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Tutte le fiabe che parlano di "fiabe moderne"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "fiabe moderne", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

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Biancaneve e il cammello

Vi racconto ora la favola di Biancaneve e i sette nani a modo mio,
cercando di ricordarla come me la raccontava mio zio.

Perdonatemi se , per fare prima,
ho dimenticato qualche rima.

C’erano sette nani in mezzo al bosco
il cui nome non conosco.

Lavoravano in miniera dal mattino alla sera e
andavano a nanna dopo la preghiera.

Facevano una vita così così,
finché qualcosa accadde un bel dì.

Trovarono nel bosco una mora,
non un frutto, ma una bella signora .

Biancaneve e il cammello

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Intervista a Pinocchio

L’INTERVISTA DI ALICE OZ, GIORNALISTA DE “LA GAZZETTA DELLE FAVOLE”: PINOCCHIO VUOL TORNARE BURATTINO.

Sarà stata la nostalgia o di preciso non si sa, ma Pinocchio, che a quanto pare avesse un grande cuor di legno, vuol tornare ad essere un burattino.

Io sono andata ad intervistarlo, non comprendendo il perché della sua scelta.

Sono Alice Oz, una giornalista assai attenta a tutto ciò che accade. Scrivo per la Gazzetta delle Favole.

Prima di tornare in quel mondo che a noi tutti piace son riuscita ad intervistarlo.

“Signor Pinocchio, perché vuole tornare nel nostro mondo, quello delle fiabe intendo?”

Intervista a Pinocchio

cenerentolo

Cenerentolo

C’era una volta, un ragazzo che si chiamava Tommy, ma veniva da tutti soprannominato CENERENTOLO! Vi chiederete perché?!?

Proprio come la famosa storia che conoscete benissimo, SÌ! proprio quella: Cenerentola. A casa doveva fare tutto lui, il papà gli diceva: “CENERENTOLO! Vai a fare la spesa in paese!” La mamma: “CENERENTOLO! Metti in ordine la tua camera e vai a tagliare la legna!”

Povero Tommy non riusciva mai ad andare a giocare con i suoi amici perché doveva sempre stare a casa a studiare o a fare tutte le faccende.

Un giorno però mentre andava a fare la spesa incontrò un suo compagno di classe che lo invitò al suo compleanno!!! Era così felice che accetto subito!

Cenerentolo

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Biancaneve in Fantascienza

Tanto tempo fa, nel Pianeta Azzurro, che faceva parte della Galassia delle Fiabe, viveva una bellissima regina. Era amata da tutti gli abitanti del pianeta. La donna aveva nel cuore un sogno: voleva una bambina dai capelli neri come l’ebano, dalle labbra rosse come il sangue e dalla pelle bianca come la neve di cui aveva sentito parlare. Un viaggiatore dello spazio le aveva parlato della neve che cadeva abbondante sulla Terra. Nel  Pianeta Azzurro, però, la neve non si vedeva mai.

Dopo un po’ di tempo la regina diede alla luce una bambina a cui fu dato il nome di Biancaneve. Ma la donna, dopo un lungo viaggio interstellare fatto insieme al marito per visitare i reali d’un altro pianeta, si ammalò gravemente a causa di un virus sconosciuto e, in poco tempo, morì.

Biancaneve in Fantascienza

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Fiabe in città

Questa storiellina è accaduta veramente, negli scaffali di legno di una piccola biblioteca di paese che quasi nessuno bazzicava più. Si sa che, al giorno d’oggi, i bambini preferiscono la tv, il computer ed i videogame ai libri, che sembrano invece testimonianze dell’antichità come i dinosauri, le piramidi o i primi arnesi degli uomini delle caverne. Nessuno legge più e i libri soffrono, anche se spesso non ce ne accorgiamo.

Un bel giorno, un bimbo chiamato Matteo, capitato per caso in quella biblioteca, prese un libro di fiabe, vecchio e polveroso, che nessuno apriva più da anni. Il povero libro aveva la copertina rosa dalle tarme, le uniche bestiole che frequentavano assiduamente gli scaffali della sala di lettura.

Fiabe in città

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Uno strano Cappuccetto

Come trascorrere un piovoso pomeriggio d’autunno, in quel di Gorizia? Chiudersi in casa sarebbe un’idea, magari davanti ad una tazza di te o di cioccolata calda. La piccola Matilde e il nonno Armando trascorrevano così tutti i pomeriggi d’ottobre e l’autunno passava davanti alla loro finestra, velocemente e in punta di piedi.

“Nonno, nonno … come giochiamo oggi?” Chiedeva Matilde, ancora sudata per l’ultima corsetta intorno alla stanza.

“Posso raccontare una storia” rispondeva il vecchio Armando, che tentava inutilmente di leggere il giornale. “Ti racconto la fiaba di Cappuccetto rosso o quella di Biancaneve. Quale preferisci?”

“Ufffffffffff … sempre le stesse storie. Basta! Sono stanca e mi annoio” sbuffava la bimba, con il muso ancora sporco di cioccolato.

“Scommetto che questa non l’hai mai sentita” disse allora il nonno, ormai rassegnato a chiudere definitivamente la Gazzetta. “C’era una volta, in un paese lontano, una bimba che indossava sempre un mantello ed un cappuccio verdi, e per questo tutti la chiamavano Cappuccetto verde.

Uno strano Cappuccetto

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Biancaneve caccia i nani

Bianca si svegliò come tutte le mattine alle 5.30.

L’attendeva una giornata campale. Come del resto tutte le sue giornate.

Era la casalinga più disperata che ci fosse sulla faccia della terra.

Elvio il principe l’aveva lasciata. Era scappato con Aurora, la Bella Addormentata.

Che così addormentata poi non era.

E la povera Bianca era rimasta da sola ridotta in schiavitù da sette perfidi nanerottoli.

Biancaneve caccia i nani