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Tutte le fiabe che parlano di "nonno"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "nonno", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Il Natale più bello

Drinn… drinn…

Suona la sveglia sul comodino e sembra dire: «Alzati presto mio bel bambino, non fare il pigrone e scalcia il piumone!».

Ma stamattina a Marco non pesa sentire la sveglia che trilla! Gli occhi spalanca e ha già un bel sorriso stampato sul viso, perché mancano solo due giorni a Natale e in viaggio si mette per trascorrere tutte le feste a casa del nonno, che per lui è il più importante del mondo perché è un capitano di lungo corso.

Nonno Alfonso ne ha di storie da raccontare! Son tutte fantastiche e ben si addicono ad un temerario lupo di mare, che a bordo della sua nave ha esplorato ogni baia sperduta ed ogni porto anche se piccolo e nascosto.

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Il bosco di Connemara

Era un autunno di tanto tempo fa, un autunno come tanti, quando i colori delle foglie si tinteggiavano dei colori più caldi come per prepararsi al rigido inverno.

L’aria fresca del pomeriggio era solita formare una nebbiolina che si diradava tra i vecchi rami degli alberi nel fitto bosco di Connemara, in Irlanda.

Popolato da una grande varietà di essere viventi, Connemara non era un bosco come gli altri, aveva qualcosa di speciale che nemmeno gli abitanti della contea sapevano spiegare.

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Valentina e i biscotti di nonna Anna

Un pomeriggio, dopo la scuola, Valentina ando’ a trovare nonna Anna.

Ciao nonnina , mi aiuti a preparare dei biscotti per nonno Santino?

Certo….. Valentina prendo gli ingredienti

Valentina e la nonna incominciarono a prepare i biscotti con farina, uova, zucchero, burro e vaniglia.

Già si sentiva un buon profumo che aumento’ quando i biscotti uscirono dal forno.

Valentina mise i biscotti fumanti in un vassoio e li portò a nonno Santino.

Appena li vide ne mangiò subito uno ed esclamò “Che cosa avete messo in questi biscotti???”

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Nonno Mario

Il signor Mario è veramente un super nonno. I suoi nipotini Giada e Michele gli vogliono un mondo di bene, e passano insieme a lui interi pomeriggi spensierati e creativi. I piccoli, dopo aver finito i compiti, si fiondano nella stanza del nonno e insieme giocano fino a sera, quando la mamma ritorna a prenderli da una giornata di lavoro.

-Nonnino, che storia ci racconterai oggi? –esclama Michele già entusiasta.

-Sarà bella come quella del gattino di ieri? – dice Giada.

Nonno Mario ci pensa un attimo, poi, come per magia, estrae dal suo cappello color grigio un cartoncino e lo legge.

-Ora vi racconterò la storia di un coniglietto chiamato Carotino- fa il nonno. Mentre la racconta, i due bambini lo fissano con la boccuccia aperta, appoggiati alle sue gambe, bene attenti a non perdersi nemmeno un pezzettino della storia.

Quando invece Giada e Michele sono un po’ agitati, nonno Mario tira fuori da un vecchio cassetto una tovaglia color zafferano e l’appoggia sul grande tavolo di legno del salotto.

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Iris

Tra le nuvole rosa
spuntò un arco gioioso
variopinto e profumato
nell’azzurro novello.

Iride, la dea messaggera
ci annunciò
la lieta novella

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C’è un tonno, nonno!

Un bel giorno con mio nonno
ho visto nel mare qualcosa nuotare
e mio nonno disse: un tonno!
e tutto il mare lo sentì urlare.

Il pesce grosso nel mare mosso
Vuole scappare nel mezzo del mare
come un pesce rosso a più non posso
decise di andare a energia solare.

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Il cestino dell’uva

All’angolo della via, ogni giorno vedevo un vecchietto: stava appoggiato al muro, dalla parte del sole, a chiedere l’elemosina. Più di una volta ho cercato di parlargli, ma lui non poteva rispondermi perchè era muto. Aveva due occhi celesti piccoli e ridenti.

Quando mi vedeva da lontano, cominciava a sorridermi e mi faceva festa con gli occhi e con le mani.

Un giorno si fermò vicino al vecchietto un furgoncino, dal quale un garzone scaricava cassette di uva fresca venuta dalla campagna. Il garzone le portava in un negozio accanto. Mentre il vecchietto guardava quel lavoro, gli occhi gli brillavano ed io pensavo: – Quanta gente in questo mese va a vendemmiare! Forse questo poveretto ricorda qualche vendemmia fatta con gli amici quando era giovane.

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Una grandiosa battuta di caccia // Vocenovella

Capanna Tassoni pare un fungo incastonato tra le querce, ai margini del grande bosco, con il suo tetto di paglia che l’umidità rende scintillante. Dal comignolo di pietra fuoriesce il solito sbuffo di fumo ad indicare che il camino stia facendo il suo dovere. Per un Pellegrino questa è sempre una bella visione.

Passo, fingendo di nulla, tra quattro carrozze ferme che esibiscono stemmi nobiliari scintillanti d’oro. Al margine della radura una folla di cavalieri, battitori, paggi e servitori.

I bei cavalli vengono accuditi, rifocillati e strigliati. Due uomini lucidano i finimenti di cuoio.

Un apparato del genere può voler dire solo una cosa, miei arguti Lettori, il Conte Pietrino dei Pugini, signorotto del luogo,  è venuto fin quassù per una battuta di caccia nel Bosco.

Qui tutti gli episodi de “Il nonno e il peste“.

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare la vocenovella.

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Uno strano Cappuccetto

Come trascorrere un piovoso pomeriggio d’autunno, in quel di Gorizia? Chiudersi in casa sarebbe un’idea, magari davanti ad una tazza di te o di cioccolata calda. La piccola Matilde e il nonno Armando trascorrevano così tutti i pomeriggi d’ottobre e l’autunno passava davanti alla loro finestra, velocemente e in punta di piedi.

“Nonno, nonno … come giochiamo oggi?” Chiedeva Matilde, ancora sudata per l’ultima corsetta intorno alla stanza.

“Posso raccontare una storia” rispondeva il vecchio Armando, che tentava inutilmente di leggere il giornale. “Ti racconto la fiaba di Cappuccetto rosso o quella di Biancaneve. Quale preferisci?”

“Ufffffffffff … sempre le stesse storie. Basta! Sono stanca e mi annoio” sbuffava la bimba, con il muso ancora sporco di cioccolato.

“Scommetto che questa non l’hai mai sentita” disse allora il nonno, ormai rassegnato a chiudere definitivamente la Gazzetta. “C’era una volta, in un paese lontano, una bimba che indossava sempre un mantello ed un cappuccio verdi, e per questo tutti la chiamavano Cappuccetto verde.

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Per Edo

Pochi mesi e tanto bello

vispo e allegro già lo vedo.

Arrivò col freddo inverno

pacioccone e cicciottello

gioia di mamma e di papà

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Le tre porte

Ci sono stanze che non ti puoi dimenticare, stanze ricche di ricordi , di magia, di sogni, di speranze, di poesia, di profumi. Per anni la porta dello studio di ricerche di mio nonno era rimasta chiusa e in parte sepolta e sbiadita nella mente della mia famiglia.

Mio nonno James mi chiamava Sella e da allora a nessuno importa se il mio vero nome fosse Claire perché ( così rispondeva mio nonno) entrambi hanno a che fare con la luce.

Proprio un anno fa, dentro ad un cassetto di un antico mobile di legno posto in un angolo del salone, dove i raggi del sole amavano scontrarsi, trovai una chiave; già, quella chiave dimenticata, quella chiave che avrebbe aperto quella “porta chiusa”.

Finalmente avrei potuto anche io impreziosire quelle mura di nuovi ricordi, di nuovi sapori, profumi che porteranno di nuovo in vita la memoria di quel “divoratore” di libri che era mio nonno, professore di arte e archeologo famoso.