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Tutte le fiabe della categoria "Le vostre fiabe"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi appartenenti alla categoria "Le vostre fiabe", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Il ponte sospeso tra inverno e primavera

Nel bosco di Lilybets c’e’ un antico ponte avvolto dall’edera e coperto da candide nuvole.Lo aveva creato, tanto tanto tempo fa, una strega di nome Betulla D’Argento. La strega, dal viso spigoloso e rude color argento, si divertiva a beffare gli abitanti del bosco ideando continuamente trappole e strategie. Un giorno, mentre osservava divertita una battuta di caccia, rimase incantata dal Principe del bosco che primeggiava veloce sul suo cavallo bianco.Cosi’, assunto

l’aspetto di un’incantevole fata, decise di ammaliarlo donandogli tutto cio’ che poteva facilmente leggere nel profondo del suo cuore.

La strega, pero’, sapeva che, una volta all’altare, nessun inganno avrebbe potuto durare, cosi’quando il principe la chiese in sposa decise di rivelargli il suo inganno e si mostro’ in tutta la sua bruttezza nell’animo e nell’aspetto.

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E’ arrivata la primavera

E’ una bella giornata: il sole splende, gli uccellini cantano e l’Orso Filippo si sveglia.

Per tutto l’inverno ha dormito ben coperto nel suo lettino e adesso ha molta fame e

tanta volglia di correre, saltare, rincorrere le farfalle nel prato.

Dentro alla tana, l’orso Balù sta ancora dormendo.

E, nonostante l’orso Filippo lo chiami gridando in continuazione, non sembra volersi svegliare.

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La storia delle due amiche

C’erano una volta due ballerine, che si chiamavano Giulia e Camilla.

Loro erano migliori amiche, vivevano a Parigi ed erano molto famose.

Abitavano in una casa molto grande e bella, con la piscina, il giardino, ecc…    

Loro avevano un mezzo magico: un cane di nome Snooppy che quando capiva che c’èra bisogno di aiuto, si trasformava in un drago. Un bel giorno stavano andando alle prove per il prossimo saggio e all’entrata comparve una strega che non le fece entrare. Giulia e Camilla gli chiesero dolcemente.

La strega allora rispose:, e allora preso lo scetro e disse che le avrebbe trasformate in topi brutti e puzzolenti.   Il loro cane Snooppy allora come un fulmine andò dalle due ballerine per salvarle, però arrivò troppo tardi e anche lui divenne un topo.  

Ad un tratto apparve il ballerino Erik  che con gesto amirevole assalì la strega Amelia, le prese lo scetro e lo ruppe. Così l’ incatesimo svanì e sia le ballerine che Snooppy tornarono normali.

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Atlantide

C’era una volta Atlantide. Era un continente bellissimo, più grande di tutti i cinque continenti messi insieme. I suoi abitanti erano persone pacifiche, calme e generose.

Un brutto giorno uno strano individuo di nome Nemo rubò il Calice Dorato, suscitando l’ira degli Dei, i quali promisero che se Nemo non fosse riuscito a sconfiggere il terribbile Squalo Blu, Atlantide sarebbe stato sommerso per sempre.

Nemo, mortificato, raccontò l’accaduto all’imperatore di Atlantide, il quale, dopo averlo sgridato e avergli fatto pagare 100 denari, gli diede le migliori armi del continente per riuscire a sconfiggere il terribbile Squalo Blu.

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I musicanti di Brema

Un uomo aveva un asino che lo aveva servito assiduamente per molti anni; ma ora le forze lo abbandonavano e di giorno in giorno diveniva sempre più incapace di lavorare.

Allora il padrone pensò di toglierlo di mezzo, ma l’asino si accorse che non tirava buon vento, scappò e prese la via di Brema: là, pensava, avrebbe potuto fare parte della banda municipale.

Dopo aver camminato un po’, trovò un cane da caccia che giaceva sulla strada, ansando come uno sfinito dalla corsa. “Perché‚ soffi così?” domandò l’asino. “Ah,” rispose il cane, “siccome sono vecchio e divento ogni giorno più debole e non posso più andare a caccia, il mio padrone voleva accopparmi, e allora me la sono data a gambe; ma adesso come farò a guadagnarmi il pane?” – “Sai?” disse l’asino. “Io vado a Brema a fare il musicante, vieni anche tu e fatti assumere nella banda.” Il cane era d’accordo e andarono avanti. Poco dopo trovarono per strada un gatto dall’aspetto molto afflitto. “Ti è andato storto qualcosa?” domandò l’asino. “Come si fa a essere allegri se ne va di mezzo la pelle?

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La favola del Menestrello

In una notte fredda e burrascosa, un Menestrello bussò alla porta di un ricco contadino chiedendo una scodella calda e un riparo.

«E cosa offri in cambio della nostra ospitalità?» Domandò accigliato il contadino.

«Posso rallegrare le vostre serate con le mie canzoni».

«Noi lavoriamo tutto il giorno e non abbiamo tempo la sera di ascoltare le tue frivolezze». Rispose il contadino sbattendogli la porta in faccia.

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Fiordaliso, l’apetta poco laboriosa

C’era una volta una piccola ape di nome Fiordaliso, che era malvista dalle sue alacri sorelline per la sua scarsa laboriosità.

Infatti, Fiordaliso, anziché prodigarsi a raccogliere i pollini come tutte le altre, se ne stava tutto il giorno a ronzare estasiata, ammirando la bellezza dei fiori, dimenticandosi così di compiere il suo dovere.

Un bel giorno la Regina, stanca delle continue lamentele, la convocò a corte e le proibì di ammirare i fiori.

La piccola Fiordaliso divenne nel giro di pochi giorni triste e infelice.

A vederla così malinconica tutti i fiori della valle cominciarono ad appassire.

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Il grosso pachiderma e le formiche adulatrici

In una grande foresta, viveva una volta un elefante un po’ troppo rumoroso. Quando attraversava un sentiero, la sua massa corporea era così enorme da far tremare il terreno circostante.

E così ogni volta che passava  metteva a soqquadro tutti i formicai.

Le formiche allora, stanche di questi continui scossoni, decisero un bel giorno di andare dal grosso elefante per dirgliene quattro.

Partì allora un primo manipolo di formiche agguerrite. Arrivate al suo cospetto, lo presero, come si suol dire, di petto e cominciarono a insultarlo e a minacciarlo, ma quando l’elefante alzò di poco lo zampone il manipolo fuggì via a gambe levate.

Vista la piega che il primo tentativo aveva preso, le formiche decisero di cambiare strategia. E così mandarono incontro al pachiderma un secondo manipolo di formiche adulatrici. Arrivato al suo cospetto, le formiche adulatrici cominciarono a magnificare la sua proboscide e le sue grandi orecchie. Ad ogni complimento, il grande pachiderma pareva ammansirsi e diventare docile come un agnellino.

Walden

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Qualche giorno dopo essere nato mi trasformai in asino.

Ero benvoluto da tutti.

M’insegnarono a dire sempre di sì e portavo carichi pesanti sul groppone, trascinandomi per vasti aridi deserti.

Ogni tanto qualche mercante di spezie, che incontravo nelle oasi, si divertiva a farmi domande strane:

– Senti Ciuchino, domani mi porti sul tuo dorso in cima a quell’alta duna? Se lo fai, ti do in cambio…una bella pedata nel sedere! -.

Purtroppo non conoscevo che una sola parola per rispondere agli sghignazzi sgangherati di quei mascalzoni:

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Uno strano incontro…

«Io ti conosco», disse un giorno tutta piccata l’Ipocrisia alla Banalità: «Ti vedo in ogni anfratto, in ogni piega nascosta, quando riempi le mie pagine di sgorbi, di parole trite e ritrite, quando ti prodighi a scrivere per ogni uomo i tuoi pensieri morti, quando manifesti i tuoi sentimenti falsi, quando osi spargere luoghi comuni ad ogni angolo di strada».

«Anch’io ti conosco», rispose adirata la Banalità all’Ipocrisia, «quando appari timida e umile tra le righe, quando distingui peccato e peccato, e fai la faccia contrita da cristiano, o quando fai strisciare la tua lunga lingua sui marmi bianchi e gelidi degli alti scranni».

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Richard e il forziere fatato

C’era una volta, in una bella città, un ragazzo di 12 anni di nome Richard.

Era il principe della città e figlio del re Marco e della regina Odessa. Richard amava l’avventura e il giardinaggio, infatti, il suo giardino, era ben curato e nessun fiore o pianta era morta. un bel giorno soleggiato, Richard ricevette una lettera dal Popolo Fatato, che diceva: