04Gen
2013
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Storia di un fannullone

Fiaba di: Gwen

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La fiaba

C’era una volta un omini piccino, che non aveva volgia di far nulla, proprio quel che si dice nulla. E naturalmente era povero in canna, non aveva casa, non possedeva un soldo e spesso pativa la fame e la sete.

Ma, vedete la pretesa! Egli sognava di far fortuna lo stesso.

Diceva: “C’è tanta gente che fa fortuna senza lavorare! Cerca, cerca, un giorno o l’altro troverò qualcosa anc’io”.

Infatti, un bel giorno, ecco che trovò una noce. E disse tutto contnto: “Se saprò essere accorto, con questa noce diventerò un ricco. Adesso mi metterò a girare il mondo”.

E si mise a girare il mondo. Cammina e cammina, ecco che arrivò alla capanna di un contadino e chiese ospitalità.

“Badate” – egli disse, “io non posseggo che qeusta noce, ma vorrei metterla in un luogo sicuro”.

Il contadino rispose: “Bada lì, per una noce. Mettetela in quel sacco pieno di noci. Domattina la ripiglierete”.

L’indomani mattina, l’omino si mise a strepitare: “Voglio la mia noce! Voglio la mia noce! Questa non è, quest’altra neppure! O la mia noce o tutto il sacco!”

Il contadino, infastidito, gli diede il sacco intero e l’omino se ne andò.

Cammina e cammina arrivò da un altro contadino e gli chiese ospitalità.

“Badate” – gli disse – “io non posseggo che questo sacco di noci, ma lo voglio mettere al sicuro”.

“Eh, per un sacco di noci!” – esclamò il contadino, -” Lo metterete nel porcile”.

La mattina dopo l’omino trovò che il porcellino gli aveva schiacciato qualche noce nel sacco. Allora comiciò a strepitare: “O il mio sacco di noci come era prima o il maialino”- e l’omino se ne andò.

Cammina e cammina, arrivò da un altro contadino e gli chiese ospitalità.

“Io non ho che questo maialino” – disse, – “ma lo vorrei mettere in un posto sicuro”.

“Bada lì!”- rispose il contadino- “lo metteremo nella stalla accanto alla mucca”.

Così fu fatto. Ma nella notte, la mucca che era grassa, ruppe una zampa al maialino che era piccolo.

La mattina dopo, figuriamoci l’omino!

“O il mio maialino com’era prima o la mucca!”

Il contadino, infastidito, gli diede la mucca e l’omino se ne andò.

Cammina e cammina, arrivò alla cascina dei pastori, dove c’erano un fratellino e una sorellina.

L’omino fece la voce grossa: “Io posseggo solo questa mucca, ma guai a voi se le capitasse qualcosa di male!”

Per l’appunto la pastorella lasciò la porta della stalla aperta e nella notte vennero due ladri, che portarono via la mucca.

La mattina, figuriamoci l’omino!

” O la mucca o la pastorella!”

La mucca non c’era più e l’omino voleva portarsi via la pastorella dentro un sacco.

Ma il fratellino furbo, invece di mettere nel sacco la sorellina, ci mise il cane.

E l’omino se ne andò.

Cammina e cammina arrivò nella strada maestra e sedette su di un paracarro. Poi disse: “Ecco come con una noce ho avuto un sacco di noci, con un sacco di noci un maialino, con un maialino una mucca, con una mucca una pastorella. Questa pastorella sarà la mia fortuna. La farò lavorare per me e io me ne starò beato in casa a fumare la pipa!”

Ciò detto aprì il sacco: ma che avvenne! Avvenne che il cane inferocito si avventò sull’omino e gli portò via il naso con un morso. Così l’omino fannullone rimase senza naso e dovette mettersi a lavorare.

(da “Stella alpina” ed. S.E.I. ) di C. Prosperi…(scritta sul vecchio libro di scuola)

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