04Feb
2013
cestino-uva

Il cestino dell’uva

Fiaba di: Gwen

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La fiaba

All’angolo della via, ogni giorno vedevo un vecchietto: stava appoggiato al muro, dalla parte del sole, a chiedere l’elemosina. Più di una volta ho cercato di parlargli, ma lui non poteva rispondermi perchè era muto. Aveva due occhi celesti piccoli e ridenti.

Quando mi vedeva da lontano, cominciava a sorridermi e mi faceva festa con gli occhi e con le mani.

Un giorno si fermò vicino al vecchietto un furgoncino, dal quale un garzone scaricava cassette di uva fresca venuta dalla campagna. Il garzone le portava in un negozio accanto. Mentre il vecchietto guardava quel lavoro, gli occhi gli brillavano ed io pensavo: – Quanta gente in questo mese va a vendemmiare! Forse questo poveretto ricorda qualche vendemmia fatta con gli amici quando era giovane.

Mi venne un’idea; entrai nel negozio, comprai un cestino pieno di uva bianca e ci misi sopra delle foglie fresche di vita, perchè l’uva avesse l’aria d’essere uscita allora dalla vigna.

Mi avvicinai al vecchietto e gli dissi:

-Voglio che vendemmiate anche voi, nonnino – e gli porsi il cestino colmo.

I suoi occhi ora si posavano sui grappoli d’oro, ora si posavano su di me e le mani tremanti accettarono la piccola vendemmia.

-Arrivederci e state bene! – gli dissi.

Egli mi salutò e ringraziò con segni della mano.

I suoi occhi celesti, piccoli e ridenti, mi accompagnarono mentre mi allontanavo.

***
Fiaba tratta da un vecchio libro di scuola. 

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