19Giu
2012
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Storia di un maggiolino e di un bruco

Fiaba di: Martina Vecchi

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La fiaba

Una mattina il maggiolino si svegliò particolarmente allegro.

Era giorno di mercato e sarebbe andato presto per poter scegliere tutto ciò che più gli piaceva. Voleva cucinare un delizioso pranzetto e trascorrere quel pomeriggio di ottobre al calduccio in poltrona davanti al focolare, che l’avrebbe protetto dai primi rigori dell’inverno.

Dopo un’abbondante colazione uscì di casa con sciarpa, cappello e ombrello, e si diresse verso la Grande Quercia, attorno alla quale ogni sabato veniva allestito il più grande mercato del bosco.

Già a quell’ora del mattino numerosi animaletti si erano radunati per potersi accaparrare le brioches e i croissants appena sfornati, con o senza marmellata, con o senza crema, con o senza cioccolata.

Alcune donnole si erano riunite a crocchio attorno al banco dei pizzi e dei merletti, per scegliere stoffe di qualità sopraffina con le quali confezionare camicette e vestiti per figlie e nipoti.

Il banco dei dolciumi era affollato di cuccioli che chiedevano insistentemente alle mamme di comprare chi lo zucchero filato, chi un lecca- lecca, chi lo sciroppo d’acero da gustare con le gallette dolci.

Il maggiolino si diresse con passo deciso verso il banco della verdura, dove ordinò un etto di Bacche Minuscole (quelle normali erano più grandi di lui), qualche prodotto del sottobosco, un po’ di insalatina fresca e, naturalmente, cavolini e archidi in gran quantità, ne era ghiotto.

Poco oltre alcune puzzole stavano annusando molti saponi e oli essenziali.

A un tratto si sentì un lamento, prima flebile e poi più alto, provenire da un cespuglio nei pressi del banco dei cappelli e dei cestini.

Il maggiolino, incuriosito, pagò Caio il Verduraio e andò a sbirciare tra il fogliame per sincerarsi che nessuno si sentisse male a causa di un’indigestione di croccante ai pinoli.

Adagiato su una fogliolina, con aria sofferente, c’era un bruco dall’aspetto piuttosto malconcio. Il maggiolino, impietosito e preoccupato, gli chiese se per caso non avesse bisogno di aiuto.

–  Grazie, sa, mi farebbe proprio un favore, sono uscito dalla mia tana per venire a fare la spesa, ma ho avuto un capogiro e sono caduto.-

–  Ma si è sentito male?- chiese il maggiolino- Vuole che la riaccompagni a casa?-

–  Sarebbe gentile da parte sua, ultimamente mi gira la testa e mi sento debole, non so, sarà forse un principio di influenza..-

Il maggiolino accompagnò il bruco alla sua tana e i due si congedarono.

L’indomani, durante la consueta passeggiata pomeridiana, il maggiolino si imbatté nuovamente nel bruco, debole e incespicante.

–  Dice il Dottor Coniglio che avrei bisogno di un ricostituente e di molto riposo, ma come faccio? Dovrò pur continuare a mangiare le foglie, altrimenti sarò perduto!-

Il bruco era davvero preoccupato, e il maggiolino non voleva che perdesse le forze, così si offrì di procurargli tutti i giorni foglioline fresche e di preparargli un ottimo stufato.

Il bruco acconsentì di buon grado, e tra i due si instaurò un bel rapporto di amicizia e solidarietà.

Senonché un giorno, dopo qualche tempo, il maggiolino trovò vuota la piccola tana del bruco.

Lo cercò giorno e notte per tutto il bosco, ma non lo trovò. Il maggiolino era amareggiato e molto abbattuto, perché aveva paura che l’amico bruco l’avesse abbandonato, e temeva per la sua salute.

Il bruco non tornò più, e il maggiolino si rassegnò alla sua assenza.

Una bella mattina di sole, però, si affacciò alla finestra per stendere i panni e capì quello che era successo, quando vide svolazzare davanti a lui una splendida farfalla.

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