07Lug
2015

Nel Mondo delle Favole

Fiaba di: Antonella Bolis

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La fiaba

C’era una volta il mondo delle favole, abbracciato da altissime siepi sembrava uscito dalle punte colorate dei pastelli più brillanti.

Il paesaggio spaziava tra un castello e l’altro dei vari re e regine, piccoli borghi occhieggiavano languidi in mezzo a pianure, colline e boschi.

Era il posto dove tutti i personaggi e gli animali delle favole vivevano pacificamente nel reciproco rispetto a differenza del ruolo interpretato, inoltre si esprimevano nella stessa lingua.

C’era chi risiedeva nelle corti principesche e chi abitava in un’umile dimora, chi ronfava in una tana e chi stava tra i cespugli del sottobosco; nel cielo di questo mondo incantato, il sole sorrideva e la luna strizzava l’occhiolino.

Un bel giorno Cappuccetto Rosso, intenta a raccogliere more nel bosco insieme al suo fido amico Lupo, incontrò la Strega di Biancaneve che era di passaggio da quelle parti seguita dall’amato Gatto con gli stivali.

Si salutarono cordialmente e parlarono del più e del meno, poi Cappuccetto Rosso offrì l’intero cestino di frutti alla bellissima Strega che con gusto mangiò subito la ghiottoneria, dopo si diede un’occhiata allo Specchio Magico per assicurarsi di non aver sbavato il fiammante rossetto.

Si accarezzò la corona brillantata posta tra i serici capelli neri sussurrando compiaciuta: “Mi fai sembrare sempre perfetta!” ma lo Specchio le rispose triste “Mia signora vi stanno sostituendo, tra poco nessuno saprà più chi siete stata, chi siamo stati!”

Allarmati dalla sconcertante rivelazione, in quattro e quattr’otto si congedarono gli uni dagli altri promettendo di avvisare tutti gli abitanti e di ritrovarsi all’assemblea straordinaria.

Biancaneve, messa al corrente dalla Matrigna, scese in giardino ad informare i Sette Nani che a loro volta diedero la notizia agli Gnomi amici del Ciabattino e sua moglie, donna piuttosto loquace, pensò bene di andare al ruscello dove incontrò il Brutto Anatroccolo che faceva il bagno con mamma Anatra, i due si lisciarono le piume nel brivido che la gravità della notizia aveva prodotto poi strillarono talmente tanto che arrivarono tutti gli animaletti del bosco, gli uccellini e i topolini con Cenerentola e anche il Lupo che stava giocando a nascondino coi Tre Porcellini.

L’eco delle voci arrivò fino alla fata Smemorina che non ricordava di aver dimenticato la bacchetta magica al castello, dove stava giocando a burraco col Principe Azzurro in visita alla Bella Addormentata per portarle in dono un golfino fatto con lana avvolta sul fuso dell’arcolaio e in tutto questo andirivieni, la Principessa sul Pisello faceva merenda nella casetta di marzapane e, tra un boccone e l’altro, cercava di capire come mai avendo pur dormito sopra a 20 materassi, non si sentiva ben riposata.

Pollicino e i suoi fratellini si fecero dare un passaggio dall’Orco che, calzando gli stivali delle 7 leghe, con un balzo li condusse al punto d’incontro, di lì a poco arrivarono anche le Fate Flora, Fauna e Serena che si trovavano a fare shopping con la strega Malefica la quale teneva sempre nella borsetta la Spada della Verità e il magico Scudo della Virtù.

Man mano che i personaggi sopraggiungevano a piedi, in carrozza o volando, si sistemarono sotto i maestosi rami dell’immenso Abete che, fiero di essere partecipe di un grandioso evento, li accolse magnanimo distribuendo gocce di resina per rischiarare la voce e rinfrescare l’alito.

“Sì, sì, prova, prova”: dal microfono la voce della Strega tuonò elettrica inceppandosi in un suono stridulo dovuto al volume sintonizzato al massimo.

Lo Specchio tappandosi le orecchie urlò alla sua signora di abbassare l’audio poi con un impacciato sorriso che andava da un lato all’altro della cornice, raccontò quanto sapeva: “L’universo della tecnologia prevale sul mondo dei sogni e della fantasia dei bambini che oramai passano il tempo libero davanti ai video giochi a combattere guerre,

Sfidando un nemico virtuale annientandolo con astuzie a colpi di tasti e i genitori hanno perso la piacevole abitudine di leggere una fiaba ai propri figli prima di fare la nanna.

Le favole aiutano a sognare e sviluppano l’immaginazione, senza i nostri mondi incantati un bosco sarà solamente un insieme di alberi e non un luogo dove vivono magici folletti.

Salviamo i ricordi che gli adulti hanno di noi, li abbiamo accompagnati nella crescita con le nostre avventure dove il finale era sempre lieto! Se siete d’accordo li ospiteremo qui durante il weekend per dimostrare quanto possa essere importante lasciarsi andare e rallegrare il proprio animo volteggiando liberi nella fantasia”.

Tutti furono d’accordo poi insieme affinarono il progetto, il giorno successivo partirono alla volta del mondo terrestre e approdarono in una Venezia gremita da persone mascherate festeggianti il carnevale in piazza San Marco.

Ognuno di loro aveva un compito, lo stesso per tutti.

Cappuccetto Rosso fu la prima ad incontrare una sua sosia, le due sorrisero e si salutarono, poi con nonchalance, rivelò tutto in un fiato che lei era il vero Cappuccetto Rosso delle favole. L’ambiente giocoso favorì la conversazione e dopo qualche perplessità la sosia accettò di attraversare la galassia, prima però si avviarono a braccetto tra la folla dirette al punto d’incontro dove una fata sventolava un cartello con la scritta “Mondo delle Favole”.

Quando tutti furono presenti con i loro doppioni, anche le persone incuriosite si aggregarono e alla fine l’intera popolazione volle partire per il mondo incantato. Le fate e le streghe si unirono in cerchio e cantando la frase magica agitarono vigorosamente le bacchette e in un battibaleno sparirono sotto la polvere fluorescente.

Una volta giunti nel pianeta delle Favole si sistemarono negli alloggi messi a disposizione e il mattino seguente si ritrovarono ben riposati e logicamente mascherati.

Il gioco più divertente che un adulto serbava sin da bambino era a portata di mano, bastava dire “Vorrei…” e la bacchetta magica esaudiva, e in tal modo le persone volavano e come uccelli si fermavano a saltellare sui rami oppure tramutavano i loro abiti, ora da cocchiere ora da principe per poi entrare nei panni di uno gnomo o nella pelliccia di un lupo.

La prelibata casetta di marzapane fu ricostruita diverse volte e le signore si trascrissero la ricetta perché un dolce così buono non l’avevano mai assaporato.

La serata si presentò ricca di eventi a partire dallo spostamento in carrozze luccicanti dalle forme più disparate, cavalli che non appena prendevano il galoppo, si innalzavano in delicati voli planando nelle varie piazzuole laddove gli spettacoli si sviluppavano tra gare canore dove gli uccellini di ogni specie intonavano gorgheggi incomparabili, coloratissime farfalle piroettavano sincronizzate volteggiando da un fiore all’altro tenendo a bocca aperta sia grandi che piccini.

Le bacchette magiche non facevano che moltiplicare tavoli, sedie, bevande e cibi di ogni genere per ospitare nel migliore dei modi un popolo che mai avrebbe potuto immaginare quanto potesse essere reale quel mondo! La festa finì allo scoccare della mezzanotte e tutti rincasarono per un meritato riposo.

L’indomani, al momento dei saluti, i protagonisti regalarono a ogni persona i libri delle loro favole che non sarebbero mai più state accantonate perché quell’esperienza aveva aperto uno spiraglio alla fantasia.

I sogni esistono, basta andare nel Mondo delle Favole!

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