Il contadino e il calzolaio
In un piccolo paese due amici Poldo, un astuto contadino e Paride, un umile calzolaio, discutevano del più del meno. “Si mormora che al di là del fiume ci sia un grande castello, esso verrà… Il contadino e il calzolaio
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "saggezza popolare", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
In un piccolo paese due amici Poldo, un astuto contadino e Paride, un umile calzolaio, discutevano del più del meno. “Si mormora che al di là del fiume ci sia un grande castello, esso verrà… Il contadino e il calzolaio
Un signore, che non curava nè punto nè poco le sue cose, aveva una tenuta che gli rendeva circa cinquecento sterline.
Stretto dai debiti, vendè metà della fattoria e affittò per vent’anni la metà che gli era rimasta, ad un solerte agricoltore.
Venuto il termine dell’affitto, l’agricoltore richiese al gentiluomo se volesse vendere quella parte del terreno che ancora possedeva.
” Come! E voi vorreste comprarlo?”
Domandò meravigliato il signore.
L’agricoltore rispose: ” Perchè no? Se ci troviamo d’accordo.”
Nanni e Peppe erano due contadini che avevano sempre coltivato la terra con amore e buona volontà. Nanni non era molto sveglio e spesso seguiva i consigli di Peppe che invece dava, in ogni occasione, la prova della sua intelligenza e delle sue capacità decisionali.
Esisteva, in quel tempo, l’autorità del Pater Familias che nessuno metteva in discussione, tranne forse Peppe che recalcitrava alle imposizioni comportamentali non sempre condivisibili. La filosofia contadina non aveva dubbi o incertezze, andava al cuore dei problemi con la stessa sicurezza dei lunari per la semina o la raccolta. Nanni seguiva di buon grado i consigli, o meglio gli ordini, senza obiezioni. Peppe era in continuo conflitto con le regole che avevano da sempre ingabbiato le aspirazioni dei giovani, impedendo quella sana evoluzione che il tempo ormai reclamava.
I tempi del lavoro nei campi erano dettati dalla sapienza contadina che annotava e tramandava oralmente le esperienze millenarie di un’attività che aveva trasformato l’uomo da cacciatore nomade a contadino stanziale.