14Mar
2013
celestino-mingherlino-cocobi

Celestino Mingherlino e il cocobì

Fiaba di: Martina Vecchi

Pubblicità

Questo spazio permette al sito di offrire in modo gratuito tutti i suoi contenuti!



La fiaba

Che caldo.

Un’afa così a Roccabretella non si è mai sentita. Le strade sono deserte. La gente si precipita fuori casa la mattina presto per fare la spesa con l’arietta mattutina, e poi si rinchiude a godere del refrigerio del condizionatore, o del ventilatore.

Nel tardo pomeriggio, poco prima dell’ora di cena, qualcuno fa capolino per portare a spasso il cane.

A Boscofiorito gli enormi alberi tengono imprigionato il fresco, scacciando i raggi di un sole inferocito. Il sottobosco pullula di tavoli da picnic, sdraio, lettini. Tutti si riversano all’ombra per rilassarsi e difendersi dalla calura estiva.

Come ogni anno, a metà luglio, Celestino Mingherlino ha mandato i gatti Nuvola e Blu e il canarino Clo in villeggiatura in montagna da suo cugino Venerino. Con tutto quel pelo, i poveri gatti muoiono dal caldo, e il canarino non vuole rimanere solo, perciò tutti sui monti a casa di Venerino, in alto e al fresco.

La casa è vuota e silenziosa senza il ron ron dei gatti e il cip cip del canarino, e Celestino Mingherlino si immalinconisce un po’. Per tirarsi su si prepara un semifreddo al limone, e mette su un disco di musica classica.

Non attende nessuno per pranzo, né per merenda, ma avrà a cena alcuni amici di Salicebianco, il paese vicino, che ne approfitteranno per rifugiarsi nella piacevole frescura boschiva.

Quella sera, poi, nella radura, comincerà una rassegna di film all’aperto, e Celestino ha deciso di andare a vedere, piacevolmente incuriosito.

L’ora di cena si avvicina: Celestino ha in freezer il semifreddo al limone e il gelato di frutta.

Prepara una pasta fredda e un arrosto, con contorno di verdura fresca. Nulla di impegnativo né di pesante, con questo caldo.

Gli amici di Celestino arrivano. Sono Sergio, Catullo e Ippazio. È tanto che non si vedono, e la gioia di ritrovarsi è grande. Hanno portato fiori e frutta e, dopo  un primo giro di chiacchiere, si siedono tutti a tavola a gustare l’ottima cena.

In serata tutti sull’erba a vedere il film, un vecchio film in bianco e nero di quelli che piacciono tanto a Celestino.

“Che bella iniziativa” pensa. “Così avrò di che passarmi il tempo”.

Al rientro a casa, dopo i saluti agli amici e la promessa di ricambiare la visita quanto prima, Celestino dà un colpo di telefono al cugino Venerino.

– Ciao, sto fumando la pipa. Qui fa un gran freddo, pensa che ho anche la coperta sulle gambe! –

Celestino si immagina Venerino nella sua piccola casetta in cima al cocuzzolo di Monte Calvo, sulla sua adorata sedia a dondolo, con un libro, la pipa e qualcosa di caldo da sorseggiare.

– I miei animali come stanno? – domanda Celestino.

– Oh benone, vedessi come si riposano! Oggi ho preparato un risotto, i gatti si sono leccati i baffi! E vedessi Clo come si gusta il suo osso di seppia! –

Celestino va a letto tranquillo, è sempre piacevole sincerarsi di tutto prima di dormire.

Dopo una notte serena, Celestino si sveglia di buonumore. Oggi è giorno di mercato.

Si alza, fa toeletta, scende per la colazione.

Celestino fa per versarsi il caffè quando: – Cooocobì! Cooocobì! –

Per poco Celestino non si rovescia addosso tutto il caffè!

– Cooocobì! Cooocobì! –

Celestino alza il naso e per la sorpresa il caffè lo rovescia davvero.

La gabbietta del canarino Clo non è vuota. Un piccolo uccello cicciottello dal folto piumaggio variopinto guarda Celestino con aria curiosa.

– Cooocobì! –

– E tu…? Tu chi sei?- chiede Celestino, incredulo.

– Arduino – risponde lo strano uccelletto.

– Sei un pappagallo? – si informa Celestino.

– No. Sono un cocobì –

– E cosa sarebbe, esattamente, un cocobì? –

– Un uccello tropicale del Paraguay –

– E cosa ci fai nella gabbietta del mio canarino? –

– Be’ era vuota, avevo caldo e mi ci sono infilato. È così frescolino, quassù! –

– Sì ma… E adesso? Il mio canarino tornerà molto presto, cosa dirà quando ti vedrà qui? –

– Oh non preoccuparti, per allora avrò trovato un’altra sistemazione… –

In quel mentre la voce della brava signorina Domitilla, la giornalista locale, comunica una notizia dell’ultimo minuto:

– Il signor Norberto Becco, l’allevatore di pappagalli, denuncia la scomparsa di uno dei suoi due cocobì.

Il cocobì è un raro e splendido esemplare di uccello tropicale nano del Paraguay, dal folto piumaggio colorato, la lunga coda, una cresta verde scuro sul capo e un piccolo becco rotondo. Il cocobì si nutre di noccioline, arachidi, pistacchi salati, pinoli e tiramisù. Il signor Becco ha avuto un brutto risveglio, trovando la gabbietta aperta. Il signor Becco attualmente alleva una coppia di cocobì gemelli, Arduino e Baldovino. È il primo dei due a essere volato via. Il signor Becco è costernato e molto preoccupato, e si è rivolto a RadioBosco per lanciare un appello: chiunque avvisti lo splendido volatile è pregato di chiamare il numero… –

“Oddio!” pensa Celestino “Devo chiamare immediatamente!”

Il signor Becco, dopo essere stato contattato da RadioBosco per la segnalazione di Celestino, si precipita a Boscofiorito col suo furgoncino.

– Oh, grazie al cielo! – esclama sollevato, vedendo Arduino il cocobì tutto intento a sgranocchiare nocciole – Mi hai fatto prendere uno spavento! Ma come ti salta in mente di scappare così? –

– Avevo un gran caldo, non hai nemmeno l’aria condizionata! – protesta Arduino – E qui si sta così bene, c’è un freschino… –

– Signor Mingherlino, non so come ringraziarla, meno male che non è successo niente! Oddio, non sa lo spavento! –

– Signor Becco, ma si figuri! Certo, è stata una bella sorpresa stamattina vedermelo lì, nella gabbietta del mio canarino! Ma io e Arduino stiamo già diventando grandi amici, non è vero? –

– Oh certo! Sapessi Norberto, il signor Celestino ha detto che posso restare fino al ritorno del suo canarino, e mi ha promesso il tiramisù! –

– Ma Arduino, non possiamo accettare, Baldovino ti aspetta, sapessi com’è rimasto male! Signor Celestino, la ringrazio ma… –

– Per me non è certo un disturbo, signor Becco, Arduino può rimanere quanto vuole! –

– Ma non posso separarlo dal suo gemello, il povero Baldovino ne soffrirebbe terribilmente! –

– Mmm… Avrei un’idea… – riflette Celestino.

Il signor Norberto Becco accetta di portare anche Baldovino, e di farlo alloggiare temporaneamente assieme ad Arduino nella gabbietta di Clo, fino al suo ritorno. La casa di Celestino è fresca, e i cocobì staranno benissimo.

– Be’, che dire signor Mingherlino, lei ha un cuore grande così! Non so come ringraziarla, guardi, la sua gentilezza è quasi imbarazzante! –

– Suvvia, signor Becco, lo faccio volentieri, ma lei deve promettere di installare l’aria condizionata per questi poveri uccellini! Non vorrà mica che muoiano di caldo? –

– Ha ragione Celestino, ha ragione! –

Quella stessa sera il signor Norberto Becco è invitato da Celestino a cena sull’erba.

Norberto Becco porta un cestino con le prelibatezze preparate dalla moglie: tortino di verdure, focaccia all’olio, pomodorini secchi, succo di mele.

E Celestino offre un meraviglioso tiramisù, morbido, cremoso, sublime!

– Ah, Celestino, è una vera goduria!- esclama Arduino il cocobì, col becco pieno.

– Sì, è vero, è ottimo! – conferma il fratello Baldovino.

Celestino e Norberto Becco si guardano:- Proprio golosi, eh, questi cocobì! –

Commenta la fiaba



Altre fiabe che potrebbero piacerti