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L’amore è un ingrediente essenziale nelle fiabe. A volte si parte dall’odio per arrivare a fare sbocciare l’amore, con un legame chiaro tra bene-amore e male-odio.

Laddove c’è amore sta il giusto, il bene, la felicità e questo i bambini lo capiscono facilmente, anche attraverso molte fiabe.

Questa raccolta, vuole essere un augurio per quanti leggeranno, per trovare amore in se stessi e nelle persone che li circondano.

fiabe-amore

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La Gatta e il Guerriero

Il profumo
dei fiori di ginestra
inondava la mia finestra
in un’estate fresca.
Io appoggiata
al davanzale
ti guardavo
camminare lungo il viale.
Bello,fiero,altero
sei sempre stato il mio guerriero.
Tra le tue braccia
mi sento
una gatta,
sinuosa graffiante
estremamente provocante.

La Gatta e il Guerriero

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Il topo cambiato in ragazza

Un Bramino, che vide un topolino
cader dall’ugne di un grifagno augello,
lo raccolse pietoso. Io lo confesso
l’avrei lasciato stare,
ma forse il mondo è bello,
perché non è dappertutto lo stesso.

In quei paesi là
si prova, per esempio, verso i topi
quel sentimento quasi di pietà,
che si sente da noi per un fratello.

Il topo cambiato in ragazza

principe ranocchio

Il principe ranocchio

Nei tempi antichi, quando desiderare serviva ancora a qualcosa, c’era un re, le cui figlie erano tutte belle, ma la più giovane era così bella che perfino il sole, che pure ha visto tante cose,… Il principe ranocchio

biancaneve

Biancaneve

C’era una volta, nel cuor dell’inverno, mentre i fiocchi di neve cadevano dal cielo come piume, una regina che cuciva, seduta accanto a una finestra dalla cornice di ebano. E così, cucendo e alzando gli… Biancaneve

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Il canto dell’elfo

C’era una volta, nell’arco di cielo che ancora oggi guarda l’Elba, una stella luminosa. Era talmente luccicante che la regina delle stelle le aveva dato il nome di Splendente.

Si mormorava nel firmamento che il suo brillare dipendesse dal fatto che fosse innamorata. Anche durante le ore del giorno, quando la luce del sole nascondeva ogni astro, Splendente fissava lo sguardo sull’Elba verso una chiazza verde al centro dell’isola. Proprio in quel punto, viveva l’ultimo degli elfi. Splendente con l’ espressione sognante lo osservava  per ore quasi stregata dal suo canto melodioso e dalla sua gioia di vivere. L’ultimo elfo le pareva  felice perché non faceva altro che saltellare e cantare tutto il giorno. Viveva da solo ormai da dieci anni e quando sua madre dovette lasciarlo lo fece a malincuore, sapendolo l’ultimo della specie, perché senza speranza, ma  era stato un miracolo tanto  inaspettato che non poterono fare a meno di chiamarlo Dono. Il padre di Dono era svanito, non nel senso di distratto, era proprio scomparso  e a sua madre non rimase altro che seguirlo. Questo è il destino degli elfi e delle fate che si uniscono: per sempre!

Il canto dell’elfo