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Tutte le fiabe della categoria "Le vostre fiabe"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi appartenenti alla categoria "Le vostre fiabe", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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La piuma dell’angelo

Nell’orfanotrofio di San Germano d’Auxerre erano accuditi tanti trovatelli e tra questi c’era Luc un bambino davvero speciale, perché era molto buono, ma buono davvero.

Se aveva qualcosa, si apprestava a dividerlo con gli altri e se poteva aiutare, non se lo faceva chiedere. Era generoso e d’animo semplice.

Il piccolo, era stato lasciato sui gradini della struttura che aveva solo pochi mesi e da allora, erano già trascorsi otto anni. Stranamente, non aveva trovato nessuno che lo adottasse, sebbene fosse molto grazioso e educato.

Per la sua giovane età, il bambino aveva una saggezza che lasciava tutti sempre a bocca aperta ed era per questo però, lasciato in disparte dagli altri. Troppo diverso dai suoi simili, tanto che trascorreva gran parte del suo tempo da solo.

Un giorno nell’approssimarsi del Natale, Suor Josephine disse:

“Bambini, prendete carta e penna e scrivete la letterina, mettendo che cosa volete ricevere come regalo”.

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Spider girl

Spidergirl era una ragazza che era stata abbandonata in un posto, e indovinate un po’, quel posto era quello in cui c’era il ragno che aveva punto Peter Parker per farlo diventare spiderman.

So che questa più che una fiaba è una storia di supereroi, ma vale la pena di raccontarvela. Il ragno stava ancora lì e non si era mosso. Un signore, Antonio Allora, prese la bimba e la accudì come se fosse sua figlia.

La chiamò Laura Susina. Laura fece 10 anni e tutti la festeggiarono ( intendo dire i parenti) ma Antonio era parente di Peter Parker.

Lui venne a quella festa e la trovò simpatica. Decise che solo a lei avrebbe raccontato la sua storia e la sua identità segreta. Poi la portò dove c’era il ragno e lo trovò ancora lì.

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Costruzioni magiche

C’era una volta una bambina; il suo nome era Luisa.

La sua famiglia era povera. Lei non aveva giochi ma solo un quadernetto e una matita per poter giocare con la fantasia.

Un giorno vide una ragazza, il suo nome era Marta, fecero subito amicizia.

Marta regalò delle costruzioni (oggi diremmo del LEGO) a Luisa e lei stava tutto il tempo a giocare. Un giorno però scoprì una cosa molto strana: stava costruendo un cane viola, e le costruzioni si trasformarono in un cagnolino viola che la leccava tutta.

Chiamò Marta che le disse che quelle costruzioni le aveva trovate in un bosco vicino alla capanna di un fata. Loro allora andarono lì e entrarono nella capanna. Trovarono la fata che piangeva.

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Una semplice storia di Natale

Nella piccola cittadina di Higen, si conoscevano tutti e qui, le notizie correvano più veloci della luce.

Nonostante fosse dicembre, l’anziano signor Teobert amava stare seduto all’esterno dell’unico bar del paese e osservava l’andirivieni dei passanti. Faceva finta di niente, sbuffando con la sua enorme pipa ma nulla gli sfuggiva.

Così, quando il piccolo Jakob cadde nelle gelide acque del lago per aiutare il suo amatissimo cane, fu il primo a saperlo. La notizia si sparse a macchia d’olio.

Purtroppo, a causa delle basse temperature, si ammalò.

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Una vacanza speciale per Anita

C’era una volta una bambina di nome Anita che viveva con i suoi genitori nella grande città “Difrettainfuria” dove tutti andavano di corsa.

Un giorno i suoi genitori, stanchi della loro vita frenetica, decisero di farsi una vacanza nella tranquilla casa in montagna, ma Anita non abituata alla tranquillità non voleva proprio andarci.

Iniziò a piangere a più non posso,ma nulla di fatto. I due erano ormai convinti di voler partire.

Anita andò a letto senza più replicare, per l’eccessivo pianto si addormentò subito abbandonandosi ai sogni.

Improvvisamente la bambina si ritrovò in giro per il paesino di montagna dove notò uno cupo chalet col tetto spiovente pieno di gracchianti corvi e una donna con una corona in testa,bardata in uno scuro e gonfio abito che ordinava acida di entrare nello chalet a una lunga fila di bambini dall’aria triste!

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I biglietti del concerto

Un bellissimo giorno una fanciulla di nome Gaia aveva appena coperato i suoi biglietti x un concerto.

Ne aveva 2 perchè ci andavano lei e il suo ragazzo,che si chiamava Simone, Simone era biondo con gli occhi azzurri e aveva il sogno di andare a vivere con Gaia!

Gaia anche aveva un sogno,di vivere a miami con Simone e con 2 figli, che li voleva chiamare 1 maschio tommy e la femmina alex.

La fanciulla mentre tornava a casa tutta contenta per dire al principe che erano arrivati i biglietti, correndo le sono volati… e lei correndo per andarli a prendere  non ci riusci perchè il vento era forte, e i biglietti volavano via.

Tanto dispiaciuta ando a casa chiamo il ragazzo e le disse che non erano ancora arrivati i biglietti, e la chiamavano quendo erano arrivati. il giorno dopo la ragazza ando dal vendirolo di biglietti e gli chiese altri 2 biglietti, lei sta volta li mise nella borsa e a un certo punto passo un motorino e le rubbarono la borza con dentro questi 2 biglietti.

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CIP e… l’inquinamento

Cip è un uccellino tutto speciale.. lo aveva detto mamma uccellina appena lui aveva messo il capino fuori dall’uovo.

Sì perchè dovete sapere che mamma uccellina stava da giorni covando con tanto amore le sue quattro uova lassù nel nido nascosto tra le foglie del grande albero che c’è proprio in mezzo al parco.

Stando sempre ferma ed accovacciata ad un certo punto si era assopita quando all’improvviso aveva sentito una vocina dire:”Cip… sono qui che vorrei uscire, ti sposti per piacere?”quella vocina arrivava proprio da sotto di lei… ma com’era possibile???

Tutta meravigliata aveva alzato un’ala per sbirciare tra le uova che stava covando ed aveva visto spuntare da un guscio un capino con due dolci occhietti curiosi che la osservavano con meraviglia.

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L’orso buono

Era il tempo delle fragole, delle ciliegie e dei fiori sbocciati in primavera. Il sole splendeva come non mai e nel Bosco di Rugiada tutti gli animali erano felici. Ah, che bella la primavera, ricca dei suoi mille colori e dei suoni che echeggiano nell’aria. Tutto era perfetto nel bosco, tanto da attirare l’attenzione di una famiglia di Orsi trasferitasi da un paese lontano per sfuggire alla furia dell’uomo e della sua caccia.

Luckas, detto Luck, era l’unico figlio rimasto della famiglia Robbins, costituita dalla mamma Gelda, attenta e premurosa e dal papà Bartolo, severo ma comprensivo. Le grandi, a volte esagerate attenzioni nei confronti di Luck da parte dei suoi genitori, derivavano a causa della perdita improvvisa dei suoi fratelli, morti durante una combutta contro gli uomini di caccia.

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Una storia diversa

Noi tutti, conosciamo la storia del piccolo bambino, che nacque la notte del 25 Dicembre, in una mangiatoia per asini e buoi; ma io, vi voglio raccontare “una storia diversa”.

Era un freddo giorno d’inverno e, la giovane Maria, una donna di trentadue anni, ricorreva al pozzo per procurarsi da bere.

Strada facendo, incontrò un bambino, si chiamava Samir, un dolce bimbo di sei anni, indiano. Samir, stringeva tra le sue braccia, un secchio pieno d’acqua. Maria, lo vide stanco e, lo aiutò, portando il secchio fino alla casa del bambino.

Samir, la ringraziò con un sorriso e, rientrò a casa. La donna, proseguì il suo cammino, ma, una decina di metri più avanti della casa del bimbo, sentì delle urla di cattiveria. Era la madre di Samir, che gelosa, lo rimproverava dicendogli che l’aveva visto con una donna, tornare a casa.

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Billy

MI PRESENTO:

Mi chiamo Billy, ho 10 anni e vivo a Glasgow, in Scozia. Ho due hobby, faccio volontariato e gioco con i cagnolini del canile. Ho una famiglia pazza; ho due fratellini minori, 7 e 5 anni e tre sorelle, 3, 12 e 14 anni. Mio padre, Lucas, è un commercialista ed è la persona più seria al mondo, ve lo posso assicurare. Mia madre, Amanda, lavora in banca, un posto molto serio, no? Bhè, per lei non è così! Con i clienti è allegra fino al punto del licenziamento. L’altro giorno l’ha schivato per un pelo…

E da qui comincia la storia.

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La Storia del Re Bambino (raccontata da un piccolo asino)

C’era una volta, tanto tempo fa, o forse ieri, un Re Bambino che voleva venire nel mondo.

Era un impresa molto difficile, anche per Lui che era tanto potente, perché si trattava di nascondersi bene in una vita normale, con genitori normali, con sembianze normali. Non doveva essere riconosciuto subito: troppe creature erano malvagie e avrebbero potuto approfittare del suo essere indifeso per ucciderlo e non permettergli di portare a termine la sua missione.

Fu così che un giorno trovò la situazione giusta per nascere: una mamma giovane, coraggiosa e bellissima, un babbo buono, giusto e forte, un Paese che era crocevia del mondo intero, dove però la pace era una parola tanto usata, anche nel saluto, tanto attesa, ma difficile da mettere in pratica. E venne.

La fata dei desideri

scoglio

Celestino sedeva su uno scoglio, una seduta scomoda, ma lui pareva non accorgersene.

Stava piangendo, imprecando, maledicendo, rimuginando su una vita con poche soddisfazioni, senza slanci, senza novità, mai, con tante sfortune e mai, mai una sola volta, un momento di fortuna inaspettato.

Probabilmente tutto ciò non era molto diverso da quanto avevano passato e passano quotidianamente molte altre persone, ma si sa: non è vero che mal comune è mezzo gaudio e il dolore di vivere degli altri non può consolare, né contribuire a diminuire il proprio.

Forse, anzi certamente, non fa piacere sapere che altri soffrono, ma lascia indifferente chi è raggomitolato nei propri problemi.