24Apr
2013
stella-martina

Stella Martina

Fiaba di: francesco

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La fiaba

Nel grande firmamento del cielo, tutte le stelle si preparavano all’Alba che da lì a poco avrebbe anticipato l’entrata del Sole.

Sidrone, una tra le più anziane della sfera celeste, si accorse della nascita di una nuova stella e, nel chiarore dell’aurora, esclamò con voce calma: “Benvenuta tra gli astri, piccola mia! Come stai?”.

La nuova stella restò interdetta: era ancora disorientata e scombussolata; non capiva bene chi avesse parlato, né da dove provenisse la voce.

In più non comprendeva bene in quale luogo si trovasse; forse era notte, per via del buio profondo delimitato soltanto da piccole fiammelle tutt’intorno; o forse era giorno, per via della luce, calda e accogliente, che proveniva dalla sua sinistra.

Ancora confusa, la povera stella udì nuovamente quella voce calma e risoluta: “Allora, come stai?Dico a te piccolina, ti senti bene?”.

“Sì, sì, mi sento bene …” rispose la stella stupendosi della sua stessa sottile vocina “Dove mi trovo?”.

“Ohibò!” Disse Sidrone rassicurandola “Non lo vedi?Guarda bene, davvero non riconosci questo luogo? Sei tra le stelle più antiche dell’Universo! E ora anche tu appartieni al firmamento splendente”.

Ancora un po’ spaesata la piccola stella si guardò intorno e si rese conto che quella voce aveva ragione: migliaia, anzi milioni di astri luccicavano come fiammelle nel blu profondo dello spazio; stelle, più o meno grandi, più o meno luminose, facevano capolino le une dietro le altre a volte così vicine da riscaldare, altre così lontane da far venir freddo.

Viste tutte insieme, però, creavano un mosaico di puntini scintillanti che, mossi dal vento solare in rivoli dorati, apparivano come le onde del mare in un turbinio spettacolare di colore.

Pian piano iniziò a sentire altre voci, gioiose, serene, scherzose, parlare tra loro; non era un frastuono, ma quasi una dolce melodia: erano le altre stelle che giocavano con la Luna.

Avvolta dalla calda e tenera luce di Sidrone, la piccola stellina posò il suo sguardo su un pianeta dall’intenso colore azzurro che non brillava di luce propria, ma era avvolto da nuvole bianche che lo proteggevano dai forti raggi del Sole; tondo nella sua forma, sembrava respirare lentamente soffiando verso l’alto aghi di pino che subito si tramutavano in filamenti argentei.

“Sì, adesso ho capito!” esclamò allegra la piccola stella “Sono in cielo, anzi nel firmamento dorato! E mi sento bene, sì, proprio bene!”.

Poi rivolgendosi a Sidrone disse: “E tu chi sei?”.

“Il mio nome è Sidrone, sono una stella appartenente alla volta celeste. Sono molto felice di far la tua conoscenza e mi rallegro del fatto che tu ti senta bene”.

“Anch’io son contenta di averti conosciuto ” Rispose la piccola continuando a chiedere informazioni “Dimmi, cosa ci faccio qui? Chi sono io? Da dove provengo? Da dove vieni tu?”.

Sidrone con tono bonario le disse: “Cosa ci fai qui, io non lo so; posso dirti il perché io sia qui e da dove vengo. Ebbene io provengo dallo stesso luogo dove prima eri tu”.

Con le idee confuse, la piccola stella cercava di trovare risposta a questa situazione ponendo sempre le stesse domande a Sidrone che, sorridendo la rassicurava: “Lo credo bene che tu sia confusa, piccola mia!Ohibò, son cinque minuti che sei qui e già vuoi sapere mille cose!Non preoccuparti, ci son qui io ad aiutarti; succede sempre cosi quando nasce una stella!”.

Stupita e incredula la piccola esclamò: “Una stella?Sono una stella?”.

Ridendo Sidrone rispose: “Certo!Sei una stella!Perché cosa pensavi di essere?”.

“Non so forse una voce …” Disse la stellina arricciando un rivolo di luce.

“Ma no, sciocchina, come una voce? Le voci non possono pensare, ascoltare, parlare, illuminare ” Rispose Sidrone col suo modo garbato e affettuoso.

La stellina, pensierosa, rimase in silenzio per un po’.

Non le era ancora chiara tutta la situazione e pur sentendosi bene, aveva bisogno di sapere chi fosse.

“Come mai sei silenziosa?Ho forse detto qualcosa che non va?” disse teneramente Sidrone.

“No, non pensarlo nemmeno ” esclamò la piccola stella “Tu sei così gentile e buona con me.

Mi sento in pace qui, circondata dalla bellezza del firmamento, ma vorrei sapere il perché della mia presenza qui e come stella per giunta!”.

Sidrone allora le disse: “Perché sei una stella?Ohibò, un fiore forse si domanda perché è un fiore o un uccello perché vola?”.

“Dici bene, ma vedi io mi sento così confusa. Perché non ricordo chi sono?”.

“Dolce stellina, non preoccuparti, presto ricorderai ogni cosa, ne son sicura. Ora cerca di riposare un po’, nascere è una fatica!”.

Così la povera stellina, rassegnata, decise di passeggiare attraverso la Via Lattea, se non altro per distrarsi un po’.

Ovunque vi erano stelle che sorridenti si divertivano gioiose: due di loro cantavano e saltavano la corda; una suonava il violino argentato; altre, ancora, raccoglievano frammenti di stelle intrecciandole a mo’ di ghirlande.

Vedendo ciò, la piccola stellina, si rasserenò molto e sedutasi su una grossa meteora, tornò a osservare quel pianeta azzurro che tanto la incuriosiva.

Lo fissava attentamente, da lì sembrava una torta di crema tutta da mangiare!Le macchie di verde che si vedevano spuntare a tratti, invece, sembravano proprio una montagna di caramelle tutte da gustare!Poi quella sottile coltre di nuvole bianche, simili allo zucchero filato, svanì all’improvviso in modo tale da poter consentire una visione migliore di quello strano pianeta.

Infatti, a poco a poco, riuscì a vedere le strade, le automobili, i grattacieli, i ruscelli, i laghi, e tanti piccoli omini che diventavano sempre più grandi come il resto delle cose.

“Accipicchia!” Pensò la piccola stella “Posso vedere ogni cosa da quassù! E con precisione millimetrica!”.

A un certo punto si soffermò, con lo sguardo, su una casetta dal tetto rosso, un giardino fiorito che le girava intorno, quattro alberi da frutta, e una cuccia dalla quale fuoriusciva solo la testolina di un cagnolino addormentato.

“Ora ricordo!Sì!Ora so da dove vengo e chi sono!” esclamò la piccola stellina “Io abito lì! Quella è la mia casa, il mio giardino, e quello lì, sì, è Poppy, il mio cagnolino!”.

Corse subito da Sidrone e gli mostrò la casetta dal tetto rosso.

Le raccontò le sue giornate e le avventure trascorse lì, sulla Terra.

La stella anziana ascoltò con piacere tutti i ricordi della piccola stellina che però andava intristendosi man mano che proseguiva nel racconto.

“Perché non sorridi più?” Le chiese Sidrone “Perché sei triste?Dimmi “.

“Sto ricordando tutta la mia vita “.

Disse la piccola stella.

“Non era quello che volevi?”.

“Sì, ma vedi io lì ci son cresciuta, c’è la mia famiglia, i miei amici.

E ora sono qui, sono una stella “.

“Perché vedi un problema dove in realtà non c’è?” esclamò Sidrone “Tutti noi veniamo dallo stesso luogo, dalla Terra, come l’hai chiamata tu; tutte le persone alla fine giungono qua, e nel frattempo c’è bisogno che tu sia felice in modo da darti da fare qui. Sai, c’è molto da lavorare in cielo!E sulla Terra, sì, anche lì hanno tante cose da fare. Perciò non preoccuparti, non essere triste “.

La piccola stellina continuava a guardare la sua casetta, non era in fondo triste, soltanto le dispiaceva di aver lasciato soli i suoi cari.

“Non devi dispiacerti per loro” disse Sidrone “Essi non sono soli e neanche tu lo sei.

Avete l’amore che vi unisce.

E poi, mia piccola stellina, come ti ho già detto, qui c’è molto da fare!”.

“Che cosa dobbiamo fare qui?” Chiese la stellina.

“Qualunque cosa, come hai già avuto modo di vedere!” rispose Sidrone con la sua solita voce tranquilla “In particolar modo, però, osserviamo quest’azzurro pianeta, la Terra, vegliando sulle persone che vi abitano “.

“Capisco ” Esclamò la piccola stellina “Siamo come gli Angeli?”.

Sorridendo Sidrone rispose: “In un certo qual modo … Vedi, noi siamo la Buona Stella, ossia proteggiamo e guidiamo tutte le persone che un giorno verranno qui da noi. Esse, come te e me, diventeranno stelle eterne. Nulla sarà più brutto ma Tutto diventerà luminoso e gioviale come l’intero firmamento”.

Allora la piccola stellina sorrise e abbracciò, in un vortice di luce bianca, l’anziana stella Sidrone; aveva compreso, finalmente, di non essere sola e che il suo compito era di vegliare su i suoi familiari affinché, felici, potessero vivere la loro vita in attesa di riunirsi tra gli astri luminosi dell’Universo.

Serena e gioiosa, la piccola stellina aveva così trovato una nuova famiglia, una nuova casa e di sicuro una nuova mamma.

Sorridendo ancor di più, corse verso le stelle che giocavano spensierate, ma fermandosi di colpo, si voltò verso Sidrone e le disse:”Martina! Il mio nome è Martina! Ora ricordo tutto di me!”.

“E’ un bellissimo nome, piccola mia!” Rispose commossa l’anziana stella.

Martina salutandola con la mano raggiunse le altre stelle e unitesi a loro giocò felice avvolta dal manto notturno del cielo.

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