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Tutte le fiabe che parlano di "pesce"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "pesce", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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L’aquilone e le due Pescioline Blond e Princesse

Nelle fiabe e nelle favole, come ho sempre detto, il tempo e lo spazio sono intangibili ed incalcolabili preludi di preziose e misteriose “scintille”, lontani dall’esattezza scientifica e dall’immanenza per cui, ogni storia che vi… 

il pesce daprile del mare

Il pesce d’aprile del mare

Un bel giorno un piccolo pesce si sentì seguito da due grande ingordi pesci. Era il primo d’aprile, ma loro non scherzavano, avevano fame. Il pesciolino scappava sempre di più e loro dietro senza darsi… 

lilli il pesce gattello

Lilli il pesce Gattello

Lilli è un pesciolino nata da un pesce gatto e un pesce martello, in pratica era un pesce gattello; molto carina ma alquanto buffa nel suo genere proprio perché nei fondali marini una specie così… 

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La bella favola del pesciolino nero

C’era una volta un pesciolino nero che viveva nell’acqua della sorgente, in uno stagno chiamato “il posto formato da dove nasce l’acqua”. Tutti i giorni il pesciolino nero si domandava: “dove va a finire tutta… 

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Rosa Sbadatina di Latina

La signora Rosa Sbadatina di Latina amava cucinaree ogni giorno si recava lontano, con un secchiello in mezzo al mare. Tornava sorridente con scorfani e un gamberettoma dopo un giorno il gattino li mangiava su… 

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Storia del pesce fuor d’acqua

Un pesciolino, stanco di vivere nel mare, guizzò fuori per vedere com’era il mondo sulla terraferma.

Si guardò intorno, vide una tranquilla spiaggetta, e concluse che si poteva fare.

Il pesciolino fuor d’acqua decise di farsi un giretto al Luna Park, aveva proprio voglia di divertirsi.

Intanto negli abissi si chiedevano tutti che fine avesse fatto Alfredo (questo era il nome del pesciolino). Il polpo Casimiro era felice perché era in debito con Alfredo di mille conchiglie, avendo perso una partita a carte. La murena Dacia era depressa perché non sapeva più chi spaventare. L’ostrica Cecilia, una gran chiacchierona, non sapeva più con chi parlare.

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Filippo il gatto pescatore

Filippo è un bellissimo gatto dal manto color giallo oro che sogna di diventare il più abile pescatore del mondo. Forse il più bravo di tutta la storia dei gatti. Come ogni mattina Filippo si sveglia verso mezzogiorno tutto sonnicchiato si dirige  a dare una sbirciatina al contenuto del suo frigorifero sempre vuoto costatando lo stato pietoso delle sue riserve alimentari e pensò “oggi il mio frigorifero è vuoto  senza cibo sarà bene rimboccarsi le maniche e trovare subito un buon lavoro che sia poco faticoso, ben retribuito,non troppo impegnativo, e che mi permetta di stare anche all’aria aperta” Filippo prova tutti i lavori , ma si sa che di questi tempi non è facile per lui trovare quello giusto….esigente per com’è!

Scoraggiato decide di tornare alla natura e pensò di procurarsi un cappellino rosso, una lunga canna da pesca e realizzare il suo più grande sogno : fare il pescatore . Canticchiando si dirisse lungo le rive del torrente, preparò con cura la sua canna da pesca e gettò l’amo nelle profondità delle acque e con molta pazienza aspettò l’abboccare di un  pesce e pensieroso ribadì “un tempo tutti vivevano dei frutti della terra , oggi anch’io vivrò delle risorse della natura”.

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Il figlio del mare

In un paese lontano, sulle rive del grande oceano, i pescatori con le loro barche affrontavano ogni giorno le onde minacciose per pescare un po’ di pesce.

Con loro partiva sempre Medjo un giovane dai capelli rossi, forte e coraggioso che i pescatori avevano soprannominato “Figlio del mare”.

Medjo non aveva una barca sua e il suo sogno più grande era proprio quello di possedere un veloce battello da pesca tutto suo per affontare da solo il mare aperto.

In attesa che questo sogno si avverasse, egli seguiva i pescatori in mare, li aiutava a tirare su le reti cariche di pesci, oppure scompariva tra le onde nuotando sempre più lontano dalla riva.

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Ninnillo e Nennella

“Lo Cunto de li cunti” (“Il Pentamerone”), 1634
TRATTENIMENTO OTTAVO 

della Giornata Quinta.

Iannuccio ha due figli dalla prima moglie, si sposa la seconda volta e sono tanto odiati dalla matrigna, che lui li porta in un bosco dove si separano e si perdono. Ninnillo diventa caro cortigiano di un Principe. Nennella, cadendo in mare, è inghiottita da un Pesce fatato e, gettata sopra uno scoglio, è dal fratello riconosciuta e dal Principe maritata ricca ricca.

Fermata la corsa Antonella, si preparò a correre questo palio Ciulla e, dopo aver assai lodato il racconto dell’altra, che aveva dipinto così naturalmente il giudizio di Sapia, così disse:

«Rovinato quell’uomo che, avendo figli, spera di trovargli cure col dargli una Matrigna, poiché gli porta a casa la macchina delle rovine loro, infatti, non si è vista mai matrigna che vedesse di buon occhio i figli degli altri. E se pure se n’è trovata qualcuna per disgrazia, si può mettere lo sprocco nel pertugio[1] e si può dire che sia stata Corvo Bianco. Ma io, fra tante che forse avrei sentito mentovare, vi parlerò di una che si può mettere nella lista delle matrigne senza cuore, e che stimerete degna della pena che comprò in denari contanti.

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Pucky 4

Sospeso nell’acqua

sembri osservarmi.

Il tuo mondo:

un cubo di vetro

una piantina

sassolini azzurri.

Sembri felice

forse lo sei.

Il pescatore e la moglie

C’era una volta un pescatore e sua moglie; abitavano in un lurido tugurio presso il mare, e il pescatore andava tutti i giorni a pescare con la lenza, e così fece per molto tempo. Una…