26Feb
2011
violetta

Jenny e lo spirito di nonna Adelia

Fiaba di: marzia.o

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La fiaba

Era una giornata di fine ottobre, e la piccola autovettura procedeva lenta sul sentiero alberato, lo scricchiolio della ghiaia sotto le ruote, rendeva ancora più penoso a Jenny, accompagnare la madre. Jenny parcheggio la sua macchina fra due cipressi del viale, non era ancora scesa che sua madre era già arrivata davanti al negozio per comprare dei fiori, ed entrò all’interno de cimitero, Jenny la segui, ma mentre sua madre si spostava per portare i fiori comprati ai defunti, Jenny si fermò accanto alla lapide della tomba di sua nonna. Per Jenny la morte della nonna era stata dolorosa, più di quanto nessuno potesse immaginare. 

Jenny quel giorno aveva perso la sua migliore amica, la confidente, la complice di mille avventure, sua nonna era sempre la prima a lanciarsi nei viaggi che la nipote le proponeva, ma Jenny pensava che sua nonna fosse partita per un viaggio fantastico, e che un giorno sarebbe tornata da lei a raccontarle la sua avventura. 

Jenny aveva appena cominciato a sussurrare i suoi progetti futuri, come se stesse parlando con sua nonna, quando sua madre le arrivò accanto, e con tono secco le disse.
«Jenny, smettila di parlare da sola, e andiamo».

Jenny non cercò nemmeno di spiegare a sua madre perché lei sarebbe rimasta di più, perciò seguì sua madre, mentre camminava si girò verso la tomba della nonna, sussurrò.
«A dopo nonna», ma rimase sorpresa, accanto alla tomba c’era una ragazza, dai capelli ondulati biondo rame, e da un abito d’organza bianca, che la salutò, la giovane ricambiò il saluto e si girò di nuovo per vedere sua madre che era già alla macchina. Jenny mentre accompagnava sua madre per le varie commissioni, non faceva che pensare a quella giovane accanto alla tomba di sua nonna.

Nel pomeriggio Jenny torno al cimitero, una volta giunta sulla tomba sistemò meglio i fiori, poco lontano c’era una panchina si sedette e poi cominciò a parlare:«Ciao nonna, mi dispiace di essere andata via presto oggi, ma sai come fatta la mamma, va sempre di corsa».«Sì cara, lo so».Jenny si girò di scatto verso la voce che aveva sentito, accanto a lei c’era la ragazza  che aveva visto alla mattina, con un filo di voce le chiese.«Ma chi sei?», la giovane le sorrise e rispose.«Ma come chi sono?; Adelia, tua nonna».«Nonna, ma io…».«Si lo so che ti sembra strano tutto ciò, anche a me sembra strano, ma in questi gli spiriti possono tornare e parlare con i loro cari, o tormentare chi non li amava, fortunatamente non è il mio caso».«È meraviglioso nonna, e poi sei tornata giovane».«È un potere che hanno gli spiriti, però per parlare noi due dobbiamo farlo solo qui, uffa».«Non importa nonna, l’importante che possiamo farlo».«Hai ragione mia cara, abbiamo tre giorni per farlo, fino al 31 di questo mese, però fuori di qui per farti sapere che ti sono accanto posso usare il profumo dei fiori».«I fiori?».«Sì, in questi giorni non hai sentito il mio profumo?».«Sì, il profumo di violette, avvolte avevo la sensazione che mi avvolgesse, e pensavo che tu fossi li accanto a me».«Ed era così cara, perciò ogni volta che sentirai il profumo di violette saprai che io sono accanto a te, ma ora raccontami cosa stai progettando?».

Era una giornata di fine ottobre, e la piccola autovettura procedeva lenta sul sentiero alberato, lo scricchiolio della ghiaia sotto le ruote, rendeva ancora più penoso a Jenny, accompagnare la madre. Jenny parcheggio la sua macchina fra due cipressi del viale, non era ancora scesa che sua madre era già arrivata davanti al negozio per comprare dei fiori, ed entrò all’interno de cimitero, Jenny la segui, ma mentre sua madre si spostava per portare i fiori comprati ai defunti, Jenny si fermò accanto alla lapide della tomba di sua nonna. Per Jenny la morte della nonna era stata dolorosa, più di quanto nessuno potesse immaginare.

Jenny quel giorno aveva perso la sua migliore amica, la confidente, la complice di mille avventure, sua nonna era sempre la prima a lanciarsi nei viaggi che la nipote le proponeva, ma Jenny pensava che sua nonna fosse partita per un viaggio fantastico, e che un giorno sarebbe tornata da lei a raccontarle la sua avventura.

Jenny aveva appena cominciato a sussurrare i suoi progetti futuri, come se stesse parlando con sua nonna, quando sua madre le arrivò accanto, e con tono secco le disse.

«Jenny, smettila di parlare da sola, e andiamo».

Jenny non cercò nemmeno di spiegare a sua madre perché lei sarebbe rimasta di più, perciò seguì sua madre, mentre camminava si girò verso la tomba della nonna, sussurrò.

«A dopo nonna», ma rimase sorpresa, accanto alla tomba c’era una ragazza, dai capelli ondulati biondo rame, e da un abito d’organza bianca, che la salutò, la giovane ricambiò il saluto e si girò di nuovo per vedere sua madre che era già alla  macchina. Jenny mentre accompagnava sua madre per le varie commissioni, non faceva che pensare a quella giovane accanto alla tomba di sua nonna.

Nel pomeriggio Jenny torno al cimitero, una volta giunta sulla tomba sistemò meglio i fiori, poco lontano c’era una panchina si sedette e poi cominciò a parlare:

«Ciao nonna, mi dispiace di essere andata via presto oggi, ma sai come fatta la mamma, va sempre di corsa».

«Sì cara, lo so».

Jenny si girò di scatto verso la voce che aveva sentito, accanto a lei c’era la ragazza  che aveva visto alla mattina, con un filo di voce le chiese.

«Ma chi sei?», la giovane le sorrise e rispose.

«Ma come chi sono?; Adelia, tua nonna».

«Nonna, ma io…».

«Si lo so che ti sembra strano tutto ciò, anche a me sembra strano, ma in questi gli spiriti possono tornare e parlare con i loro cari, o tormentare chi non li amava, fortunatamente non è il mio caso».

«È meraviglioso nonna, e poi sei tornata giovane».

«È un potere che hanno gli spiriti, però per parlare noi due dobbiamo farlo solo qui, uffa».

«Non importa nonna, l’importante che possiamo farlo».

«Hai ragione mia cara, abbiamo tre giorni per farlo, fino al 31 di questo mese, però fuori di qui per farti sapere che ti sono accanto posso usare il profumo dei fiori».

«I fiori?».

«Sì, in questi giorni non hai sentito il mio profumo?».

«Sì, il profumo di violette, avvolte avevo la sensazione che mi avvolgesse, e pensavo che tu fossi li accanto a me».

«Ed era così cara, perciò ogni volta che sentirai il profumo di violette saprai che io sono accanto a te, ma ora raccontami cosa stai progettando?».

Jenny e sua nonna parlarono allungo, e lo fecero ancora nei tre giorni successivi; poco prima che il tempo scadesse Adelia disse a Jenny che ogni anno dal 29 ottobre al 31 ottobre potevano vedersi e parlare, e così avvenne negli anni avvenire, e ogni volta che Jenny sentiva il profumo di violette sapeva che sua nonna era accanto a lei.

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