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Tutte le fiabe della categoria "Fiaba"

Tutte le fiabe, dalla più recente …

finestra

La finestra di dietro / 6

Il re regnante s’avvicinò alla maniglia. La vedeva chiara e limpida davanti a sè.

Il re regnante era realmente regalmente pomposo, con la sua corona schiacciata sul capo, il suo capannello di gente uscito dalle capanne che lo guardava, il suo ciambellano con la ciambella, i suoi ubriachi e la regina. “Mia regina, è per te!”.

Il muro tiene, la finestra tiene, la maniglia tiene … il re ride e tira più forte.

Il muro tiene, la finestra tiene, la maniglia tiene … il re sorride e inizia a sudare.

Il muro tiene, la finestra tiene, la maniglia tiene … il re s’acciglia e diventa paonazzo.

Il muro tiene, la finestra tiene, la maniglia tiene … il re deluso molla la presa.

supermercato_qualita

Il supermercato delle qualità

Il Supermercato delle Qualità era noto in tutta la regione, per la sua incredibile fornitura.

“Due etti di dolcezza” chiese l’anziana che buca i palloni, “sa, ho mio nipote a cena, non vorrei mai che pensasse di avere una nonna arcigna”.  “Una dose di umiltà da bagno”, chiese l’imprenditore feroce, “sa, ho una cena di beneficenza, non vorrei mai che sapessero quanto grande sia il mio impero”.

Non mancava mai niente. Il Supermercato le aveva sempre tutte, anche nei periodi natalizi, quando le Qualità si regalavano agli altri, allora si sprecavano tonnellate di passionale romanticismo, di smisurata generosità, di mielosa bontà.

Goccia

 “Che fai goccia, dove vai?”

“Salgo!”
Ennesima Goccia Normale che straluna gli occhi e rincara: “essere diabolico, vade retro!”, ma poi, cadendo, la perde di vista.

“Che fai goccia, dove vai?”
“Salgo!”
Ennesima Goccia Normale che straluna gli occhi e rincara: “sarai la rovina di tutte le gocce, la fine della nostra specie!”, ma poi, cadendo, la perde di vista.

Il Comune

Penso-Solo-Alla-Poltrona se ne stava pensieroso sul suo trono da sindaco del comune di Luogo Comune quando, improvvisamente, ecco affacciarsi Non-c’è-Meritocrazia, consigliere storico, scapolo, ma solo perchè amava troppo. “Il-Mattone-è-Un-Ottimo-Investimento chiede di essere ricevuto”. L’assessore per… 

finestra

La finestra di dietro / 5

L’incanto fu rotto dall’incedere lento e inconfondibile. Lo sferragliare del ferro di cavallo del cavallo del cavaliere cavalcante del regno del re regnante. Nero il cavaliere, nero il cavallo, nere le bardature, nere le briglie, nera l’armatura e nera l’arma. Lo scemo del villaggio, che fu un tempo genio, era l’unico a chiedersi perchè fosse chiamato Il Cavaliere Nero.

Conosciuto anche come Cavaliere Guastafeste per la capacità innata di apparire nei momenti meno opportuni, il Cavaliere Nero si divertiva a scorrazzare con la sua corazza cercando capannelli di gente uscita dalle capanne su cui sbrodolare il proprio ego.

Il re continuò come se niente fosse a baciare con gusto la propria regina.

Il ciambellano ingoiò la propria ciambella di tutta fretta, per paura che il Cavaliere Nero la infilzasse con la sua lancia nera.

sogno

Sogno

Chissà dove finiscono i sogni di chi non se li ricorda. Chissà che ne è di quel sogno che sicuramente c’è stato, eppure svanisce con la prima luce del mattino che irrompe nella sua vita.… 

finestra

La finestra di dietro / 4

Il popolo guardò la regina, negli occhi. Il ciambellano guardò la regina, negli occhi. Il neo-real-genio di corte, accantonò il proprio rammarico di non essere più manigliaio e guardò la regina, negli occhi. Gli ubriachi provarono a guardare la regina, negli occhi. Tutti guardarono la regina negli occhi, tranne il re, che l’aveva già guardata.

La regina aveva occhi verdi. Gli occhi della regina erano belli. La regina era bella. La regina era vestita di verde.

Gli occhi della regina erano grandi. La regina aveva occhi profondi come le valli del regno del re regnante.  La regina aveva un’anima accogliente come le valli del regno del re regnante. La regina era grande, nell’anima.

La regina aveva occhi intensi. La regina aveva occhi che sorridevano. La regina aveva un sorriso che riempiva il regno del re regnante. La regina andava vissuta tutta d’un fiato.

Nessuno capì gli occhi della regina. Nessuno capì la regina, tranne il re.

finestra

La finestra di dietro / 3

Il real giocoliere di corte fu nominato seduta stante, in piedi davanti al re regnante, real genio di corte. Il real genio di corte in carica fu declassato a scemo del villaggio, giacchè non era venuta a lui quell’idea brillante e passò alla storia come genio di corte meno duraturo. Entrò nel Guinness, ma il re regnante, per non dare soddisfazione allo scemo del villaggio, ne vietò la pubblicazione con un editto tanto severo che pure la birra ebbe problemi ad essere importata nel regno del re regnante.

Fu così che il re dovette ritirare l’editto per un ubriacante sciopero degli ubriaconi che avevano un ruolo importante nell’equilibrio sociale nel regno del re regnante. Quel loro ondeggiare rendeva il popolo allegro e il re regnante non avrebbe mai voluto avere un popolo triste.

La birra tornò nel regno del re regnante e gli ubriaconi erano di nuovo assiepati tra il capannello di gente uscita dalle proprie capanne per ammirare l’evolversi degli eventi della finestra di dietro.

finestra

La finestra di dietro / 2

Lo scemo del villaggio fu nominato seduta stante, in piedi davanti al re regnante, genio di corte. Con tutta la cerimonia salameleccosa che tanto piaceva a quel golosone del ciambellano, sarà che tutto quello zuccheroso rituale gli ricordava le sue amate ciambelle .

La nuova visione che aveva regalato al regal re permise ora che il tanto atteso ordine venisse nuovamente pronunciato nella sua forma riveduta e corretta perfettamente conforme ai dettami del regno. Con il solito aspetto regale ed un tono regolare, il re disse:  “aprite quella finestra! voglio vedere cosa c’è lì fuori!”.

Ecco le guardie guardinghe che, sbloccatesi dal passo pazzo riuscirono finalmente ad avanzare con fare minaccioso verso la finestra. Il più guardingo rimase a guardare il compagno più robusto che infilzò la spada tra la finestra e il muro che amorevolmente l’avvolgeva.

finestra

La finestra di dietro / 1

“Voglio sapere cosa c’è dietro!”, urlò il re. In fondo, per il re, tutto è legittimo. Il re si fa le leggi da solo, credo pure possa dominare se stesso. Il re ha diritto di sapere cosa c’è dietro. Il re possiede pure il dietro, che detta così non viene bene, ma l’ha detto il re.


“Aprite”, gracchiò il ciambellano con la bocca sporca di zucchero. Sarà stata la ciambella. Ma tutto taceva dietro la finestra. Che poi non so nemmeno come potrebbe parlare il dietro di una finestra. Ma il re è il re.

“C’è un tesoro, ma c’è pure il fantasma lì dietro” disse una canuta passante che sembrava lei stessa un fantasma sopraffatto dal riverbero del muro bianco. “Se lo dice un fantasma, deve essere proprio vero” pensarono le guardie del re, sempre guardinghe e anche un po’ guardone.

mondo_capovolto

Un mondo a testa in giù – Money

Quel mattino si svegliò in un mondo tutto al contrario, dove i soldi erano una macchia da lavare via, ma nessuno li voleva, per non sporcarsi a sua volta.

Per le strade i banchieri regalano soldi, propugnando l’idea della felicità, ma i saggi poverelli stanno alla larga, sanno bene che quella macchia non si può lavare via, sanno bene che forma abbia la sventura: cifre colorate, teste incoronate, ponti strabilianti e caratteristiche anti-falsificazione.

Ricchi come untori per le vie, alla ricerca dell’oggetto da comprare, per smaltire carta frusciante o moneta sonante. Ma nessuno vende più per denaro, nessuno vuole prendere ciò che porta alla ricchezza, perchè tutti vogliono essere poveri e liberi dalla condanna all’eterna infelicità.

western

Western all’amatriciana

“Colonnello Mike, attento alla freccia”. Cadde così dalle mura del fortino che comandava e fu preda della tribù di Cavallo Pazzo Seduto a Gambe Incrociate.

“L’hanno preso, l’hanno preso”, urlavano i suoi in preda allo smarrimento all’interno di un fortino che sprofondava nel terrore.

Il caos. Cavalli imbizzarriti da proiettili senza guida, soldati che vagavano senza ordini, persino il cuoco bruciò l’arrosto di bufalo che era il suo piatto forte. Mai successo in trent’anni d’onorata carriera nei Cavalleggeri.

Nel frattempo il colonnello veniva trascinato a corpo morto lungo la strada ruvida che portava all’accampamento. Grande trofeo per onorare Cavallo Pazzo Seduto a Gambe Incrociate che attendeva sotto la sua tenda.

La giubba completamente stracciata, l’onore perduto dalle tasche rotte, il sorriso ubriaco evaporato sotto l’arsura del sole nella Valle del Fuoco. In piedi, immobile, davanti a quello spregevole ammasso di piume. Il nemico di una vita ora stringeva in pugno la sua.