di cosa si trattasse e Allah rispose che era il frutto della loro cattiveria e che ogni volta si fosse verificata una cattiva azione, un granello di sabbia sarebbe sceso ad aggiungersi agli altri e forse un giorno la sabbia avrebbe coperto la terra. Gli uomini si misero a ridere e pensarono: “Anche se fossimo estremamente malvagi ci vorrebbero milioni e milioni di anni prima che questa polvere leggera copra la nostra terra e ci possa danneggiare.

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La principessa Samuela

In un regno chiamato Universus viveva con i genitori una temeraria principessa di nome samuela.

Si distingueva molto dalle altre ragazze di corte in quanto fiera e coraggiosa lottava sempre come un uomo.

La madre di nome Cleofa era sempre una donna triste e disperata non sapeva più come educare quella ragazza che ostentava  atteggiamenti poco femminili.

Nel regno si organizzava spesso ricevimenti, feste dove venivano invitate bellissime principesse che scendevano da carrozze meravigliose e gentiluomini che contendevano la mano di qualche nobile dama.

A Samuela non piacevano affatto questi ricevimenti così sfarzosi li riteneva inutili, preferiva confrontarsi nei duelli di spada.

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Il serpente ingrato

In una giornata di tardo autunno (faceva molto freddo, i corsi d’acqua erano già ghiacciati) un cacciatore si senti chiamare:

– Buon uomo, salvami! La mia coda si è attaccata al ghiaccio.

Attraversando un ruscello, improvvisamente ghiacciatosi, un serpente era rimasto prigioniero.

Il cacciatore accorse, spaccò il ghiaccio col calcio del fucile e liberò il rettile intirizzito:

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La leggendaria storia di Bluette e il Cavaliere dei sogni

Tantissimo tempo fa in un piccolo paesino di montagna del nord Europa viveva con la mamma e con il nonno una meravigliosa fanciulla dai lunghi capelli castani e dagli occhi color verde scuro di nome Bluette che abitava lungo ai margini di una fitta foresta in una misera casetta di legno dal tetto giallo davanti alla quale stava immobile una gigantesca pietra di roccia.

Bluette era una fanciulla sognatrice,operosa e amabile con tutti molto apprezzata in paese per la sua grande bontà ed altruismo.

Aiutava spesso la madre una donna molto esigente nelle faccende di casa e accudiva con dedizione e costanza il nonno oramai vecchio e ammalato da anni.

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La ninfea rossa

Bambini entrate anche voi nella terra dei flower e scoprirete che……In un tempo molto lontano viveva in un arcaico castello fatiscente un vecchio re dalla barba color giallo oro dal nome Creso.

Diventato oramai povero fu abbandonato da tutti servi,sudditi e cavalieri.

Il re era sempre più triste e solitario.

Sua moglie la regina Siria era deceduta tanti anni fa, suo figlio il principe Serse si era trasferito da tempo in un’altro regno.

Il vecchio re possedeva un bellissimo parco verde recintato antistante il suo castello, dove all’interno risiedeva inerte una meravigliosa fontana rotonda di vetro blu sormontata da statue secolari di cristallo di rocca.

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Una giornata sul monte Olimpo

(da una antica leggenda greca, forse)

Ci fu un tempo, troppo lontano da noi perché ce ne resti memoria, nel quale sulla terra dominavano gli dei, ad ognuno dei quali era affidato il destino di una parte del mondo o della vita dei suoi abitanti.

A parte ciò e considerato anche il libero arbitrio degli uomini, caratteristica comune a un po’ tutte le religioni, non è che gli dei avessero poi un granché da fare.

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Storia di un fannullone

C’era una volta un omini piccino, che non aveva volgia di far nulla, proprio quel che si dice nulla. E naturalmente era povero in canna, non aveva casa, non possedeva un soldo e spesso pativa la fame e la sete.

Ma, vedete la pretesa! Egli sognava di far fortuna lo stesso.

Diceva: “C’è tanta gente che fa fortuna senza lavorare! Cerca, cerca, un giorno o l’altro troverò qualcosa anc’io”.

Infatti, un bel giorno, ecco che trovò una noce. E disse tutto contnto: “Se saprò essere accorto, con questa noce diventerò un ricco. Adesso mi metterò a girare il mondo”.

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La custode della grotta

C’era una volta in un piccolo paesino della Scozia una bellissima bambina di nome Nadya.

Era una bambina dolce, vivace e piena di vita dai lunghi capelli biondi raccolti da una morbida treccia. A Nadya piaceva correre tra i campi colorati ornati dafiori, adorava gli animali e giocava con le farfalle per lei erano tutti i suoi migliori amici.

Anche se la vita non era stata molto clemente con lei, era sempre ottimista coni l sorriso sulle labbra. Nadya era figlia unica non aveva ne’sorelle ne’fratelli il padre era partito in cerca di lavoro e viveva sola con la madre una donna molto malata e provata dalle fatiche quotidiane. Il piu’ grande desiderio di Nadya era quello di vedere presto la sua mamma guarita.

Un giorno mentre correva spensierata tra i campi di casa sua, Nadya vide sorgere da lontano un bellissimo palazzo dorato e disse: ma da dov’e’apparso questo palazzo dorato, se prima non c’era? Nadya guardava incuriosita quasi esterefatta da questa visione un po’ strana e decise cosi’ di avvicinarsi per riuscire a guardare meglio. Si avvicino’ piano piano quasi come se avesse paura. Il palazzo era enorme, grandissimo ma bellissimo tutto dipinto di oro puro con cornicioni di diamante che brillavono come stelle nel firmamento e le finestre sembravano specchi riflessi da un grande arcobaleno.

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Notte a casa Cipolloni

È notte fonda e tutti dormono, ma a casa Cipolloni accade qualcosa di magico.

“Ecciù!!!”, starnutisce un raffreddato vaso di fiori da sopra un umido davanzale.

Una poltrona si stiracchia tutta indolenzita e, con tono un po’ lagnoso, borbotta: “Ohhh povera me! Ho dovuto sopportare per ben 5 ore quella grassona della Signora Olga, e adesso guarda qua come sono ridotta: uno straccio!”

“E cosa dovrei dire io?”, le fa eco un anziano divano brontolone dall’aria alquanto seccata. “Quei due bambini pestiferi hanno saltato sulla mia povera pancia per tutto il santo giorno!”

Nel frattempo, un vecchio giradischi inizia a far suonare una dolce melodia sulle cui note cantano, con voce esile ed armoniosa, tre allegri girasoli.

Tutte le finestre della casa si aprono e si chiudono come per battere le mani, e finiscono per svegliare quel pignolo del computer che, stizzito e ancora un po’ mezzo addormentato, grida: “Schhh!!! Che cos’è tutto questo pandemonio? Finirete per svegliare tutti quanti, uffa!!! In questa casa non si riesce mai a riposare in pace. Ho lavorato tutto il giorno, io!”