16Dic
2015

Margherita, la storia della pizza

Fiaba di: Emanuele Guazzo

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La fiaba

Tanto tempo fa in un regno lontano, una regina di nome Margherita, amante del buon gusto e della vita, si convinse per scelta forzata dal marito, di trasferirsi a Napoli.

I nobili allora erano contrari a trasferirsi in un regno di lazzaroni e di mercanti.

Ma il buon re Ferdinando decise comunque di accettare la scommessa di cambiare Napoli, e se ciò non avveniva, lui come pegno doveva vivere come si viveva a Napoli e fare le cose che fanno i napoletani. Un grande disonore per i re di allora.

Passo un po’ di tempo e venne il giorno del viaggio.

Il re e la regina, incontrarono subito delle strade che erano dissestate, bucate da fenomeni naturali del passato.

Il re Ferdinando che allora si trovava in carrozza con la regina, urtò la testa verso il tettuccio della sua carrozza. Il re svenne, mentre la regina urlava disperata!.

Arrivarono a palazzo tra grida e disperazione.

I servi e i duca li accolsero sul suono di trombe, il povero re e la povera regina, restarono stonati e caddero sul pavimento privi di sensi.

Quando si ripresero la regina si trovò in un letto e il re in un altro.

Entrambi erano molto, ma molto, tristi.

Allora un profumo al naso della regina arrivò.

Quel profumo la spinse ad alzarsi di colpo dal letto, scese come una matta cercando la cucina, per richiamare la servitù per l’eccessivo profumo che arrivava in camera.

Però scendendo si fermò, sentendo che l’odore diventava sempre più intenso e gustoso.

Ebbe molta fame ed era estremamente curiosa di questo sapore dei piatti del regno.

Chiamò il marito Ferdinando e gli chiese che le fosse preparato qualcosa dal sapore unico.

Il cuoco di bontà di cuore, un certo Antonio Esposito sentì questa necessità della regina come una pena al cuore. Fu una scelta drastica, creare dalle sue mani una cosa mai fatta prima.

Prese l’unica vera ricetta originale che neppure oggi si racconta a gente comune, ma che si racconta solo a i più grandi pizzaioli fidati.

Creò l’unica vera Margherita e la portò alla regina.

La regina fu sorpresa dalla strana forma e ne rise molto perchè lei era di un poco tonda di pancia, come la pizza!

La piegò in quattro parti e la divorò letteralmente poichè il gusto le piaceva così tanto che ne rese simbolo del regno.

Da allora il re Ferdinando esclamò: “non sottovalutate il valore di Napoli”.

Divenne la capitale del Regno delle due Sicilie, e i più grandi nobili si recarono a Napoli per crearne castelli, e regge.

Napoli in così poco tempo ottenne così tanti record da diventare fra le prime tre città più ricche d’Europa .

Si dice che allora il re, visse felice e contento. Ma ci si giura che la regina lo tradì con un bel Napoletano, per MOLTI, MA MOLTI ANNI.

Povero re. Non lo seppe mai…

Curiosità. Ecco la ricetta unica ed originale, della pizza, tramandata dai pizzaioli, sono riuscito ad ottenerla, grazie ad un mio amico pizzaiolo di cui non faccio nome (non sono un pizzaiolo, riporto semplicemente quello che mi è stato detto).

Olio extra vergine di Oliva post forno.
6 grammi di lievito.
Acqua 250 grammi.
Farina 450 grammi.

Pomodoro del Piennolo, oppure pomodoro tondo classico.

Mozzarella di bufala,  tagliarla in quattro parti, poi ritagliare le quattro parti a cubetti.

Usare forno a legna per 60 secondi, girare la pizza nel forno.

Il cornicione deve essere largo.

La vera pizza non la si può fare nel forno elettrico, non viene come l’originale, serve il forno a legna per poterla poi fare piegare in quattro parti.

L’impasto va steso con le mani, se volete farlo in modo antico con il mattarello, ma solo se non volete il cornicione.

L’impasto lieviti dalle otto alle dodici ore.

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