Tutte le fiabe che parlano di "fantasma"
La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "fantasma", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".
Breve storia del Fantasma Formaggino
Nella torre più alta del Castello Magico Diroccato, il Fantasma Formaggino vagava senza pace, solo e pensieroso. Aveva un’aria malinconica e lontana, e si teneva la testa pesante e dolorante (pensava troppo) con la mano, fluttuando a mezz’aria.
Quale onta, quale smacco, quale disdetta essere un fantasma a metà!
Si sentiva incompleto, proprio uno scherzo della natura. Gli altri fantasmi erano nati per terrorizzare le persone, e svolgevano il loro ruolo con orgoglio e impegno.
Formaggino non avrebbe mai potuto spaventare qualcuno con quel nome e quell’aspetto: era piccolo e paffuto, e faceva tenerezza più che paura, simpatia più che terrore.
La mia vita da Fantasma
Io mi chiamo Robinson e sono un fantasma burlone, ma anche curioso e giocherellone. Sono robustello e basso, ma non mi importa, io volo.
Mi piace molto spaventare la gente, infatti ho preso di mira una ragazza viva che si spaventa molto facilmente; si chiama Licia, mi piace farla inciampare in palestra, non farla dormire, farla rotolare per le scale, e senza dubbio, ci rido sopra.
Vivo in una villa abbandonata, e, siccome sono invisibile, ho preso, in effetti, ho rubato i mobili. La parte che personalmente preferisco è la notte, perché così posso accendere le luci spente delle case e degli uffici, accendere anche le TV, e un giorno, solo per sbaglio, ho rotto un finestrino di una Fiat, ma vi ripeto, non l’ho fatto apposta.
Il bottone nero
C’era una volta un bottone nero che capitò per caso in una scatola di latta dove c’era una gran quantità di bottoni colorati che si rimiravano l’un l’altro.
Al bottone nero nessuno rivolgeva la parola ed egli un giorno radunò tutto il suo coraggio e chiese ai suoi compagni: – che cosa vi ho fatto di male per meritare questa vostra indifferenza? –
Quelli si guardarono di sottecchi (veramente si dovrebbe dire da sotto i buchetti che avevano in mezzo alle loro forme geometriche varie, tonda, quadrata, romboidale ecc.) finchè uno, un po’ più grosso degli altri e coperto di pietruzze luccicanti, rispose:
Il fantasma Puzzolone
I fantasmi esistono oppure no? Fior di dottoroni e professorissimi che hanno studiato tutta una vita dicono di no. Non si può escludere però che ogni omino ed ogni donnina, ogni animaletto e piccola cosina abbiano un fantasmino personale, pronto a comparire quando il loro corpo saluta il mondo per intraprendere un lungo viaggio. Questi fantasmi, usciti da cosine e cosone, corpicini e corpaccioni, abitano quell’aria che tutti respiriamo, rimanendo il più delle volte invisibili.
In qualche rara circostanza, però, appaiono alle persone, diffondendo un terrore tanto grande quanto stupidino. “Aiuto! Si salvi chi può! C’è un fantasmaaaaa!” E magari il poveretto voleva soltanto un po’ di compagnia, visto che, abitando sempre l’aria ci si può annoiare.
In altre occasioni, invece, i fantasmini possono essere sentiti. Non con le orecchie, però, ma con il naso! Eh, sì, a questo punto non si può non raccontare ciò che è accaduto ad Arafa, una bimba di cinque anni, metà italiana e metà sudanese.










