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L’amore è un ingrediente essenziale nelle fiabe. A volte si parte dall’odio per arrivare a fare sbocciare l’amore, con un legame chiaro tra bene-amore e male-odio.

Laddove c’è amore sta il giusto, il bene, la felicità e questo i bambini lo capiscono facilmente, anche attraverso molte fiabe.

Questa raccolta, vuole essere un augurio per quanti leggeranno, per trovare amore in se stessi e nelle persone che li circondano.

fiabe-amore

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Ninnillo e Nennella

“Lo Cunto de li cunti” (“Il Pentamerone”), 1634
TRATTENIMENTO OTTAVO 

della Giornata Quinta.

Iannuccio ha due figli dalla prima moglie, si sposa la seconda volta e sono tanto odiati dalla matrigna, che lui li porta in un bosco dove si separano e si perdono. Ninnillo diventa caro cortigiano di un Principe. Nennella, cadendo in mare, è inghiottita da un Pesce fatato e, gettata sopra uno scoglio, è dal fratello riconosciuta e dal Principe maritata ricca ricca.

Fermata la corsa Antonella, si preparò a correre questo palio Ciulla e, dopo aver assai lodato il racconto dell’altra, che aveva dipinto così naturalmente il giudizio di Sapia, così disse:

«Rovinato quell’uomo che, avendo figli, spera di trovargli cure col dargli una Matrigna, poiché gli porta a casa la macchina delle rovine loro, infatti, non si è vista mai matrigna che vedesse di buon occhio i figli degli altri. E se pure se n’è trovata qualcuna per disgrazia, si può mettere lo sprocco nel pertugio[1] e si può dire che sia stata Corvo Bianco. Ma io, fra tante che forse avrei sentito mentovare, vi parlerò di una che si può mettere nella lista delle matrigne senza cuore, e che stimerete degna della pena che comprò in denari contanti.

La signora del tempo (14) / La poesia di W. Shakespeare

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Qui tutte le puntate.

La Roma imperiale si estendeva ai piedi del monte Palatino. Il sole stava tramontando, il Tevere brillo, era un magnifico paesaggio, un uomo e una donna stavano seguendo il sentiero che portava in cima. La donna aveva lunghi capelli color biondo rame, occhi azzurri, un delicato nasino e labbra ben disegnate. Portava una lunga tonaca bianca che le lasciava le braccia scoperte, una cintura d’argento era morbidamente appoggiata sui fianchi, ai piedi sandali dello stesso materiale. Non portava gioielli, soltanto due medaglioni, con le stesse incisioni, uno era piccolo mentre l’altro era più grande, sulle spalle un mantello rosso. L’uomo era un soldato, ma anche l’imperatore dell’impero. Si fermarono davanti a una casa a due piani, la donna guardò la città e sussurrò:

«Mi mancherà questo panorama».

«Allora restate e diventate la mia imperatrice», disse l’uomo con calore.

«Mi spiace Cesare, il mio destino e lontano da qui, e soprattutto voi dovrà seguire il vostro».

attimi

Attimi

 

I nostri incontri,
attimi rubati al tempo.

Sfuggevoli sguardi,
intensi attimi vibranti.

Prigionieri di una promessa,
suggellata da un bacio.

gelosia

Amore gelosia

Il cuore si apre alla vita,
lo sguardo s’incrocia con
occhi ardenti.

Sorrisi, baci carezze
su pelle vellutata,
mani che s’intrecciano,
sentieri d’armonie
che il cuore canta
alle melodia d’amore.

Un sasso lanciato sulla superficie,

lampione

Storia di un Lampione, di una Lucciola e di una Stella.

Una sera di fine aprile il Lampione si accese alle venti e trenta, come di sua abitudine. Il giardino era silenzioso e dalla casa si sentivano arrivare i suoni della cena.

«Cosa posso chiedere di più?» si chiese il lampione godendosi la luce artificiale che lui stesso proiettava, com un’aureola, intorno a sè.

Quando il Sole si nascondeva laggiù, oltre alle ultime colline, per lui era il momento più bello perché…Click! e la sua luce diventava protagonista di tutto il vicinato!

BuonaPasqua

Pasqua 2011

Ho sognato e immaginato
un mondo nuovo illuminato,
una luce risplendente
dall’Oriente all’Occidente,
la stella dell’amore
che diffonde in ogni cuore
carezze di bontà,
aliti di pace e libertà.
E’ un sogno da inseguire,
la speranza non può morire!
Auguri a tutti di cuore
per una vita migliore!

La signora del tempo (2) / Il primo incontro

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Qui tutte le puntate.

La notte era calda e la macchina del tempo a forma di cabina telefonica si fermò presso un bosco di querce, in quel punto nessuno l’avrebbe mai notata. Le porte si aprirono e ne uscì un uomo alto magro, ma ben proporzionato, con i capelli molto corti, dava l’impressione di avere circa quarantacinque anni, vestito in abito da sera, in genere vestiva sempre molto casual ma quella sera si apprestava a incontrare un vecchio amico. L’uomo sapeva bene che l’amico non L’avrebbe riconosciuto, ma poco importava a lui era venuta la nostalgia di rivederlo e di ritrovare il luogo dove si erano visti l’ultima volta.

Era appena tornato da un viaggio lungo e come il solito aveva salvato l’equilibrio dell’universo, lui era l’ultimo signore del tempo ed era quello il suo compito, ma in quell’occasione aveva anche rischiato di morire, o per meglio dire lo era ma il suo corpo aveva subito reagito trasformandolo in un uomo nuovo.

Avanzo per il sentiero e arrivo al roseto, proprio dietro alla villa, stava per portarsi sul sentiero che lo avrebbe condotto sul davanti della casa, quando una voce femminile lo fece arrestare, guardo in quella direzione e la vide, per un momento le sembro d’avere davanti ad un quadro, in mezzo alle rose vi era una ragazza dai capelli biondo rame.

Notte Tricolore … scocca l’amore

P1010683Sono passati molti giorni da quando Imon è arrivato nell’aula di scienze e lui si è ormai abituato alla presenza del distinto signor Microscopio, della superba pianta di Patata e di tutti gli altri strani oggetti che lo circondano.

Ha capito che i bambini entrano ed escono da quella classe sino a quando il suono della campanella non dichiara che per quel giorno tutti possono andare a casa.
E’ quello il momento che Azu e Gìa, i suoi simpatici amici uccellini, scelgono sempre per venirlo a trovare e riferirgli ciò che avviene nel mondo di fuori.
Da alcuni giorni Imon sentiva che in lui stava avvenendo qualcosa di strano.
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La leggenda di Piero e Sara

Sono sola nella mia stanza. Distesa su questo mio letto morbido e privo di calde coperte che mi hanno tenuto compagnia durante l’inverno. Fisso il soffitto costellato di stelline fosforescenti mentre stringo tra le mani una “penna” magica, una penna che dovrà darmi la forza di scrivere una storia mai sentita, una storia che si unirà a quelle di Tristano e Isotta, Lancillotto e Ginevra, Romeo e Giulietta ed infine Abelardo ed Eloisa.
E’ primavera. Fuori dalla finestra provengono grida di bambini che giocano a pallone. Se solo sapessero cosa ho visto e sentito, smetterebbero di far rimbalzare su e giù quella palla e muti come angeli mi ascolterebbero come se fossi un cantastorie medievale…….

La lezione del professore di filologia era appena terminata ed io stavo per andarmene quando all’improvviso sentii una voce alle mie spalle:
-“Signorina Lo Bianco, aspetti le devo parlare”
Mi girai di scatto un po’ stupita nel sentire la voce del mio professore che pronunciava il mio nome.
-“Ho letto ieri sera la sua ricerca e devo dire che mi ha colpito molto, tuttavia mi sono reso conto che lei non ha per niente citato un libro fondamentale per i suoi studi su Brinx”
-“Mi scusi professore, ma ho provato a cercare il testo al quale lei allude, nelle varie biblioteche che la nostra città offre, ma con risultati deludenti”.

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Le tre porte

Ci sono stanze che non ti puoi dimenticare, stanze ricche di ricordi , di magia, di sogni, di speranze, di poesia, di profumi. Per anni la porta dello studio di ricerche di mio nonno era rimasta chiusa e in parte sepolta e sbiadita nella mente della mia famiglia.

Mio nonno James mi chiamava Sella e da allora a nessuno importa se il mio vero nome fosse Claire perché ( così rispondeva mio nonno) entrambi hanno a che fare con la luce.

Proprio un anno fa, dentro ad un cassetto di un antico mobile di legno posto in un angolo del salone, dove i raggi del sole amavano scontrarsi, trovai una chiave; già, quella chiave dimenticata, quella chiave che avrebbe aperto quella “porta chiusa”.

Finalmente avrei potuto anche io impreziosire quelle mura di nuovi ricordi, di nuovi sapori, profumi che porteranno di nuovo in vita la memoria di quel “divoratore” di libri che era mio nonno, professore di arte e archeologo famoso.

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Ebbene … tutti i cuori hanno un’anima

“Ebbene: tutti i cuori hanno un’anima.

Un’anima che li aspetta,
fedele nella sera della casa,
a viso segnato e braccia aperte,

che dimentica in un punto

le paure di un giorno.

Ebbene: ogni cuore ha la sua anima.

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Tommaso il cricetino

C’era una volta un cricetino molto grazioso, il suo nome era Tommaso.

Magro e scattante,dall’espressione molto sveglia,aveva due insolite caratteristiche:una folta capigliatura,baffi e barba candidi come la prima neve,uno sguardo attento e sagace,espressione di una non comune intelligenza.

La sua occupazione prediletta era introdursi di soppiatto nelle case, osservare con attenzione il contenuto del frigorifero e,se i cibi erano di suo gradimento,consumarli con discrezione,così da evitare scene spiacevoli con i padroni di casa-non tutti,sapete,amano i cricetini troppo svegli,per di più con i capelli lunghi,e meno ancora gradiscono condividere i loro pasti con i cricetini.