17Set
2012
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Biancaneve caccia i nani

Fiaba di: Martina Vecchi

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La fiaba

Bianca si svegliò come tutte le mattine alle 5.30.

L’attendeva una giornata campale. Come del resto tutte le sue giornate.

Era la casalinga più disperata che ci fosse sulla faccia della terra.

Elvio il principe l’aveva lasciata. Era scappato con Aurora, la Bella Addormentata.

Che così addormentata poi non era.

E la povera Bianca era rimasta da sola ridotta in schiavitù da sette perfidi nanerottoli.

Perfino Cucciolo l’aveva tradita. Mascalzoni.

Colazione, pranzo, merenda, cena, e lava i calzoni, e stira i mutandoni, e lava le camicie, e lucida le scarpe, tutto il giorno la stessa storia.

E pulisci il pavimento, e spolvera, e dài con la ramazza, e dài con lo straccio. Mai un minuto libero. Mai un’ora d’aria. Neanche un’ombra di stipendio.

E figurati chi ci doveva andare in miniera. Mica i nani. No. Ci andava lei.

E prendi la carretta, e fatti aiutare dalle damigelle di compagnia (almeno quelle, di grazia).

E intanto i magnifici sette in giro per osterie a far baldoria. E a mettere a soqquadro la casa. Tanto c’è qualcuno che la sistema.

Però…

Però una quieta sera di fine maggio Bianca induce i sette nani a cenare all’osteria invece di sorbirsi la solita minestra di verdura. I nani, vuoi perché stanchi di minestrone, vuoi perché già un po’ alticci, accolgono con entusiasmo la proposta.

“Andiam, andiam, andiamo a sgraffignar….” Si dirigono saltellando allegramente per il bosco.

Giunti all’osteria, occupano una lunga tavolata e ordinano da mangiare per quattordici, cioè il doppio. Al termine della cena i nani ordinano il dessert. L’oste (un’attraente ragazza dall’aria misteriosa) suggerisce loro la specialità della serata, mele caramellate con crema profumata alla vaniglia e stecche di cannella.

I sette, incuriositi e con l’acquolina in bocca, accettano e attendono.

Vengono servite le mele. I nani le addentano avidamente ma, al primo boccone, qualcosa non va.

Lo stomaco di Brontolo comincia a brontolare.

Pisolo casca addormentato.

Eolo si gonfia come un pallone.

Dotto rincretinisce.

Il colorito dei sette nani passa dal violaceo, al verdognolo, al terreo.

E cadono con la faccia nel piatto.

Tutti.

Uno dopo l’altro.

Come mele, appunto.

– Tié, marrani!- urla con una vocetta stridula l’attraente ragazza, trasformandosi in strega.

– Ben vi sta – gongola soddisfatta Biancaneve, spuntando da dietro il bancone, dove si era nascosta- Voglio proprio vedere se con una bella lavanda gastrica vi si pulirà anche la coscienza.

Io me ne vado, ciao ciao! Grazie di tutto, Mafalda- dice, rivolgendosi alla strega.

Figurati, mia cara. È stato un piacere -.

Bianca monta in sella alla sua moto, infila il casco, fa rombare il motore e sfreccia lontano.

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