Tutte le fiabe che parlano di "terra"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "terra", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
In nome di niente
Mi piacerebbe iniziare questa fiaba con la classica frase “C’era una volta …..”, ma purtroppo non è così.
Una volta non c’era niente e non c’era neanche il tempo. Non c’era il mondo, non c’era il sole, non c’era il cielo, non c’era la luce e non c’era la notte: c’era solo il niente. Un giorno, però, questo “niente” decise di non voler più vivere in questo modo: aveva bisogno di qualcosa che fosse diverso da quello era e così cominciò a pensare:
“Che cosa potrei volere ?” si disse tra sè e sè (…. e nemmeno ad alta voce, perchè la voce non c’era).
“Mi sto davvero annoiando!!” e senza sapere nemmeno da quanto (…. perchè non esisteva il tempo).
Dopo tante domande e tanti ripensamenti, il “niente” decise di darsi un nome:
Birba Bir
La chiamavano Birba Bir.
Era una bimba con un grande fiocco sul capo e un ampio vestito a pallini.
Lei non amava né il fiocco, né quel vestito.
La sua mamma la vestiva cosi, con cura e attenzione, ogni mattina per andare a scuola.
“Birba tu sei una brava bambina e devi fare la brava bambina ” le diceva.
Forse, Birba avrebbe desiderato un suo abbraccio caldo ma la mamma era concentrata sui preparativi.
Tutto doveva essere perfetto.
Cosi, Birba, appena poteva, si toglieva il fiocco e le scarpe di vernice nera e correva nel fango.
Che belle le pozzanghere!
Dedicato alla Madre Terra e a tutte … le sue figlie
Dal tuo profondo nasce la vita
per dare al mondo ricchezza infinita.
L’acqua dal cielo disseta i tuoi solchi,
che piano piano germogliano tutti.
Discreta ti lasci baciare dal sole,
fedele rimane il tuo unico amore.
Da venti impetuosi difendi i tuoi figli,
gli apri le braccia, li curi, li accogli.
Assai generosa lenisci i dolori ,
gioisci ai palpiti dei loro cuori.
Come il riso arrivò sulla terra
Una leggenda popolare raccontata infatti che un buon genio della campagna se ne stava tranquillo a osservare compiaciuto la vita degli uomini: Essi avevano dimenticato da tempo l’ultima terribile carestia che li aveva colpiti,
Vivevano serenamente e la loro esistenza semplice andava al passo con il ritmo della natura, Gli anni scorrevano come un fiume lento e tranquillo,lasciando nella memoria delle persone la gratitudine per il doni che ricevevano dalla terra, Infatti, nonostante la coltivazione dei campi costasse molta fatica, gli uomini avevano di che sfamare le loro famiglie in abbondanza.
Come arrivò la luce
Quando il mondo era appena nato, molto tempo fa, c’era solo buio nella terra dove viveva il popolo degli Inuit. E gli Inuit pensarono che fosse buio in tutto il mondo fino a quando non si fermò da loro un vecchio corvo viaggiatore.
Più il corvo raccontava degli splendidi giorni pieni di luce che aveva visto girando il mondo, più gli Inuit desideravano la luce.
– Se avessimo la luce, – diceva uno, – potremmo cacciare più lontano e più a lungo.












