07Feb
2013
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Breve storia del Fantasma Formaggino

Fiaba di: Martina Vecchi

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La fiaba

Nella torre più alta del Castello Magico Diroccato, il Fantasma Formaggino vagava senza pace, solo e pensieroso. Aveva un’aria malinconica e lontana, e si teneva la testa pesante e dolorante (pensava troppo) con la mano, fluttuando a mezz’aria.

Quale onta, quale smacco, quale disdetta essere un fantasma a metà!

Si sentiva incompleto, proprio uno scherzo della natura. Gli altri fantasmi erano nati per terrorizzare le persone, e svolgevano il loro ruolo con orgoglio e impegno.

Formaggino non avrebbe mai potuto spaventare qualcuno con quel nome e quell’aspetto: era piccolo e paffuto, e faceva tenerezza più che paura, simpatia più che terrore.

Formaggino, inoltre, era buono e ingenuo per natura, calmo e tranquillo, e molto generoso, non sarebbe mai stato capace di essere cattivo e fare paura ai bambini.

I suoi genitori l’avevano diseredato, i fratelli lo deridevano, tutti lo consideravano la pecora nera delle famiglia, e lo avevano abbandonato. Formaggino aveva attraversato mari e terre, mura e pareti, alla ricerca di un posto dove starsene in pace a meditare sulla sua misera esistenza.

Pensava tutto il giorno e tutta la notte, ma non era riuscito a trovare niente di spaventoso da fare. Niente di pauroso da dire. In compenso gli era venuto un gran mal di testa, e stava per piangere.

Una piovosa giornata di marzo Formaggino gravitava per il castello particolarmente irrequieto, quando si imbatté nel fantasma della Principessa Lilla Domitilla, l’unica che avesse considerazione di lui e che gli facesse compagnia.

– Non sopporto di vederti così, sei sempre infelice e insoddisfatto. Invece di cercare di essere ciò che non sei, dovresti sfruttare le tue qualità!-

Qualità?! Che qualità? Non sapeva fare quello per cui era nato, mancanza sufficiente a farlo sentire un essere infimo e privo di autostima.

Poi però, ripensandoci, concluse che Lilla aveva ragione, e prese una decisione che avrebbe dato una svolta alla sua vita.

Si chiamava Formaggino? Era dolce e disponibile? Benissimo. Perché non ci aveva pensato prima?

Si precipitò al supermercato, cercò il banco frigo e passò in rassegna tutti i tipi di formaggio, pecorino, caprino, parmigiano, provolone, scamorza affumicata, asiago, fontina… Ecco! Stracchino! Entrò immediatamente in una confezione di stracchino: si stava bene lì dentro, era fresco, bianco e morbido. E gustoso.

Una signora si avvicinò e lo comprò: Formaggino non era mai stato così contento.

Finalmente aveva capito che la sua strada era quella di essere un formaggio spalmabile.

Sul pane, poi, era davvero ottimo. Ben fatto, piccolo Formaggino!

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