Vai al contenuto

Tutte le fiabe che parlano di "felicità"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "felicità", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

benvenuta-margherita

1 + 1 = 3

C’era una volta un mondo fatto di 1 + 1 = 2 dove tutti vivevano sereni nelle proprie certezze, ma anche nella consapevolezza, per quanto bella a volte noiosa, del sapere che 1 +1 = 2 oggi e pure domani.

Ci fu poi un bel giorno in cui ti guardò con quel sorriso che fa perdere ogni punto di riferimento anche alla mente più matematicamente convinta che 1 + 1 faccia 2.

Da quel giorno 1 + 1 fece 3  e un leggero profumo, embrionale, di fiore primaverile era nell’aria. Come una piccola margherita che ancora deve sbocciare, ma che inizia a farsi spazio nell’amniotico tepore di madre terra.

Niente principi e principesse, sarebbe troppo fiaba e si potrebbe persino credere che esista solo nell’immaginazione. Invece quel 3 è concreto, palpabile, si muove, vive e cresce. Sono quasi convinto di averlo persino visto sorridere.

E’ un 3 sempre più tondo, con quella sua aura da numero perfetto che illumina gli occhi di 1 e 1.

Basta poco a pensare che 1 + 1 abbia sempre fatto 3, ci si abitua ad un pensiero che inizi a cullare ancora prima di poterlo fare davvero.

1 + 1 = 3

principe felice 1

Il principe felice

Alta sulla città, in cima ad un’imponente colonna, si ergeva la statua del Principe Felice. Lui era tutto coperto di sottili foglie d’oro finto, come occhi aveva due zaffiri lucenti, e un grande rubino rossi… Il principe felice

gigante-egoista-wilde-1-hr

Il gigante egoista

Tutti i pomeriggi, quando uscivano dalla scuola, i bambini avevano l’abitudine di andare a giocare nel giardino del Gigante.

Era un giardino spazioso e bello, con morbida erba verde. Qua e là sull’erba si trovavano bei fiori come stelle, e vi erano dodici peschi che a primavera si aprivano in delicate infiorescenze rosa e perla, e in autunno portavano ricchi frutti. Gli uccelli posati sugli alberi cantavano in così dolci suoni che i bambini solevano interrompere i loro giochi per ascoltarli. – Come siamo felici qui! – gridavano l’un l’altro.

Il gigante egoista

pierina-porcellino

Pierina e il porcellino

In una soleggiata giornata di primavera nacque una bambina di nome Pierina. Alla nascita di un figlio, mamma Adriana e papà Patrizio, festeggiavano l’evento acquistando un animaletto da far crescere nella loro casetta di campagna. Nella loro casetta c’erano il pony Aurelio, la capretta Gina, la mucca Paola, la gallina Giuditta, il gatto Mario ed il cane Aldo. Per la loro settima creatura mamma e papà decisero di acquistare un porcellino nano. D’accordo con i bambini più grandi chiamarono il porcellino “Danilo”.

Tutti gli animaletti di casa avevano un nome da essere umano perché erano considerati membri della famiglia. Gli animaletti erano accarezzati da tutti, potevano entrare nella casetta ed a volte c’era anche qualche bambino che si addormentava stretto stretto ad un simpatico animaletto.

 

La piccola Pierina era molto carina, era bella paffuta e sorrideva sempre. Il porcellino era piccolo piccolo, con orecchie dritte ed aguzze ed il colore del mantello era bianco.

Pierina e il porcellino

tre-cose-solamente

Tre cose solamente

Io mi sento fortunata…. perché? Mangio ,amo e rido .
Son tre cose solamente ma ti cambiano la vita.
Se non mangi è un dispiacere , ci son cose buone assai!
Come fai a rinunciare a tagliatelle con ragù?

Se ci metti un” secondino” stai sicuro che non sbagli e
poi anche un bel dolcino se ne avevi proprio voglia.
Eeeh… ma basta qua, andiamo oltre: tu mi chiedi perché amo?
Perché vivere d’amore è una cosa favolosa,
lo puoi dar continuamente e se poi è quello vero…è sublime veramente!

Tre cose solamente

rosa-cuordipetalo-mondo-delle-piccole-cose

Rosa CuorDiPetalo e il mondo delle piccole cose.

Rosa CuorDiPetalo profumava d’acqua di rose, era piccola e delicata come un bocciolo vestito di rugiada ed era solita portare tra i capelli una piccola rosa.

Per molti era una bambina come tante, ma alcune persone ben informate dicevano con certezza che fosse una fata venuta da NonSiSaDove.

La piccola Rosa viveva sulla collina, in una minuscola casa circondata da rose e fiori di campo, baciata ogni mattina dal sole e rallegrata dal cinguettio di allegri passerotti.

Rosa ogni mattina riempiva il suo sguardo di meraviglia ammirando il leprotto dal codino bianco, che saltellava lesto dietro al cespuglio, poi ascoltava attenta il tordo zirlare, quindi respirava profondamente l’odore dell’erba tagliata e infine annusava le sue rose per scegliere quella più adatta ad adornare la sua folta chioma.

Rosa CuorDiPetalo e il mondo delle piccole cose.

banca-sogni

La banca dei sogni

In questa fiaba intendo spiegare che quando qualcuno si sveglia e non si ricorda un sogno, non è che non se lo ricorda ma è perché ha finito completamente i sogni. Vi racconto una fiaba a questo proposito.

C’era una volta una bambina molto piccola,di 4 anni, che andava al secondo anno di Scuola Materna, si chiamava Beatrice.

Aveva una famiglia di tre persone: mamma, papà e sorella di 11 anni che andava in prima media, si chiamava Francesca.

Beatrice era molto solare, allegra e spensierata, ma ultimamente i suoi pensieri erano oscurati da un incubo: aver finito i sogni.

Infatti era così ogni notte; Beatrice piangeva, urlava, dicendo che aveva finito i sogni. Ogni notte questo si ripeteva e non c’era modo di calmarla!

La banca dei sogni

dipinto-arcadio

Il dipinto di Arcadio

Arcadio era molto contento del dipinto fatto sulla parete. L’affresco rappresentava un bosco primaverile, ed era così bello che sembrava vero.

Per terra le foglie del vecchio autunno e i germogli verdi appena spuntati, e sui rami c’erano le foglie nuove, di un verde lucente.

Mentre riponeva pennelli colori e tavolozze, Arcadio guardava soddisfatto il suo affresco: la luce della fine del giorno lo illuminava, penetrando dalle finestre opposte della stanza.

Nella casa del Granduca si stava organizzando per la cena e l’ indomani l’opera finita sarebbe stata presentata al Granduca in persona.

Arcadio pensava, e pensando al Granduca gli venne in mente anche la figlia del Granduca, Melissa, e ciò in effetti era il pensiero che lo assillava;  più volte aveva fatto gli occhi dolci a Melissa senza ottenere risposta.

Quando lui lavorava all’affresco, lei, di sovente veniva, accompagnata da ancelle, e stava lì ad osservarlo lavorare, ma mai gli aveva rivolto parola, nonostante le occhiate di Arcadio fossero eloquenti.

Il dipinto di Arcadio

farfalla-ali-dipinte

La farfalla dalle ali dipinte

Un giorno una farfalla si recò da un pittore perché desiderava farsi dipingere le ali più belle, più colorate più … di tutto il creato.

Quindi visitò la prima bottega; era un pittore con dei baffi ricurvi all’insù e con molto vigore dipingeva i suoi quadri.

Guardò ciò che dipingeva e non gli piacque granché, dipingeva persone morte e quindi andò altrove.

Trovò un’ altra bottega è li vi era un omino rinchiuso nel suo mondo, molto serio ed introverso. Guardò i quadri che dipingeva e vide che erano bui e scuri, e privi di colore.

In effetti quello probabilmente era il modo in cui vedeva il mondo.

La farfalla dalle ali dipinte

serata-speciale

Una serata speciale

Il signor Enrico è un uomo in carriera, molto impegnato e molto soddisfatto.

Dirige un’azienda che produce bustine di zucchero, e gli affari vanno a gonfie vele.

I suoi dipendenti lo stimano, nonostante sia un uomo burbero e piuttosto esigente.

La sua famiglia è composta da una moglie casalinga, tre figli scolari, un gatto e un canarino.

In quest’ultimo periodo Enrico è molto impegnato a concludere certi affari con un’azienda con la quale vorrebbe realizzare un gemellaggio, decisione che gli costa molte sere in ufficio a fare conti, preparare relazioni, azzardare previsioni. E molte sigarette. D’altronde, a norma di uomo responsabile e risoluto quale egli è, Enrico vuole avere la situazione sotto controllo, e seguire passo dopo passo i progressi della sua azienda.

Una serata speciale

angolino-magico

Un angolino magico

C’era una volta in un paese lontano… Quante belle favole iniziano così? Tutte storie che raccontano di maghi e di castelli, di principesse e di incantesimi. Ma esiste un angolino magico anche in un paese vicino. Lo sapevate? Questo angolino si trova nella casa di ogni bambino e di ogni bambina. C’è anche in casa vostra, e si chiama cucina.

Vi ricordate della fata Smemorina, nella fiaba di Cenerentola? A lei bastava un “Bibidi, bobidi, bu” per trasformare la zucca in una carrozza. E il mago Merlino, la fata Morgana o la strega di Biancaneve? Quanti filtri magici preparati con brutte cosacce come saliva di rospo o lingue di serpente…  Insomma, quante magie!

Un angolino magico

Il baratto matto

Una filastrocca che insegna il valore della condivisione che ha il sapore di ecologia! L’ecologia a scuola. Scuola dell’Infanzia di Boltiere. Testo e video di Elide Fumagalli. Musica offerta dal canale youtube amicodiverte