Tutte le fiabe che parlano di "metamorfosi"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "metamorfosi", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
La storia del bruco Martino e di Tela La Ragna
Un giorno, il Bruco Martino camminava felice per le campagne, quando a un certo punto si trovò davanti a un enorme fiume. Non sapendo come passare da una sponda all’altra, chiese aiuto a una formica di passaggio, la quale gli disse di rivolgersi a Tela La ragna, l’unica in grado di offrirgli una soluzione.
Così Martino si incamminò alla ricerca di Tela la Ragna, ma a un certo punto si trovò davanti a una strada interrotta da un grande buco. Già si stava disperando, quando Kalì Il Colibrì, che per caso passava di lì, si offrì di aiutarlo: “se vuoi ti posso portare nel mio becco dall’altra parte!”
Martino rispose “Ti ringrazio, ma ho paura che se mi mettessi nel tuo becco, poi mi mangeresti in un sol boccone!”
Il bruco pasticcione
Questa è la storia di un bruco verde nato tra le mura di una vecchia fattoria.
Un bel mattino egli si svegliò, si guardò intorno e decise che era tempo di curiosare un po’in giro.
Lentamente scivolò lungo la parete ma ……
”Che male, questo muro è troppo ruvido!” si lamentò il bruco.
E con un balzo atterrò sulla sabbia.
In quel momento passò di lì la gallina Gelsomina:
La farfalla e il cavolfiore // Audio fiaba
Breve, veloce e precisa come una novella narrata da un canta-storie, la fiaba di Apuleio si riveste di contemporaneo grazie alle musiche elettroniche che l’accompagnano.
La Farfalla si sente bella e snobba il cavolfiore ma alla fine della vicenda viene da chiedersi: è davvero questo il modo migliore di comportarsi?
“Era una bella mattina di primavera e il sole scaldava il prato trapuntato di fiori.
Su uno di essi aveva dormito una farfalla che, stiracchiandosi, distese le ali e cominciò a curiosare qua e là”.
Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare l’audiofiaba.
Storia di un maggiolino e di un bruco
Una mattina il maggiolino si svegliò particolarmente allegro.
Era giorno di mercato e sarebbe andato presto per poter scegliere tutto ciò che più gli piaceva. Voleva cucinare un delizioso pranzetto e trascorrere quel pomeriggio di ottobre al calduccio in poltrona davanti al focolare, che l’avrebbe protetto dai primi rigori dell’inverno.
Dopo un’abbondante colazione uscì di casa con sciarpa, cappello e ombrello, e si diresse verso la Grande Quercia, attorno alla quale ogni sabato veniva allestito il più grande mercato del bosco.
Già a quell’ora del mattino numerosi animaletti si erano radunati per potersi accaparrare le brioches e i croissants appena sfornati, con o senza marmellata, con o senza crema, con o senza cioccolata.
Alcune donnole si erano riunite a crocchio attorno al banco dei pizzi e dei merletti, per scegliere stoffe di qualità sopraffina con le quali confezionare camicette e vestiti per figlie e nipoti.







