Vai al contenuto

Tutte le fiabe della categoria "Fiaba"

Tutte le fiabe, dalla più recente …

Onde

Onde

Mi sono perso a guardare le onde che si inseguivano. Si perdevano una nell’altra, in un moto imprevedibile, in un punto diverso ogni volta. Onde come anime, che nascono per cadere una nell’altra. Scogli come… 

leone

Mamma ho visto un leone

Un bambino che vede un leone nello scantinato del condominio è la gioia di chi sa sognare un mondo migliore.

Lui HA VISTO il leone, non l’ha immaginato. Contrastare questa visione è come chiudere i suoi sogni in gabbia. Noi pensiamo che smettere di immaginare sia segno di maturità.

Lui SA che c’è il leone. Noi dovremmo imparare da questa sua consapevolezza e limitarci a sorridere di chi ci dice che avere grandi sogni ti porta inevitabilmente a grandi delusioni.

fiaba

C’era una volta

“C’era una volta” è l’incipit che ti apre il cuore. Non esiste nulla di meglio. “C’era una volta”, ora non c’è più, per cui raccontami, ti apro il cuore. Con la consapevolezza di un adulto… 

lavoisier

Nulla si crea e nulla si distrugge

    Ignoti provarono a tracciare una mappa dell’amore, cercavano il popolo che più sapesse amare. Scoprirono che l’amore non si può mappare, perchè al mondo, per un sogno che nasce, uno muore.

mare

Il mare

Mi sono sempre chiesto come il mare possa sapere di buono ogni giorno. All’alba o sotto l’arsura del sole allo zenith o al tramonto. E la notte. Quanto amo il mare di notte.

Il mare di notte regala pensieri e libera le emozioni. E’ come guardare dentro un nulla ricco di tutto. E’ guardare l’infinito sentendo la vertigine del vuoto. Via, via, andate via! Non c’è nulla da vedere. L’occhio vuoto fugge, ma l’occhio innamorato resta. Come si fa a non farsi inghiottire da quel nulla che è il mare in una notte senza luna?

Una volta giocavo facile, mi piaceva il mare sotto la luna. A tutti piace il mare sotto la luna. Poi, una notte fredda, ho scoperto il mare senza luna.

Il mare senza luna è giocare a nascondino con la propria anima. E’ un viaggio alla ricerca di sé stessi. E’ sprofondare in un nido amniotico piangendo e ridendo di ciò che si è diventati. Non mi lascia scampo, la mia anima m’aspetta dietro quel maledetto scoglio che fatico a vedere. Sbaglio occhi, lo so, ma l’uomo persevera nei propri errori.