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Tutte le fiabe che parlano di "felicità"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "felicità", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

finestra

La finestra di dietro / 3

Il real giocoliere di corte fu nominato seduta stante, in piedi davanti al re regnante, real genio di corte. Il real genio di corte in carica fu declassato a scemo del villaggio, giacchè non era venuta a lui quell’idea brillante e passò alla storia come genio di corte meno duraturo. Entrò nel Guinness, ma il re regnante, per non dare soddisfazione allo scemo del villaggio, ne vietò la pubblicazione con un editto tanto severo che pure la birra ebbe problemi ad essere importata nel regno del re regnante.

Fu così che il re dovette ritirare l’editto per un ubriacante sciopero degli ubriaconi che avevano un ruolo importante nell’equilibrio sociale nel regno del re regnante. Quel loro ondeggiare rendeva il popolo allegro e il re regnante non avrebbe mai voluto avere un popolo triste.

La birra tornò nel regno del re regnante e gli ubriaconi erano di nuovo assiepati tra il capannello di gente uscita dalle proprie capanne per ammirare l’evolversi degli eventi della finestra di dietro.

finestra

La finestra di dietro / 1

“Voglio sapere cosa c’è dietro!”, urlò il re. In fondo, per il re, tutto è legittimo. Il re si fa le leggi da solo, credo pure possa dominare se stesso. Il re ha diritto di sapere cosa c’è dietro. Il re possiede pure il dietro, che detta così non viene bene, ma l’ha detto il re.


“Aprite”, gracchiò il ciambellano con la bocca sporca di zucchero. Sarà stata la ciambella. Ma tutto taceva dietro la finestra. Che poi non so nemmeno come potrebbe parlare il dietro di una finestra. Ma il re è il re.

“C’è un tesoro, ma c’è pure il fantasma lì dietro” disse una canuta passante che sembrava lei stessa un fantasma sopraffatto dal riverbero del muro bianco. “Se lo dice un fantasma, deve essere proprio vero” pensarono le guardie del re, sempre guardinghe e anche un po’ guardone.

leone

Mamma ho visto un leone

Un bambino che vede un leone nello scantinato del condominio è la gioia di chi sa sognare un mondo migliore.

Lui HA VISTO il leone, non l’ha immaginato. Contrastare questa visione è come chiudere i suoi sogni in gabbia. Noi pensiamo che smettere di immaginare sia segno di maturità.

Lui SA che c’è il leone. Noi dovremmo imparare da questa sua consapevolezza e limitarci a sorridere di chi ci dice che avere grandi sogni ti porta inevitabilmente a grandi delusioni.

mare

Il mare

Mi sono sempre chiesto come il mare possa sapere di buono ogni giorno. All’alba o sotto l’arsura del sole allo zenith o al tramonto. E la notte. Quanto amo il mare di notte.

Il mare di notte regala pensieri e libera le emozioni. E’ come guardare dentro un nulla ricco di tutto. E’ guardare l’infinito sentendo la vertigine del vuoto. Via, via, andate via! Non c’è nulla da vedere. L’occhio vuoto fugge, ma l’occhio innamorato resta. Come si fa a non farsi inghiottire da quel nulla che è il mare in una notte senza luna?

Una volta giocavo facile, mi piaceva il mare sotto la luna. A tutti piace il mare sotto la luna. Poi, una notte fredda, ho scoperto il mare senza luna.

Il mare senza luna è giocare a nascondino con la propria anima. E’ un viaggio alla ricerca di sé stessi. E’ sprofondare in un nido amniotico piangendo e ridendo di ciò che si è diventati. Non mi lascia scampo, la mia anima m’aspetta dietro quel maledetto scoglio che fatico a vedere. Sbaglio occhi, lo so, ma l’uomo persevera nei propri errori.