La primavera era alle porte. I fiori cominciavano a sbocciare, gli uccellini cantavano e tanti piccoli animali si svegliavano dal lungo sonno invernale.
Anche per Mamy, una dolce gattina randagia, tutto stava per cambiare: stava per diventare mamma!
Sotto un vecchio tetto rotto di una casa abbandonata, Mamy diede alla luce cinque splendidi gattini: tre maschietti e due femminucce.
La vita da randagia non era facile, e ora, con cinque cuccioli da proteggere e sfamare, era ancora più dura.
Ma Mamy era coraggiosa: avrebbe fatto di tutto per i suoi piccoli!
I giorni passarono. I gattini crescevano forti grazie al suo latte. Impararono presto a camminare, a rincorrersi e a rotolarsi tra le foglie.
Mamy, invece, diventava sempre più stanca e debole. Ma il suo amore per loro era infinito.
In paese, la voce della cucciolata si sparse velocemente. Alcuni curiosi provarono ad avvicinarsi, ma Mamy li teneva lontani, temendo che qualcuno potesse portarle via i suoi piccoli.
Intanto, i gattini guardavano fuori incuriositi: che mondo meraviglioso li aspettava là fuori!
Il profumo dei fiori, i colori dei prati e il ronzare degli insetti li chiamavano.
Uno dei gattini, il più vivace e piccolo di tutti, non riusciva più a stare fermo.
Un pomeriggio, mentre Mamy dormiva, convinse i suoi fratellini a seguirlo fuori, "solo per un pochino", promise.
Appena uscirono, furono travolti dalla bellezza della primavera!
Saltavano tra l’erba, rincorrevano farfalle e ridevano tra loro.
Senza accorgersene, arrivarono in un parco pieno di bambini.
All’inizio ebbero un po’ di paura: quante voci, quante risate!
Ma presto capirono che quei bambini volevano solo accarezzarli e giocare.
Tutti i gattini si lasciarono coccolare, tranne il più piccolo, che restava in disparte, timido.
Il piccolo micetto, vedendo che il sole stava calando e il cielo si colorava di arancione, cominciò a sentirsi agitato.
"Dobbiamo tornare a casa!" miagolò forte ai suoi fratellini, correndo avanti e indietro tutto preoccupato.
Ma i fratellini non lo ascoltarono. Erano troppo presi a saltare tra i fiori, a rincorrere farfalle e a farsi coccolare dai bambini del parco. Ridevano, rotolandosi nell’erba, mentre il piccolo li guardava sempre più in ansia.
"Se Mamy si sveglia e non ci trova, che cosa penserà? Si spaventerà tantissimo!" pensava il micetto, con il cuore che batteva forte forte.
Poi, alcuni bambini si avvicinarono e, con voce dolce, proposero ai gattini di seguirli nelle loro case:
"Venite con noi! Vi daremo tante coccole, cibo buono e un posto caldo dove dormire!" dissero entusiasti.
I fratellini, incantati da tutte quelle promesse, si guardarono tra loro, fecero un piccolo miagolio felice… e decisero di seguirli.
Erano emozionati all’idea di avere finalmente una casa vera, tutta per loro!
Il piccolo, invece, sentì il cuore spezzarsi.
"No… io non posso lasciare la mamma…" sussurrò, guardandoli mentre si allontanavano, sempre più piccoli tra i prati colorati.
Con gli occhi pieni di lacrime e le zampe tremanti, corse più veloce che poteva verso casa.
Aveva paura: paura di come avrebbe reagito la mamma, paura di averla delusa.
Quando arrivò davanti alla vecchia casa, trovò Mamy sveglia, seduta sullo zerbino rotto, con lo sguardo perso all’orizzonte.
Appena vide tornare solo uno dei suoi cuccioli, il suo cuore si strinse forte.
Il piccolo gattino si gettò contro di lei, singhiozzando:
"Mamma… mi dispiace! Io… io volevo solo giocare un pochino… Non volevo che andassero via!"
Mamy, con tutta la dolcezza che aveva, gli passò una zampetta sulla testolina e lo leccò piano sulla fronte.
Non era arrabbiata.
Era solo triste, perché sapeva che i suoi cuccioli erano cresciuti ed era giunto il momento di lasciarli andare.
"A volte, per amore," sussurrò Mamy, "dobbiamo avere il coraggio di lasciar andare chi amiamo, anche se ci fa male."
Da quel giorno, il piccolo micetto non volle più lasciare Mamy e restarono l’uno accanto all’altra, inseparabili.
Il micetto ogni mattina usciva, tutto fiero, a cercare un po’ di cibo, anche se spesso si distraeva rincorrendo le farfalle o rotolandosi tra le foglie!
E ogni sera tornava a casa, dove trovava Mamy ad aspettarlo, pronta a coccolarlo e scaldarlo con il suo amore.
Molte famiglie vennero a cercare il piccolo per adottarlo.
Portavano scatole piene di crocchette profumate, giocattoli colorati e coperte morbide.
Ma ogni volta, il micetto, ricordandosi della promessa fatta alla mamma, si rintanava dietro di lei, soffiando e tremando.
Un po’ di tristezza gli rimaneva nel cuore: anche lui avrebbe desiderato, un giorno, avere una casa calda e sicura… ma non poteva lasciare Mamy da sola. Non poteva.
Finché, un giorno, arrivò una bambina, da un paese lontano, insieme ai suoi genitori.
Avevano sentito parlare di quel piccolo micetto coraggioso e della sua dolce mamma.
Quando si avvicinarono, come sempre, il micetto soffiò forte, nascondendosi dietro a Mamy.
Ma la bambina non si spaventò.
Con dolcezza, si chinò e cominciò ad accarezzare piano piano la testa di Mamy.
Fu allora che successe qualcosa di magico:
per la prima volta, qualcuno si interessava non solo al piccolo, ma anche a lei!
Quella famiglia non voleva separarli.
Voleva dare amore… a tutti e due.
La bambina, sorridendo, fece rotolare per terra una piccola noce lucida.
Il micetto, curioso, sbucò fuori dal nascondiglio e, con una zampetta timida, toccò la noce che rotolava.
"Se vorrai ti chiamerò Noce!" esclamò la bambina, battendo le mani dalla felicità.
Poi prese in braccio la mamma gatta e, annusando il suo dolce profumo, aggiunse:
"E tu, dolce Mamy, ti chiamerò Pesca!"
Così, Pesca e Noce trovarono una casa piena di amore, giochi, coccole e sorrisi.
E, soprattutto, rimasero insieme. Per sempre.
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