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Tutte le fiabe della categoria "Fiaba"

Tutte le fiabe, dalla più recente …

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Gugu inventa la lancia

Una storia a fumetti inventata dai miei alunni in classe terza, in un lavoro di storia sugli uomini primitivi e gli stereotipi dei cartoni animati.

Clicca su “Leggi tutto” per visualizzare l’animazione.

 

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Sul Castello Di Fanes – la penna di Beccodoro

Dopo le avventure di Nebbianera e della “chiave dei desideri”, i nostri eroi: Greta, Costanza e Federico, tornarono alla Scuola di Magia che si trovava sotto la grande quercia degli Gnomi Verdi, proprio vicina al Lago del Sapere Occulto. Le lezioni si svolgevano in ampie sale illuminate dalle lampade della conoscenza che non esaurivano la loro energia perché alimentate dai pensieri degli studenti. Quando il pensiero vacillava per disinteresse, scarsa attenzione o noia, anche la luce veniva meno e il Prof. di turno capiva che era il momento di sospendere la lezione.

Era un metodo infallibile perché la lezione fosse fruttuosa e l’energia gratuita. Studiare è faticoso se manca l’interesse: le formule magiche da imparare a memoria sono noiose ma indispensabili per diventare un buon mago, ma la memoria è come un prezioso scrigno che digerisce i tesori della conoscenza adagio adagio nel tempo: troppe notizie rischiano di causare un imbarazzo digestivo o addirittura di esondare dal forziere mettendo in crisi la reperibilità dei file. Per questo il vecchio Phlippus, che insegnava “difesa dalle arti oscure “, pensò bene di interrompere le dotte dissertazioni e comunicò agli studenti del corso di Magia Applicata, che la seconda parte della lezione si sarebbe svolta all’aperto. Tra le grida di gioia irrefrenabile, tutti gli allievi maghetti corsero verso la luce naturale  del sole che inondava i prati e faceva splendere le acque del lago del saper occulto.

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Cipì senza paura

Qui comincia l’ avventura di Cipì senza paura!

Era un giorno fortunato
quando un passero era nato,
Cipì si chiamava
e a dormire non andava,
era un curioso vagabondo
e voleva scoprire il mondo.
tante domande lui faceva
e la mamma a tutte rispondeva.

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Le tre porte

Ci sono stanze che non ti puoi dimenticare, stanze ricche di ricordi , di magia, di sogni, di speranze, di poesia, di profumi. Per anni la porta dello studio di ricerche di mio nonno era rimasta chiusa e in parte sepolta e sbiadita nella mente della mia famiglia.

Mio nonno James mi chiamava Sella e da allora a nessuno importa se il mio vero nome fosse Claire perché ( così rispondeva mio nonno) entrambi hanno a che fare con la luce.

Proprio un anno fa, dentro ad un cassetto di un antico mobile di legno posto in un angolo del salone, dove i raggi del sole amavano scontrarsi, trovai una chiave; già, quella chiave dimenticata, quella chiave che avrebbe aperto quella “porta chiusa”.

Finalmente avrei potuto anche io impreziosire quelle mura di nuovi ricordi, di nuovi sapori, profumi che porteranno di nuovo in vita la memoria di quel “divoratore” di libri che era mio nonno, professore di arte e archeologo famoso.

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La maledizione della mummia

Si narra che nell’800 un noto archeologo andò in Egitto alla ricerca del tesoro di Anubis: un anello con incastonata una pietra preziosa e magica.

Anubis era il dio della necropoli ed era rappresentato come un uomo con testa di sciacallo preposto ai riti funerari e alla mummificazione. Il suo compito era quello di accompagnare il defunto al cospetto del dio Osiris, padre di Anubis stesso.

E’ bene ricordare che lo sciacallo, animale pericoloso del deserto, cercava prede nei cimiteri e nei luoghi dove i defunti venivano imbalsamati.

Il nostro archeologo, di nome Abir, si fece accompagnare dal suo amico egittologo Rufus.

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Ebbene … tutti i cuori hanno un’anima

“Ebbene: tutti i cuori hanno un’anima.

Un’anima che li aspetta,
fedele nella sera della casa,
a viso segnato e braccia aperte,

che dimentica in un punto

le paure di un giorno.

Ebbene: ogni cuore ha la sua anima.

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Jenny e lo spirito di nonna Adelia

Era una giornata di fine ottobre, e la piccola autovettura procedeva lenta sul sentiero alberato, lo scricchiolio della ghiaia sotto le ruote, rendeva ancora più penoso a Jenny, accompagnare la madre. Jenny parcheggio la sua macchina fra due cipressi del viale, non era ancora scesa che sua madre era già arrivata davanti al negozio per comprare dei fiori, ed entrò all’interno de cimitero, Jenny la segui, ma mentre sua madre si spostava per portare i fiori comprati ai defunti, Jenny si fermò accanto alla lapide della tomba di sua nonna. Per Jenny la morte della nonna era stata dolorosa, più di quanto nessuno potesse immaginare. 

Jenny quel giorno aveva perso la sua migliore amica, la confidente, la complice di mille avventure, sua nonna era sempre la prima a lanciarsi nei viaggi che la nipote le proponeva, ma Jenny pensava che sua nonna fosse partita per un viaggio fantastico, e che un giorno sarebbe tornata da lei a raccontarle la sua avventura. 

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Cappuccetto Rosso dal finale comico

C’era una volta una bambina vestita tutta di rosso che si chiamava Cappuccetto Rosso. Lei andava sempre dalla nonna a portarle la focaccia e la frutta e doveva attraversare il bosco, anche se la paura di incontrare il lupo era tanta. Infatti un giorno la bambina incontrò il lupo e lo salutò e anche il lupo la salutò, poi aggiunse indicandole una stradina: – Quella strada lì, ti farà arrivare prima dalla nonna, è una scorciatoia!

Allora lei lo ringraziò e prese quella strada, però era un inganno, ma non se ne accorse. Il lupo, intanto, arrivò dalla nonna, bussò alla porta, la vecchietta gli aprì ed entrò, nascose la nonna nell’armadio e si mise nel letto. Quando entrò la bambina vide che la nonna aveva dei grandi occhi, allora ebbe paura, ma…all’improvviso, la nonna uscì fuori dall’armadio e la rassicurò, facendole “cucù!”.

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Tommaso il cricetino

C’era una volta un cricetino molto grazioso, il suo nome era Tommaso.

Magro e scattante,dall’espressione molto sveglia,aveva due insolite caratteristiche:una folta capigliatura,baffi e barba candidi come la prima neve,uno sguardo attento e sagace,espressione di una non comune intelligenza.

La sua occupazione prediletta era introdursi di soppiatto nelle case, osservare con attenzione il contenuto del frigorifero e,se i cibi erano di suo gradimento,consumarli con discrezione,così da evitare scene spiacevoli con i padroni di casa-non tutti,sapete,amano i cricetini troppo svegli,per di più con i capelli lunghi,e meno ancora gradiscono condividere i loro pasti con i cricetini.

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Capitan Barbaglio e la gamba di legno smarrita

Ecco qui un’avventura di Capitan Barbaglio e del suo equipaggio!
Attenzione il capitano ha smarrto la gamba di legno!

Contributo interamente realizzato da “La Nave di Clo”, in collaborazione con Bambù magazine.

Il testo completo:

Capitan Barbaglio e la sua ciurma
sono un branco di pirati sempre in forma:
solcano il mare, cantando a squarciagola
a bordo di una vecchia bagnarola.

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Leonardo Da Vinci

C’era una volta a Firenze,
in un paesino chiamato Vinci,
un ragazzo,
il suo nome era Leonardo.

Era più intelligente rispetto ai suoi amici,
ma no, non era un “secchione”,
era solo e semplicemente un genio.

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Tato & Tata in pallone

Il giro del mondo in un giorno e una notte è la piccola e ingenua storia di Tato e Tata, io mi sono divertita molto a immaginarla, disegnarla e animarla, e la dedico a tutti…