19Ott
2015

Il papavero rosso

Fiaba di: Milu87

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La fiaba

In un luogo molto lontano vi era una terra arida dove raramente pioveva.

Era così polverosa che non vi era neanche un piccolo filo d’erba.

Un giorno, la terra, triste e completamente sola, chiese aiuto al sole.

“Caro Sole, donami una nuvola che mi possa bagnare con la sua pioggia e far crescere su queste terre un fiore o un germoglio.”

Il Sole, commosso da quelle parole gli concesse la nuvola che tanto desiderava.

Piovve per molti giorni ma nessuna vita era ancora spuntata su quella terra desolata.

Sempre più triste la terra diede ascolto ai consigli di un uccello migratore e chiese aiuto alla Luna, quella notte stessa.

“Cara Luna, donami una stella che indichi a qualche buon pastore le mie terre, per seminarle e far pascolare le sue pecore.”

La Luna esaudì prontamente il suo desiderio e la mattina stessa un pastore col suo gregge passò per le sue terre ma vedendole così aride e senza vegetazione andò via scontento.

La terra era oramai rassegnata alla sua solitudine e le sue lacrime bagnarono il suolo.

Pianse così forte e per così tanto tempo che, ai suoi piedi, si formò una profonda pozza d’acqua.

Una notte di luna piena sentì ululare un lupo grigio che si avvicinò alla pozza per abbeverarsi.

La terra felice di vedere qualcuno, disse:

“Caro lupo, tu col manto così morbido e lucido, puoi portarmi dalla valle qui accanto un seme da piantare sulle mie terre?”

Il lupo incuriosito dall’insolita richiesta, la notte successiva tornò col seme e aiutandosi con le zampe lo piantò nel terreno.

Passarono mesi e quel seme divenne un germoglio e da quel germoglio nacque poi uno splendido papavero rosso che crebbe forte e alto finché, diffondendosi, creò una ricca valle.

La terra, felice, ogni mattino col suo bacio materno, ricopriva i suoi figli di fresca rugiada.

La notizia dell’esistenza della valle dei papaveri rossi si estese molto lontano e arrivò all’orecchio di una piccola bambina e del suo papà.

L’uomo si mise in cerca di quel luogo e trovandolo rimase emozionato alla vista di quella immensa distesa rossa.

Si chinò a raccogliere un fiore per farne dono alla sua piccola una volta tornato a casa ma nel raccoglierlo gli sentì dire: “Ahi, mi stai stropicciando tutto il vestito. Perché mi vorresti portare via dalla mia terra?”

Il papà, dispiaciuto, rispose: “Scusami fiore. Volevo donarti alla mia bambina che sta aspettando il mio ritorno.”

La terra ascoltando quelle parole volle intervenire ed ella stessa gli porse un papavero rosso dicendo: “Sei buono, non volevi turbare l’armonia della mia valle. Ecco a te un fiore ma attento, insieme ad esso, donale anche un ricordo.”

Il papà non capì quelle parole e ringraziando andò via.

Durante il viaggio di ritorno guardando quel papavero gli venne l’idea di trasformarlo in una ballerina con il capo nero e la grossa gonna di petali rossi.

Così facendo arrivò a casa e donò il fiore alla bambina.

Ma la terra aveva ragione e senza nemmeno accorgersene con quel semplice gioco aveva donato anche un ricordo.

Così ogni qual volta la bambina, ormai cresciuta, avesse visto in un campo una distesa di papaveri avrebbe prima o poi scorto,  in mezzo agli altri, la sua ballerina dai petali rossi.

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