12Set
2018

L’elefante volante

Fiaba di: daniela p.

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La fiaba

In un paese lontano di cui non ricordo il nome, vive una famiglia di animali grandi, grandissimi, enormi!

Alcuni sono ormai anziani e si muovono lentamente, alcuni sono più giovani e lavorano affinchè tutto proceda per il meglio, altri ancora sono cuccioli e scorrazzano dalla mattina alla sera, facendo una gran confusione.

Gli animali di cui ti sto parlando hanno la pelle grigia, delle grandi orecchie e una coda piccolina che usano per allontanare gli insetti fastidiosi. Hanno poi un naso che non è proprio un naso, ma una specie di aspirapolvere che usano per bere… bravissimo, hai indovinato! Sto parlando degli elefanti e della loro proboscide.

Fra tutti gli esemplari del branco ce ne è uno che ha sempre la testa fra le nuvole, nel vero senso della parola! Il suo più grande desiderio sarebbe quello di poter volare e tiene sempre lo sguardo alzato per osservare il cielo e sogna un giorno di poter raggiungere le nuvole.

I suoi compagni provano a coinvolgerlo nei loro giochi, a spingerlo nel fiume per farsi un bagno, gli schizzano anche l’acqua con la proboscide, ma a lui non interessa tutto questo, lui pensa solo al suo desiderio di volare.

Un bel giorno tutti gli elefanti cuccioli si riunirono in gran segreto per poter aiutare il loro amico a realizzare il suo sogno, ma non era certo facile trovare una soluzione.

Avevano pensato di costruire delle ali, ma non avrebbero potuto sorreggere un peso cosi grande, avevano pensato ad un aereoplano, ma come avrebbero fatto a farci infilare dentro il loro amico?

Il più cucciolo di tutti ebbe un lampo di genio, un’idea straordinaria: pensò di chiedere aiuto ai tanti uccelli che ogni giorno gironzolano nel cielo: ce ne sono di tutti i tipi, di tutti i colori e di tutte le misure , se si fossero uniti, tutti insieme avrebbero potuto sorreggere il peso dell’elefantino.

Fu un passaparola rapido di becco in becco e in men che non si dica, una miriade di uccelli arrivò al fiume, si mise intorno all’elefante e in men che non si dica il cucciolo era in aria che volteggiava, felice finalmente di conoscere il cielo e di guardare il mondo d’alto e felice anche di avere degli amici cosi speciali.

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