Tutte le fiabe che parlano di "occhi"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "occhi", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Gillo Talpa e gli occhi di riserva // Audio fiaba
L’audio fiaba è realizzata dall’Associazione CulturAbile, scritta e letta da Loredana Simonetti.
Lungo il sentiero che costeggia il Rio delle Cicale, Gillo Talpa, seduto sul tronco di una quercia secolare, ormai a riposo, tiene compagnia ai suoi pensieri, assaporando il clima mite degli ultimi giorni di primavera.
Le zampe poggiano su un piccolo bastone, che fa ciondolare un po’ a destra e un po’ a sinistra, con cadenza regolare, come se accompagnasse un motivo musicale; il pelo, color castano, è opaco ma, nonostante abbia perso la sua lucentezza, è morbido e ordinato. Gillo, nella sua assoluta cecità, ha un aspetto sereno.
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Il cestino dell’uva
All’angolo della via, ogni giorno vedevo un vecchietto: stava appoggiato al muro, dalla parte del sole, a chiedere l’elemosina. Più di una volta ho cercato di parlargli, ma lui non poteva rispondermi perchè era muto. Aveva due occhi celesti piccoli e ridenti.
Quando mi vedeva da lontano, cominciava a sorridermi e mi faceva festa con gli occhi e con le mani.
Un giorno si fermò vicino al vecchietto un furgoncino, dal quale un garzone scaricava cassette di uva fresca venuta dalla campagna. Il garzone le portava in un negozio accanto. Mentre il vecchietto guardava quel lavoro, gli occhi gli brillavano ed io pensavo: – Quanta gente in questo mese va a vendemmiare! Forse questo poveretto ricorda qualche vendemmia fatta con gli amici quando era giovane.
I pesci non chiudono gli occhi // Erri De Luca
“I pesci non chiudono gli occhi”, di Erri De Luca edito da Feltrinelli, è un romanzo autobiografico, dalla scrittura facile che molto spesso diventa pura poesia e racconta della natura, della natura umana e delle passioni. Il movente di tutte le storie di E. De Luca è:“Riacciuffare un pezzo del passato e costringerlo ad esserci di nuovo.”
Mi piace riportare la trama scritta sulla copertina del libro
“ A dieci anni l’età si scrive per la prima volta con due cifre. È un salto in alto, in lungo e in largo, ma il corpo resta scarso di statura mentre la testa si precipita avanti. D’estate si concentra una fretta di crescere. Un uomo, cinquant’anni dopo, torna coi pensieri su una spiaggia dove gli accadde il necessario e pure l’abbondante. Le sue mani di allora, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano.”
Ho letto e riletto questo libro con piacere, forse perché mi rimanda ad una esperienza scolastica, un laboratorio di clinica dell’apprendimento, “Sum, ergo cogito”, un’esperienza molto coinvolgente e stimolante che ho svolto insieme ad altri colleghi, in cui il testo narrativo diventava un “pretesto” per alunni e insegnanti, per raccontare e raccontarsi, per ascoltare e ascoltarsi, in un clima di condivisione di idee e di emozioni.










