24Ago
2018

Lo sciopero delle lettere

Fiaba di: patrizia bimbatti

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La fiaba

Si è mai sentito parlare di uno sciopero delle lettere? Eppure la storia che sto per raccontarvi parla proprio di questo strano fatto.

E’ successo che un giorno, la lettera ” q” si è proprio arrabbiata quando per l’ennesima volta, un bambino distratto o un po’ svogliato, ha messo la nostra lettera al posto sbagliato, scrivendo ” squola ” invece di ” scuola “! ” Basta sono stanca di essere messa nel posto sbagliato, io vado d’accordo con le mie colleghe lettere, ma proprio non sopporto di essere maltrattata e usata nel modo scorretto! ” esclamò la lettera ” q”  piena di rabbia.

Anche la lettera ” h” aveva le sue lamentele da avanzare: ” eh già! Che devo dire io? Già devo sopportare di essere chiamata ” lettera muta “, non vengo nemmeno considerata, al mio posto c’è sempre la lettera ” c “, che per carità non ho niente contro di lei, ma vedere la parola ” chiesa ” scritta ” ciesa ” mi fa uscire dai gangheri! ” disse la lettera acca.

Le vocali, che fino a quel momento avevano ascoltato con attenzione, decisero di intervenire nella conversazione per supportare le colleghe lettere : ” avete ragione, noi per fortuna non abbiamo lamentele da avanzare, gli umani ci usano più o meno nel modo corretto, ma comprendiamo il vostro malumore e ci piacerebbe veramente aiutarvi ” C’erano anche altre tre consonanti che avevano qualche cosa da dire in merito, infatti la emme e la enne non riuscivano a far comprendere a noi umani, che il posto vicino alla lettera ” b” deve essere sempre occupato dalla lettera emme, ma molto spesso questo non succede e capita che la parola ” ambito ” venga scritta così ; ” anbito “.

Questa situazione non doveva rimanere inascoltata e tutte le lettere dell’alfabeto, comprese la k, y, j, e w, deciser0 di attuare una loro forma di protesta : ogni volta che una parola veniva scritta nel modo scorretto, tutte le altre lettere che formavano la parola si scambiavano di posto con lo scopo di rendere incomprensibile il significato della parola stessa.

Non vi dico che confusione, nelle mail che venivano inviate dai pc, dove gli errori sono spesso di casa,  si formavano parole incomprensibili, per non parlare dei temi degli alunni a scuola! Pensate le povere maestre che dovevano correggere quei compiti così strampalati! Eppure, cari amici che leggete, la soluzione è semplice: si deve leggere, ma quando dico leggere, mi riferisco ai libri, con le pagine di carta e le parole scritte con l’inchiostro nero, non schiacciando i tasti di un computer, ma prendendo in mano i fogli e sfogliarli una alla volta.

Studiando la grammatica e leggendo i libri, gli errori scappano via e le lettere ritornano a sorridere e ad occupare il loro posto nel mondo infinito delle parole.

Solo così ritorniamo a dare il giusto significato a tutti i nostri discorsi e, usando le lettere nel modo corretto possiamo far volare la nostra fantasia con storie fantastiche e bellissime!

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