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Tutte le fiabe che parlano di "casa"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "casa", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

blinkie la fata viaggiatrice

Blinkie, la fata viaggiatrice

C’era una volta in un tempo molto molto lontano, una piccola bambina e un bellissimo gatto che vivevano in una grande fungo. Avete capito bene, la loro casa era stata costruita in una grande e… 

lumaca

Lumaca

Come una lumaca scivolo sono sola dentro la casetta nessuno mi cerca mi vede sono nascosta cammino il mio andare è lento cerco un sasso per nascondermi metto un sigillo con la mia bava non… 

gelsomino e gelsomina

Gelsomino e Gelsomina

C’era una volta un bimbo che si chiamava “Gelsomino”, ma che strano nome!Non credete anche voi bimbi!? Eh sì, dovevano proprio piacere i fiori alla sua mamma e al suo papà per averlo chiamato così!… 

orsetto prugna

L’Orsetto Prugna

C’era una volta un piccolo orsetto di pezza che si chiamava Prugna, lui era tutto marrone con una camicia a righe bianca e celeste e un piccolo cuore rosso cucito al centro del suo petto.… 

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La foglia e il vento

Una foglia si stancò di stare sull’albero.

Chiamò il vento e gli disse : “Portami via! Voglio vedere il mondo!”

Il vento la staccò dal ramo e la fece volare nell’aria .

La fece atterrare sull’acqua di un lago di montagna. Diventò una barchetta per due formiche innamorate che fecero un giro.

Il vento accarezzò la foglia di nuovo e la portò su un tetto . Vide tanti uccelli che viaggiavano vicino alle nuvole.

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Il tuo rifugio // Video fiaba

Tratto dal percorso del laboratorio di poesia del programma “Il Contafavole”.

2^ tappa: Il tuo rifugio

Silvia Amaolo, per IL CONTAFAVOLE, c’introduce alla poesia collettiva della classe V^ Scuola primaria 1° ISC, Plesso Collodi, Porto S. Elpidio, in collaborazione con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Giovani; animatore teatrale del Comune Ermanno Pacini; a.s. 2008\9

Ricordi da bambino che avevi un rifugio? Andavi dentro l’armadio o sotto il letto o altro?

Clicca su “Leggi tutto” per guardare la video fiaba.

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Stella Martina

Nel grande firmamento del cielo, tutte le stelle si preparavano all’Alba che da lì a poco avrebbe anticipato l’entrata del Sole.

Sidrone, una tra le più anziane della sfera celeste, si accorse della nascita di una nuova stella e, nel chiarore dell’aurora, esclamò con voce calma: “Benvenuta tra gli astri, piccola mia! Come stai?”.

La nuova stella restò interdetta: era ancora disorientata e scombussolata; non capiva bene chi avesse parlato, né da dove provenisse la voce.

In più non comprendeva bene in quale luogo si trovasse; forse era notte, per via del buio profondo delimitato soltanto da piccole fiammelle tutt’intorno; o forse era giorno, per via della luce, calda e accogliente, che proveniva dalla sua sinistra.

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Ottavio e il calzino a pois blu

Il piccolo Ottavio amava la sua casetta a forma di guscio di noce … la mattina poteva scendere dal suo lettuccio e scivolare fino al tavolo della colazione senza fare un passo!

Si metteva a gambe distese e, appoggiandosi alla parete curva, approdava al suo posto di comando sulla sua seggiola preferita: “senza latte e biscotti non si può cominciare la  giornata!”, dichiarava ogni mattina Ottavio al suo fedele Pelus, un coniglietto nero come il carbone che lo seguiva dappertutto.

I vicini di casa lo avevano avvertito: “una casa a guscio di noce proprio non si era mai vista in questo quartiere!, certo è molto bella, ma vedrai quanti oggetti ti scivoleranno dalle pareti senza che tu te ne accorga!”.

Una mattina Ottavio, mentre temperava le sue matite colorate, sentì una vocina lontana borbottare: “Lo sapevo, prima o poi doveva pur capitare!, sistemati ben bene nel cassetto non si corrono rischi, ma quando quel bimbo disordinato ci lascia tutti sparpagliati per la stanza, qualcuno di noi si perde sempre!”.

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Notte a casa Cipolloni

È notte fonda e tutti dormono, ma a casa Cipolloni accade qualcosa di magico.

“Ecciù!!!”, starnutisce un raffreddato vaso di fiori da sopra un umido davanzale.

Una poltrona si stiracchia tutta indolenzita e, con tono un po’ lagnoso, borbotta: “Ohhh povera me! Ho dovuto sopportare per ben 5 ore quella grassona della Signora Olga, e adesso guarda qua come sono ridotta: uno straccio!”

“E cosa dovrei dire io?”, le fa eco un anziano divano brontolone dall’aria alquanto seccata. “Quei due bambini pestiferi hanno saltato sulla mia povera pancia per tutto il santo giorno!”

Nel frattempo, un vecchio giradischi inizia a far suonare una dolce melodia sulle cui note cantano, con voce esile ed armoniosa, tre allegri girasoli.

Tutte le finestre della casa si aprono e si chiudono come per battere le mani, e finiscono per svegliare quel pignolo del computer che, stizzito e ancora un po’ mezzo addormentato, grida: “Schhh!!! Che cos’è tutto questo pandemonio? Finirete per svegliare tutti quanti, uffa!!! In questa casa non si riesce mai a riposare in pace. Ho lavorato tutto il giorno, io!”

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Le nozze di Ughetto e Pallina

Nello Cammello nel deserto vagava
con Lillo Gorilla,
in fuga da Bello, Coccodrillo affamato.
Adocchiata a tre miglia la tana di Ciccio Bisonte,
amico fedele di passate bisbocce.
lui dice a Lillo:- E’ la salvezza!
Ancora uno sforzo e ci siamo.
Dai amico mio non disperiamo!-

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Un nuovo amico

Un giorno il piccolo pulcino giallo allegro disse alla sua mamma orsa:

– “ Mamma, ho deciso.Vado a cercare il tesoro!Non so quanto ci metterò a trovarlo, so solo che devo farlo.”

– “ Tesoro? Quale tesoro?” chiese la mamma.

Il pulcino non la sentì, ormai era già sul sentiero perso nei suoi pensieri.

– “ Chi sa come sarà il mio tesoro? Brillerà come la luna? Peserà come una roccia?”

Il pulcino camminava..camminava..

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Ed è così bianco come la neve

Dana vive in una palla di vetro. Una di quelle con la neve dentro, che si trovano sotto l’albero la mattina di Natale, di solito regalate da una vecchia zia che non vediamo da troppo tempo.

Una casetta che sembra di marzapane, gialla e rossa, con il fumo che esce dal camino. Un abete imbiancato dalla neve finta. Una piccola staccionata di legno chiaro. Una strada deserta che non porta da nessuna parte. È tutto qui il mondo di Dana.

Lei si sveglia la mattina ed esce dalla piccola porta rossa, alza il viso verso il cielo e la neve chimica le brucia le ciglia. Intorno è tutto silenzio, prova a parlare e la sua voce rimbomba come in una scatola chiusa. Appoggia le mani sul vetro curvo che delimita tutto il suo universo, le palme rivolte verso l’alto. Soffia sul vetro per farlo appannare, scrive piano con il dito qualcosa che nessuno leggerà mai, forse una richiesta d’aiuto, forse una preghiera, forse le parole di una canzone che le sembra di aver sognato la notte scorsa, una cosa completamente senza senso ora che ci pensa, dato che non esistono canzoni né musica di alcun genere lì dentro.