18Mar
2015

La bella favola del pesciolino nero

Fiaba di: pierpaoloromani

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La fiaba

C’era una volta un pesciolino nero che viveva nell’acqua della sorgente, in uno stagno chiamato “il posto formato da dove nasce l’acqua”.

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Tutti i giorni il pesciolino nero si domandava: “dove va a finire tutta quest’acqua?, che strada fa? Da dove passa una volta che esce da qui? Perché scorre?”

Finché un bel giorno il pesciolino nero andò dalla mamma e le chiese: “ Mamma dove va a finire tutta quest’acqua? Io voglio saperlo, voglio percorrere la stessa strada che fa lei fino in fondo!” La mamma lo guardò e così gli rispose: “Sciocchino, sciocchino, ma dove credi di andare, sei troppo piccolo, resta qui con noi. L’acqua della sorgente nasce e finisce qui, non c’è niente da scoprire”. E poi aggiunse: “Ah….questi piccoli che credono sempre di sapere tutto”.

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Ma il pesciolino non era convinto ed andò dal babbo a fargli la solita domanda: “Babbo dove va a finire tutta quest’acqua?” Il babbo lo guardò e così gli rispose: “L’acqua della sorgente nasce e finisce qui. Credi a me che so tutto, non va da nessuna parte. Io vivo qui da prima che tu nascessi, per questo lo so.”

Ma il pesciolino non era convinto e lui girava, girava e si continuava a domandare: “Ma dove va a finire tutta quest’acqua? Da qualche parte deve pur andare una volta che esce dallo stagno.” E continuava a girare frenetico esplorando tutti gli anfratti ed i bordi dello stagno.

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Finché un bel giorno andò anche dai suoi amici a chiedere: “Dove va a finire tutta quest’acqua secondo voi, ve lo siete mai chiesto?” E gli amici: “Sciocchino, sciocchino, ma che domande fai? Pensa a giocare con noi invece di farti queste domande. Sei troppo piccolo, resta qui con noi tranquillo a divertirti. L’acqua della sorgente nasce e finisce qui.” Il pesciolino nero non credeva nemmeno alle parole degli amici e girava, girava e si continuava a fare la solita domanda: “Dove va a finire tutta quest’acqua?”

Finché una mattina il pesciolino decise: “Io questa mattina affronterò il grande viaggio”. E dopo aver salutato la famiglia e gli amici partì. Poco dopo si ritrovò davanti alla cascata, alla grande cascata dove l’acqua cade giù dall’alto. Il pesciolino era emozionato, non aveva mai visto un’acqua così; pensava alla famiglia, agli amici e pensò di gettarsi giù, giù in fondo.

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Dopo aver trapassato la cascata il pesciolino nero si ritrovò in un’acqua che faceva glu, glu. Era arrivato all’acqua rumorosa e agitata del ruscello.
Lì l’acqua gorgogliava e il pesciolino non aveva mai visto un’acqua così e non aveva mai sentito un suono così; continuava ad essere sbattuto dalla corrente e a fare su e giù, giù e su e continuava a domandarsi tutto incuriosito: “Ma dove va a finire tutta quest’acqua?”

Ad un tratto l’acqua del ruscello diventò calma ma tutta sporca, piena di schiuma, petrolio e plastica; era l’acqua dell’inquinamento, tutta pesante e puzzolente. Il pesciolino non riusciva a respirare e stava per affogare, la schiuma era dappertutto, lui pensava alla famiglia e pensava agli amici, ma era convinto ad andare avanti e così fece un altro grande salto.

Ed arrivò in un’acqua lunga, era arrivato all’acqua del fiume. Quest’acqua era molto tranquilla e molto silenziosa. Lui nuotava in quest’acqua ed ascoltava questi suoni che non aveva mai sentito e continuava a domandarsi: “Ma dove va a finire tutta quest’acqua?”

Ad un certo punto dietro una curva il pesciolino nero incontrò il grande granchio. Era un animale enorme, aveva due chele gigantesche, e quando si trovò davanti il pesciolino lo guardò e gli disse: “Cosa ci fai nella mia acqua? Adesso diventerai pasto per la mia colazione.” Il pesciolino nero lo guardò e così gli rispose: “Adesso vedremo”.

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E così iniziò una lotta tra il pesciolino ed il granchio. Il pesciolino nero cercava di scappare ma il granchio cercava di trattenerlo con le chele per prenderlo e mangiarselo.

Il pesciolino cercava di fuggire ma non trovava via d’uscita. Si ripeteva: “devo andare avanti, devo andare avanti”; ma il granchio non gli dava scampo. Ad un certo punto il pesciolino con un colpo di coda si ritrovò dall’altra parte del fiume, davanti al mare. Era arrivato al mare, al grande mare, un mare d’acqua. Il pesciolino nero andava su e giù, non aveva mai visto un’acqua così. Era acqua salata, immensa, senza fine.

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Ad un certo punto il pesciolino nero, vide laggiù in fondo una pesciolina rosa, i due si guardarono ed all’improvviso si diedero un bel bacio.

Il pesciolino nero ormai era stanco e stava per arrivare la notte. Allora, insieme alla pesciolina rosa decise di andare giù, giù in fondo al mare e si mise lì a riposare.

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A questo punto il pesciolino nero proseguirà il suo viaggio? O tornerà dai suoi genitori! Oppure rimarrà lì con la pesciolina rosa per vivere con lei altre avventure? Bohhhhh.

Una cosa è certa: se non si fosse fatto tutte quelle domande non avrebbe mai scoperto tutte queste cose e provato queste emozioni.

La sua vita da oggi in poi non sarà più quella di prima.

***

Racconto ispirato alla favola di Samad Behrangi – disegni di Pierpaolo Romani “by Pippi”.

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