Notte Tricolore … scocca l’amore

Notte Tricolore … scocca l’amore

Fiaba pubblicata da: nonnAnna

Sono passati molti giorni da quando Imon è arrivato nell’aula di scienze e lui si è ormai abituato alla presenza del distinto signor Microscopio, della superba pianta di Patata e di tutti gli altri strani oggetti che lo circondano.

Ha capito che i bambini entrano ed escono da quella classe sino a quando il suono della campanella non dichiara che per quel giorno tutti possono andare a casa.
E’ quello il momento che Azu e Gìa, i suoi simpatici amici uccellini, scelgono sempre per venirlo a trovare e riferirgli ciò che avviene nel mondo di fuori.
Da alcuni giorni Imon sentiva che in lui stava avvenendo qualcosa di strano.

I bambini si soffermavano sempre di più a guardarlo sogghignando tra di loro e lui aveva continuamente uno strano prurito sulla testa che non riusciva proprio a spiegarsi. 
Un pomeriggio si confidò con i suoi amici per scoprire cosa gli stesse accadendo. 
Azu e Gìa gli comunicarono che sul capo gli erano spuntati degli strani capelli verdi e… stavano crescendo molto rapidamente, ma neanche loro sapevano spiegargli i motivi di quella sua strana trasformazione. 
Da quel momento Imon avrebbe tanto voluto poter comunicare con qualcuno simile a lui per capire se ciò che gli stava succedendo era una cosa normale o se invece non era un qualche sintomo di una strana malattia.
Inutilmente si era rivolto a Patata ma lei continuava solo a deriderlo per quei suoi buffi e dritti fili verdi (sì li chiamava proprio così) che gli stavano crescendo sulla testa ed a vantarsi delle sue numerose foglioline verdi.
Ieri Azu e Gìa sono volati tutti felici, sul davanzale dell’aula di scienze e, hanno comunicato a Imon di aver scoperto un’altro essere proprio simile a lui… anzi un’altra.
“Certamente non simpatica come te…” aveva subito aggiunto Gìa che ha una simpatia smisurata per Imon…”E’ decisamente una smorfiosa” aveva continuato “pensa che se ne sta tutto il giorno in mezzo a delle piante e addirittura ha una vasca tutta per se’ dove si immerge per fare dei bagni di bellezza”. 
“Ma lo fa perchè si sente sola e non ha nessun amico con cui comunicare” era intervenuto Azu “anzi con me è stata gentilissima”.
“Come mi piacerebbe conoscerla” aveva sospirato Imon dicendo poi “ma lo sapete benissimo che io non posso spostarmi da quest’aula i bambini ci starebbero troppo male non vedendomi più al mio posto ed in quest’ultimo periodo vengono molto spesso ad osservarmi”. 
“Un’occasione ci potrebbe essere proprio domani sera perché,per festeggiare il 150° dell’Unità d’Italia, ci sarà la NOTTE TRICOLORE e con tutta la confusione che ci sarà in giro per la città non penso proprio che qualcuno si accorgerà se…” era intervenuta Gìa che con il suo spirito romantico stava già pregustando il dolce incontro di due anime gemelle.
“Per convincere Ina ci posso pensare io” aveva detto Azu “sono sicurissimo che anche a lei farebbe piacere conoscerti. Lasciaci solo pensare a un piano e stai tranquillo che qualcosa riusciremo ad escogitare”.
Ed i due uccellini erano volati via cinguettando allegramente.
Inutile dire che ieri notte Imon non era riuscito a prendere sonno, non gli sembrava possibile che nel mondo esistesse qualcuno simile a lui, almeno a lui com’era in questa sua nuova vita…
Si ricordava ancora quando i suoi amici uccellini gli avevano portato il suo gemello che avevano trovato sulle sponde del fiume Po e come questo non lo avesse più riconosciuto.
Certamente il trattamento che gli aveva riservato il suo ex padroncino Boy lo aveva completamente trasformato ma lui ormai si era abituato ad essere così, anzi si sentiva molto lusingato da tutte le attenzioni che gli dedicavano i numerosi bambini che si avvicendavano sempre nell’aula di scienze e certamente non le avrebbe ottenute se fosse ancora un semplice calzino.
Oggi Imon è più che mai impaziente non vede l’ora che suoni la campanella e tutti i bambini vadano a casa.
Chissà cosa avranno escogitato Azu e Gìa!
Ma al termine delle lezioni nessuno viene a posarsi sul davanzale della finestra…
Scoraggiato Imon pensa che non siano riusciti a combinare nulla e non abbiano il coraggio di venire a dirglielo.
Quando ormai è rassegnato ecco che sente un gran frullare di ali e insieme ai suoi due amici vede posarsi sul davanzale un enorme uccello. “Vieni a vedere chi ti abbiamo portato” esclama festante Gìa.
Dalla schiena del nuovo uccello scende una bellissima sua simile… 
Sì, sì è proprio come lui ma mooolto più bella! Ha un bel naso patatoso e due enormi occhi rossi che spiccano da dietro degli occhiali civettuoli ed in testa, in mezzo a tanti bei capelli dritti e verdi, ha persino un grazioso fiorellino.
Imon rimane senza parole e non si stancherebbe mai di ammirarla…
“Ciao mi chiamo Ina e sono felice di fare la tua conoscenza…” gli sussurra con una voce melodiosa “sai a casa mia sono andati tutti a festeggiare, dovresti vedere che confusione c’è nelle strade”Imon come se si ridestasse da un bel sogno inizia a fare gli onori di casa ed a far vedere tutte le cose strane che ci sono li attorno…
Gli presenta il signor Miscroscopio e persino Patata che in questo momento gli sembra meno antipatica del solito. Il tempo vola ed a un certo punto Azu e Gìa devono purtroppo far presente che per Ina è ora di far ritorno alla sua casa. Vedendoli così titubanti a lasciarsi il signor Microscopio suggerisce
“Imon perchè non regali a Ina la fotografia che i bambini ti hanno scattato i primi giorni che sei arrivato nell’aula di scienze… ti ricordi quando io cercavo di consolarti perchè ti trovavi tanto spaesato?”
Poi come se gli fosse balenata in quel momento l’idea, prende la macchina fotografica, che i bimbi hanno dimenticato sullo scaffale e dice con la sua voce imperiosa:
“Svelti mettetivi tutti e quattro vicino alla bandiera che vi scatto una fotografia da tenere come ricordo di questo memorabile incontro…”
Azu inizia a schersi dicendo “Ma noi non…”
ma Gìa lo interompe subito continuando:
“Scusa senza il nostro aiuto questi due non si sarebbero mai potuti incontrare e… non sarebbe scoccato l’amore. Quindi è più che giusto che nella foto ci siamo anche noi e poi d’ora innanzi chi porterà i loro rispettivi messaggi?”

Cosa succederà poi?

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